Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova alla Regione: «Polizie locali, noi lasciati soli»

L’INCONTRO. I quattro assessori alla Sicurezza: «Impossibile programmare nel medio periodo, uniformare gli standard, accrescere la professionalità degli operatori e investire nella sicurezza».

Bergamo

A Bergamo, martedì 24 marzo, si sono riuniti gli assessori alla Sicurezza di Bergamo, Giacomo Angeloni, di Brescia, Valter Muchetti, di Cremona, Santo Canale, e di Mantova, Iacopo Rebecchi, con i rispettivi comandanti della polizia locale. Un incontro, si legge in una nota, «per denunciare il totale silenzio della Regione Lombardia a sei mesi dal tavolo del 18 settembre 2025 volto a dare seguito alla piattaforma operativa presentata lo scorso luglio dai 12 capoluoghi lombardi». In particolare, dichiarano gli assessori, «nonostante i sorrisi e le aperture di facciata dell’assessore La Russa, nulla di sostanziale è stato fatto. Siamo stanchi di verbali che non diventano realtà».

Il bastone distanziatore

Sono cinque i punti sottolineati dagli assessori. Il primo riguarda il bastone distanziatore e gli strumenti di autotutela: si chiede che la Regione «solleciti il Ministero dell’Interno per un decreto ministeriale che ne uniformi l’uso», mentre per quanto riguarda le bodycam «la Regione finanzia l’acquisto ma nega supporto legale sulla privacy rendendole spesso inutilizzabili per timore di contenziosi».

L’accesso alla banca dati Sdi

Il secondo punto riguarda l’accesso al Sistema di indagine interforze, «fondamentale per la sicurezza degli agenti durante i controlli. Nonostante l’assessore La Russa avesse affermato di aver attivato canali di dialogo per una nuova legge nazionale e di settore, e avesse proposto, nelle more dell’ emanazione di una legge, di attivare una richiesta al Ministero per sensibilizzare le prefetture lombarde ad operare e facilitare le collaborazioni tra le forze dell’ordine e le polizie locali, non ci sono stati passi avanti».

La formazione

Il terzo capitolo mette al centro la formazione, definita «discontinua e insufficiente. Sebbene la Regione abbia previsto un potenziamento tramite POLIS per il 2026, mancano certezze sulla copertura totale delle “code” di operatori in attesa. I referenti della sicurezza dei comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova denunciamo inoltre l’insostenibilità di formazioni con 70 operatori in aula».

I fondi

Quindi i fondi: «Mentre l’assessore La Russa sbandiera lo stanziamento di 4,3 milioni di euro per 370 comuni, i dati reali mostrano l’esiguità dell’intervento; per i comandi bergamaschi arrivano appena 526 mila euro e per il territorio cremonese lo stanziamento si ferma a soli 105mila euro. Si tratta di briciole che non coprono nemmeno le necessità operative di base. Servono finanziamenti strutturali e non bandi “una tantum”».

Lo «street tutor»

Infine lo «street tutor», definito «essenziale per la mediazione nei contesti di movida e degrado. La bozza di legge è attualmente in discussione in Commissione in Consiglio Regionale». Gli assessori auspicano che «prevalga il buon senso politico rispetto alla bandiera di partito e che venga approvata e finanziata immediatamente».

«Comuni lasciati soli»

«Non è una questione di destra o di sinistra, ma di assenza di atti concreti. Sulla sicurezza urbana non si registrano avanzamenti normativi, né lavori significativi in Consiglio regionale, né percorsi strutturati di studio o confronto istituzionale, né interlocuzioni operative con il Ministero dell’Interno. Appare evidente la mancanza di una vera governance regionale: i Comuni vengono lasciati soli e ricevono risorse solo in modo episodico, quando si liberano marginalmente altri capitoli di bilancio, attraverso contributi frammentari e insufficienti. In queste condizioni è impossibile programmare nel medio periodo, uniformare gli standard delle polizie locali, accrescere la professionalità degli operatori e investire con certezza normativa nella sicurezza degli agenti e nelle nuove dotazioni operative»: questa la dichiarazione congiunta dei cinque assessori al termine dell’incontro.

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