«Armadi condivisi». Il cambio di stagione solidale e sostenibile

ECO.BERGAMO. Rete di guardaroba in tutta la provincia L’obiettivo: raccogliere e distribuire abiti per i bisognosi. Il riferimento in città è il Galgario gestito dalla Caritas.

Durante il cambio stagione degli armadi, è normale decidere di disfarsi di vecchi vestiti fuori moda o di taglia sbagliata. Punto di riferimento per la città di Bergamo nella redistribuzione di capi d’abbigliamento ai bisognosi è il Galgario, il dormitorio gestito dalla Caritas diocesana bergamasca, compreso nella rete «Armadi condivisi», guardaroba diffusi in tutta la Bergamasca con lo scopo di raccogliere e dispensare abiti.

Il direttore della Caritas, don Roberto Trussardi, parla di questo sistema, in grado di alimentare politiche sociali virtuose, nel numero di eco.bergamo, la rivista di ambiente, ecologia, green economy, in edicola domani allegata gratis a L’Eco di Bergamo. «Quando si decide di non adoperare più degli abiti – spiega don Roberto Trussardi – si possono conferire ai cassonetti della Caritas, da cui sono raccolti e inviati al centro di smistamento di Rho. Qui sono divisi tra capi in buono stato, che sono poi igienizzati e distribuiti ai bisognosi, e vestiti rovinati, che sono venduti come tessuto di scarto, generando proventi che finanziano vari progetti. Si parla, nello specifico, di inserimenti lavorativi per persone escluse, tossicodipendenti, disabili e altri». «Questo sistema di smaltimento – continua don Roberto Trussardi – genera un risparmio altissimo per i Comuni. Se i vestiti usati dovessero essere raccolti porta a porta al pari degli altri rifiuti, la spesa graverebbe sulle casse comunali e, di conseguenza, sui cittadini. La nostra raccolta permette di disfarsi di ciò che non occorre più senza spendere soldi e compiendo, nel contempo, una buona azione per la comunità». «Sempre più spesso – conclude don Roberto Trussardi – ci si domanda se la gente non possieda troppi vestiti comprati senza una reale necessità. Credo che ci sia bisogno di riflettere sul concetto di sobrietà negli acquisti, ricordando che spesso un vestito ben realizzato dura più di cento scadenti».

La primavera è il momento migliore per dedicarsi a una pulizia accurata della casa: su eco.bergamo si possono trovare i consigli degli esperti. Luca Guidara, noto come «Il coach dell’ordine», seguito da quasi centomila persone su Instagram, spiega come si possa riordinare nel migliore dei modi: «Iniziate dal cambio di stagione degli armadi e non dimenticatevi del verde e dei balconi». «Trascorrevo il sabato mattina a ripulire la mia cameretta, così che mi sembrava sempre nuova», ricorda: «Ora la divulgazione tramite i social, iniziata per gioco, è diventata il mio lavoro».

I migliori prodotti ecologici per le pulizie domestiche sono presentati da Claudia Carissoni del «Negozio Leggero» di via don Luigi Palazzolo 11 in città: «I preparati a base vegetale in grado di biodegradarsi non rilasciano agenti inquinanti. Affidarsi agli esercizi dove le sostanze sono in vendita sfuse o in flaconi riutilizzabili». Cristina Mollis, fondatrice di «R5 Living», ricorda che sono sufficienti tre prodotti: sgrassatore, anticalcare e pulivetri. Alternative naturali sono l’acido citrico, ottimo ammorbidente, mentre il percarbonato di sodio smacchia e lava i piatti. Mauro Pagani di Deep 3 parla di vestiario sostenibile alla luce dei dati preoccupanti sull’aumento dei rifiuti derivanti dal mercato dell’abbigliamento, forniti dal Wwf. Riguardo alla cura degli ambienti esterni, il direttore della cooperativa Oikos, Giancarlo Traini, presenta l’esperienza di cura del verde come mezzo di riabilitazione e reinserimento sociale. Molte realtà impegnate su vari fronti, con l’obiettivo comune della sostenibilità ambientale e sociale.

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