(Foto di Bedolis)
IL 18 MARZO. Cerimonie tra Cimitero monumentale e Bosco della Memoria. Zangrillo: «Grande esempio di solidarietà per le nuove generazioni». Gafforelli: «Appuntamento con la coscienza». Carnevali: «Il Covid fatto sociale totale, rafforzare sanità e relazioni».
A Bergamo e in tutta Italia il 18 marzo è il giorno della memoria, un appuntamento che intreccia dolore, ricordo e responsabilità collettiva. Nel sesto anniversario della fase più drammatica della pandemia, la città si è ritrovata nei luoghi simbolo per onorare le vittime del Covid-19 e rinnovare il legame di comunità.
La mattinata si è aperta al Cimitero monumentale, con la lettura della preghiera di Ernesto Olivero affidata agli studenti del liceo Mascheroni, seguita dalla benedizione di monsignor Davide Pelucchi, Vicario generale della Diocesi di Bergamo, e dalla deposizione di una corona alla lapide dedicata alle vittime. Al Famedio, dopo l’esecuzione degli inni e gli interventi musicali del Quintetto Ottoni del Conservatorio Donizetti, si sono susseguiti i contributi istituzionali.
La giornata del 18 marzo tra Cimitero Monumentale e Bosco della Memoria per ricordare le vittime della pandemia in Bergamasca.
«Quello di oggi è un appuntamento con la nostra coscienza – ha detto il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli – con una storia che ha segnato la nostra comunità. Abbiamo vissuto giorni che rimarranno impressi per tutta la vita». Un richiamo al dovere di custodire il ricordo, sottolineando «la vicinanza e la capacità delle nostre comunità di reagire», perché questo è «il tempo di non dimenticare il dolore e il coraggio».
Il Covid, ha ricordato la sindaca Elena Carnevali, è stato un «fatto sociale totale» che impone oggi di rafforzare sanità pubblica, prevenzione e ricerca, senza dimenticare l’impatto sui giovani e sulle relazioni.
La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha ribadito il valore del «fare memoria» come atto civile: «Affinché quel periodo si trasformi sempre più in responsabilità collettiva e vicinanza». Dalla preghiera interreligiosa alla mostra «Primavera», dal podcast «La memoria è oggi» ai momenti musicali, la città costruisce spazi di raccoglimento tra il Cimitero e il Bosco della Memoria. Il Covid, ha ricordato, è stato un «fatto sociale totale» che impone oggi di rafforzare sanità pubblica, prevenzione e ricerca, senza dimenticare l’impatto sui giovani e sulle relazioni.
Nel suo intervento la sindaca ha evidenziato che il Covid non è stato solo un’emergenza sanitaria, ma un e vento che ha inciso profondamente sul tessuto sociale e psicologico, in particolare sui più giovani, rendendo ancora più evidente il valore delle relazioni umane. Carnevali ha infine ricordato la risposta solidale della comunità bergamasca e invitato a non cedere all’oblio, ma a fare di quella esperienza una base per costruire una società più giusta, attenta e coesa.
«Quello che è accaduto sei anni fa è un evento al quale non eravamo preparati però ci ha insegnato che di fronte a un’emergenza straordinaria c’è stata una capacità di essere uniti e di valorizzare la logica della solidarietà» ha ricordato il ministro Paolo Zangrillo
«È importante essere qui oggi, questo non è un rito che si ripete ogni anno in una logica di commemorazione ma è un monito a noi e soprattutto alle nuove generazioni perché quello che è successo sei anni fa ci deve insegnare che sono alcuni valori che sono sopra ogni cosa e il primo di questi valori è la solidarietà - ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo in visita a Bergamo -. Quello che è accaduto sei anni fa è un evento al quale non eravamo preparati però ci ha insegnato che di fronte a un’emergenza straordinaria c’è stata una capacità di essere uniti e di valorizzare la logica della solidarietà».
Le celebrazioni sono proseguite al Bosco della Memoria, con le musiche degli studenti dell’istituto Muzio. Un segno di continuità tra generazioni, nel nome di una memoria che resta viva e condivisa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA