Bergamo, la scuola Rosa in ritardo: lavori eseguiti al 70%. Il termine slitta al 2027

IL CANTIERE. Terza proroga, la consegna nei primi mesi del nuovo anno Rota: «L’obiettivo resta aprirla per il prossimo settembre».

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Dal marciapiede di via Marzabotto, dietro alle reti di cantiere con tanto di «render» che mostrano come sarà la nuova scuola primaria «Rosa», si sente il vociare di qualche operaio. I lavori procedono, ma è ormai escluso che l’impresa possa consegnare i nuovi edifici entro il termine concordato con il Comune, il prossimo 16 novembre. «Ho fatto il punto della situazione con i tecnici la scorsa settimana, ho incontrato anche i genitori – fa il punto l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota -. Le lavorazioni sono al 70%. L’obiettivo, a questo punto, è chiudere il cantiere nei primi mesi del prossimo anno».

I quattro mesi di proroga concessi dalla Giunta lo scorso luglio (quando la scuola doveva già essere consegnata) non sono dunque bastati all’impresa.

L’avanzamento dei lavori

Passando da via Marzabotto, a pochi passi dal Lazzaretto, il primo edificio costruito è ben visibile, intonacato ma ancora senza infissi. Il secondo è ancora «impacchettato» con le impalcature montate e gli operai che lavorano in altezza sui ponteggi, mentre la palestra si presenta come un contenitore vuoto, anche questa in attesa di essere «chiusa» da porte, vetrate e finestre. Tutt’attorno, attraverso la trama dei teli di cantiere, si intravede una piccola selva, con arbusti cresciuti da quando, nel 2024, la vecchia scuola veniva abbattuta per fare spazio all’impresa di costruzioni (la Gvg di Roma, impegnata su un altro cantiere in città, per il nuovo Palazzetto dello sport in via Pizzo della Presolana). Il ritardo è evidente.

«L’obiettivo, a questo punto, è chiudere il cantiere nei primi mesi del prossimo anno»

Le criticità si sono palesate poco dopo l’avvio dei lavori quando, nel settembre 2025, i tecnici comunali, dopo 77 sopralluoghi registrati e reiterati richiami all’impresa, esprimevano «preoccupazione per lo stato dei lavori, che difficilmente avrebbero potuto essere completati entro il termine». E, ancora, denunciavano i funzionari, «un andamento lento dei lavori, attribuibile a carenze organizzative e di programmazione da parte dell’impresa, alla presenza discontinua della manodopera, alla intempestività nell’approvvigionamento di attrezzature e materiali e nella definizione di subappalti e subcontratti non coerente con le esigenze del cantiere».

Un iter travagliato

Da qui l’ipotesi di avviare una risoluzione del contratto (come fatto per la nuova Gamec), poi messa da parte per approvare un atto negoziale integrativo che fissava un nuovo obiettivo per la consegna del cantiere, lo scorso 20 luglio. Scadenza non rispettata a fronte della quale il Comune ha optato per una nuova proroga, sulla base di una relazione del Cct (Collegio consultivo tecnico) che segnalava da un lato «la “milestone” (tappa, ndr) solo parzialmente

Si tratta della terza proroga dal 2025

ottemperata» e, dall’altro, «il generale avanzamento dei lavori e delle forniture e l’avvenuta anticipazione dell’esecuzione di attività che avrebbero dovuto essere realizzate successivamente alla scadenza del termine intermedio».

Ora, un’ulteriore proroga, la terza dal 2025. L’amministrazione pare intenzionata a traghettare a compimento l’opera pubblica da 6,6 milioni di euro (di cui 4,5 dal bando Spazi_Are) affidandosi alla stessa impresa: «Arrivati a questo punto - conclude Rota-, faremo il possibile per accompagnare l’impresa verso il fine lavori e consegnare la scuola per l’inizio del prossimo anno scolastico».

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