(Foto di Cesni)
SCUOLE. Proteste negli istituti dove tra caldaie a singhiozzo ed edifici vetusti gli impianti faticano a riscaldare. Valois: «Continuiamo a investire, ma non basta».
Il freddo intenso di questi giorni continua a creare disagi in alcune scuole della provincia di Bergamo, soprattutto negli edifici più datati e complessi dal punto di vista impiantistico. Dopo i sopralluoghi, la situazione risulta in progressivo miglioramento, anche se permangono alcune criticità localizzate. «Già dal 4 gennaio la Provincia ha riacceso gli impianti; purtroppo il gelo che si è registrato ha portato a blocchi ripetuti su alcuni degli impianti più fragili. Siamo fiduciosi che già dall’inizio di settimana prossima le problematiche saranno rientrate» puntualizza il consigliere provinciale delegato all’Edilizia scolastica Umberto Valois, che ha seguito direttamente l’evoluzione delle situazioni insieme ai tecnici e al dirigente Marco Bergamini.
Problemi anche all’Is Archimede di Treviglio , ma parzialmente rientrati, mentre resta più complessa la situazione al Iss Turoldo di Zogno. Qui venerdì c’erano temperature tra i 14 e 19 gradi: un gruppo di studenti ha protestato all’esterno della scuola, con fumogeni e petardi. «L’impianto funziona - ha spiegato il dirigente, Giovanni Savia -. Restano i problemi agli infissi non idonei, da cui ci sono diverse infiltrazioni d’aria. I lavori di sostituzione dovevano essere conclusi a dicembre, ora si prevede ad aprile. Abbiamo chiesto alla Provincia di tenere acceso l’impianto 24 ore su 24».
«Abbiamo messo questa struttura tra le priorità – sottolinea Valois – ed è stata finanziata una riqualificazione complessiva, con lavori già avviati». L’investimento complessivo ammonta a circa 2,8 milioni di euro, con interventi di efficientamento energetico e adeguamento antisismico. «Sappiamo che la situazione è difficile – aggiunge – anche perché i lavori sugli infissi attualmente in corso hanno creato aule estremamente fredde». Disagi si sono registrati anche all’Isis Oscar Romero di Albino, dove al rientro dalle festività un blocco della caldaia centralizzata ha causato temperature basse nelle aule. Il guasto è stato risolto nella tarda mattinata di giovedì. «Abbiamo subito avvisato la Provincia, che ci ha mandato i tecnici – spiega il dirigente Salvatore Inglima – essendo una struttura con tre piani e 66 aule, alcune zone devono ancora raggiungere temperature ottimali». Problemi tecnici anche alla scuola secondaria di primo grado di Gandino-Cazzano, dove un blocco imprevisto delle pompe non ha consentito di raggiungere temperature adeguate. Il Comune di Gandino è intervenuto riducendo al minimo gli orari di spegnimento dell’impianto.
In città, criticità anche all’Itcts Vittorio Emanuele, dove l’impianto di riscaldamento è stato recentemente rinnovato. Le temperature rigide hanno causato uno squilibrio temporaneo. «È un effetto legato agli scompensi del freddo – spiega Valois – ma andando in funzione h24 l’impianto entrerà in autoregolazione». Situazione articolata anche al «Sarpi», dove le caldaie sono andate più volte in blocco a causa del gelo e dell’aumento della richiesta di calore. Già dalla serata di giovedì i tecnici hanno ripristinato le condizioni necessarie. Venerdì mattina, nella maggior parte delle classi, si registravano temperature pari o superiori ai 18 gradi, anche se in alcune aule del seminterrato persistono valori più bassi. «Stiamo suggerendo di tenere acceso il riscaldamento anche oltre l’orario scolastico – conclude Valois –, non è uno spreco, ma una priorità legata al benessere degli studenti».
Negli ultimi quattro anni la Provincia ha investito circa 70 milioni di euro per la sicurezza e l’efficientamento energetico degli edifici scolastici. «Tuttavia, il patrimonio edilizio ha criticità ben note, infatti le stime per sopperire al fabbisogno manutentivo si aggiorna intorno ai 700 milioni di euro» conclude Valois.
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