Bergamo tutela le tombe illustri: diventano patrimonio pubblico

L’INIZIATIVA. Il Comune acquisisce le sepolture di Berlendis, Rastelli, Bergonzo e Sironi per valorizzare memoria e identità cittadina.

La Giunta comunale di Bergamo ha approvato un provvedimento che segna un passo importante nella tutela della memoria storica cittadina: alcune tombe e cappelle di particolare valore storico, artistico e culturale del Cimitero Monumentale entreranno a far parte del patrimonio indisponibile dell’Ente. Si tratta di manufatti legati a figure di primo piano come Edoardo Berlendis, Enrico Rastelli, Alziro Bergonzo e Mario Sironi, ora riconosciuti ufficialmente come beni monumentali.

L’intervento comporta la sottrazione di queste sepolture al regime delle concessioni private, destinandole in via permanente a una funzione pubblica. Una scelta che risponde alla volontà dell’Amministrazione di preservare e trasmettere alle future generazioni il patrimonio identitario della città, attraverso la cura diretta di luoghi simbolo della sua storia.

Tra le sepolture interessate, quella del compositore Edoardo Berlendis, nei Giardini Rialzati, testimonia il ruolo della scuola musicale bergamasca; la cappella di Enrico Rastelli, celebre giocoliere internazionale, custodisce una scultura marmorea di grande pregio; quella dell’architetto Alziro Bergonzo richiama una stagione fondamentale dell’urbanistica cittadina; mentre la tomba di Mario Sironi, tra i maggiori artisti del Novecento, rappresenta un punto di riferimento per la storia dell’arte italiana.

Già rientrate in parte nella disponibilità comunale, queste sepolture saranno definitivamente escluse da future riassegnazioni. Il Comune ne garantirà conservazione, decoro e inserimento nei percorsi culturali cittadini. «La memoria di Bergamo è un patrimonio collettivo», ha dichiarato l’assessore Giacomo Angeloni, sottolineando il valore del Cimitero Monumentale come museo a cielo aperto e luogo vivo di identità condivisa.

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