Atti intimidatori nei Comuni, denunciati episodi in 13 paesi della Bergamasca
IL CASO. Nello schema (in attesa del sì definitivo) del Viminale 110mila euro per «ristoro» e iniziative di legalità. Dati cresciuti negli anni.
Lettura 2 min.C’è chi ha ricevuto lettere minatorie, chi telefonate anonime, chi si è trovato scritte diffamatorie sui muri del paese o le gomme dell’auto tagliate. Anche in Bergamasca gli amministratori locali fanno i conti con atti intimidatori: un quadro della situazione arriva dal riparto – per ora la bozza circola informale, dopo il parere favorevole in Conferenza Stato-Città: per i numeri ufficiali si attende il decreto del ministero dell’Interno – del Fondo per la legalità e per la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori. Per il 2026 si tratta di 6 milioni di euro, che riguardano complessivamente 427 Comuni italiani.
In Bergamasca fondi per 17 episodi
I fondi vengono distribuiti per il 60% in proporzione al numero degli episodi di intimidazione o danneggiamento subiti (risultanti dal report annuale della Direzione centrale della Polizia Criminale), e per il restante 40% in base alla popolazione. Per la Bergamasca, quest’anno i fondi dovrebbero riguardare 13 Comuni, per un totale di 17 episodi. È il dato più alto da quando il Fondo è stato istituito, nel 2022: lo scorso anno gli episodi conteggiati erano stati 13, in 7 Comuni, mentre nel 2024, erano stati 7, in 6 Comuni.
Nel 2026, in base al riparto provvisorio, dovrebbero ricevere fondi Cenate Sopra (11.895 euro), Valbondione (11.589 euro), Gorle (6.966 euro), Dossena (11.578 euro), Presezzo (6.615 euro), Osio Sotto (8.145 euro), Villa di Serio (6.950 euro), Caravaggio (8.839 euro), Isso (5.819 euro), Cividate al Piano (6.673 euro), Canonica d’Adda (12.223 euro), Azzone (5.773 euro) e Ponteranica (6.994 euro).
Il totale è di circa 110mila euro. Cifre non clamorose, come si può vedere, ma significative soprattutto nel riconoscere una difficoltà ulteriore per gli amministratori locali.
Somme per legalità e rafforzamento della democrazia locale
Le somme, come stabilito dalle norme, potranno essere impiegate dai Comuni per promuovere iniziative a favore della legalità e del rafforzamento della democrazia locale, oltre che come «ristoro» per i danni al patrimonio pubblico e agli amministratori stessi che hanno subito atti intimidatori nello svolgimento delle proprie funzioni.
Gomme tagliate al sindaco di Canonica
«Abbiamo avuto diversi incontri in Prefettura, approvando anche una misura di Daspo urbano. Devo dire che a distanza di un anno i risultati si vedono»
Il sindaco di Canonica d’Adda, Paolo Arcari, era già finito alle cronache per le intimidazioni subite, dal taglio delle gomme dell’auto alle urla minacciose fuori casa. «Abbiamo avuto diversi incontri in Prefettura, approvando anche una misura di Daspo urbano. Devo dire che a distanza di un anno i risultati si vedono. Problemi sulla sicurezza ci sono ancora, ma alcuni miglioramenti sul territorio non sono mancati». E con i fondi «porteremo avanti delle iniziative sulla legalità, specialmente nelle scuole. Lo scorso anno avevamo invitato Piercamillo Davigo per un incontro pubblico sulla microcriminalità: vorremmo portare avanti proposte dello stesso tipo».
Lettera intimidatoria al collega di Villa di Serio
Anche per Mario Morotti, sindaco di Villa di Serio, l’obiettivo è «proseguire nel lavoro che già stiamo facendo con gli studenti». Il primo cittadino aveva ricevuto – e presentato denuncia – per una lettera minatoria nella posta di casa.
A Dossena scritte diffamatorie e danneggiamenti
«Queste sono risorse di cui avremmo volentieri fatto a meno, ma purtroppo gli episodi sono capitati»
Ha fatto i conti con alcuni casi di scritte diffamatorie e danneggiamenti di beni pubblici l’amministrazione comunale di Dossena: «Queste sono risorse di cui avremmo volentieri fatto a meno, ma purtroppo gli episodi sono capitati – racconta il sindaco Fabio Bonzi –. Stiamo pensando alla modalità di utilizzarli per progetti specifici, coinvolgendo scuole e associazioni legate ai temi della legalità e del rispetto».
Episodi intimidatori anche a Valbondione
Non è più sindaco, ma è «particolarmente contento» di veder riconosciuti gli atti intimidatori subiti l’ex primo cittadino di Valbondione Walter Semperboni: «Toccherà al Commissario destinare i fondi, la mia idea è che possano essere usati per l’asilo e le scuole in progetti per far capire come vivere nell’onestà aiuti a vivere meglio, per sé stessi e per la comunità».
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