Bergamo, è crisi dei trasporti
In Atb scatta la cassa integrazione

«Dalla prossima settimana i lavoratori Atb saranno in cassa integrazione». Cgil Bergamo annuncia la scelta comunicata dalla società ai circa 250 conducenti (in totale i dipendenti sono 400), all’indomani dall’annuncio della rimodulazione delle corse con l’applicazione dell’orario scolastico del sabato su tutti i giorni della settimana, un adeguamento dettato dall’ultimo Dpcm che impone la didattica a distanza per le scuole superiori.

Bergamo, è crisi dei trasporti In Atb scatta la cassa integrazione

«Come le altre aziende del settore, Atb è in difficoltà, siamo fortemente preoccupati per la tenuta e l’occupazione» denuncia Marco Sala, segretario generale della Filt-Cgil Bergamo.

La decisione

L’annuncio del sindacato di via Garibaldi porta alla luce le difficoltà che vive il sistema del trasporto pubblico locale, penalizzato dal lockdown. E dalla paura a salire sui mezzi, dal venire meno dello zoccolo duro del servizio, gli studenti ora serrati in casa dalla didattica a distanza. Dalla prossima settimana, Atb farà ricorso a un periodo di cassa integrazione. Tecnicamente, attingerà al «Fondo di categoria del Tpl – spiega il segretario Filt-Cgil –. Prima della diffusione del Covid-19 questo non è mai stato un comparto che ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, ma di certo, da tempo, è un settore con gravi carenze economiche. Atb ha inoltre dichiarato che non ci sarà più un turnover del personale: chi andrà in pensione non sarà sostituito». Ieri nonostante i tentativi effettuati non è stato possibile avere repliche da parte di Atb.

La Cgil intanto chiede alle parti politiche di «evitare polemiche sterili». Proprio su L’Eco di ieri si è consumato lo scontro tra Lega e Pd rispetto al finanziamento ministeriale a sostegno del Tpl, su quei 7,6 milioni di euro che Bergamo dovrebbe ricevere. «In questi anni il mondo politico non ha fatto nulla contro il depauperamento del settore – denuncia Sala –. Quindici anni di scempio non si risolvono con un finanziamento spot, non nel mezzo di una pandemia. Le risorse per l’emergenza servano a iniziare ad aiutare queste aziende, non ad aumentare un servizio sovradimensionato alla luce della chiusura delle scuole superiori».

Che la bolla sarebbe scoppiata anche a Bergamo l’aveva scritto tra le righe il Comune di Bergamo in una comunicazione sulla piattaforma Medium. «Spiegavamo che ci sono problemi nelle aziende del Tpl, stavamo dicendo il vero – commenta l’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni –. A maggior ragione, lo sforzo fatto da Atb e dalle aziende che operano nel bacino provinciale di mantenere un servizio di alto livello come è quello del sabato scolastico, credo sia lodevole. Ricordo che il sistema si regge per il 50% sugli introiti tariffari, risorse che sono venute meno, basti vedere gli autobus, quasi vuoti».

Intanto il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia ha depositato un’interrogazione a Palazzo Frizzoni dove «chiede conto dei dati a fronte dei quali è stata presa la decisione di ridurre le corse Atb». Tremaglia propone inoltre di «aprire le Ztl e rendere gratuiti i parcheggi blu almeno fino al 30 novembre, incentivando l’uso del mezzo proprio per ragioni di lavoro e studio e per sostenere il (poco) commercio cittadino sopravvissuto al lockdown e all’ultimo Dpcm. In questo momento è più sicuro avere un po’ più di traffico privato nelle strade e meno persone sui (ridotti) mezzi pubblici».

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