Borgo Santa Caterina: «Ex Celestini, la chiesa sarà valorizzata»

IL PROGETTO. Il luogo di culto dedicato a San Nicolò è rimasto di proprietà delle Suore Sacramentine. «La Fondazione Bernareggi disponibile a un percorso». Ex monastero, il Politecnico delle arti: «Avanti con la sede».

Stabilito il futuro per l’ex convento dei Celestini, futura sede del Politecnico delle Arti, ora l’attenzione si sposta sulla chiesa di San Nicolò, edificio religioso che, pur attiguo, esula dal perimetro dell’operazione per il nuovo polo di alta formazione. Come previsto dall’accordo sull’ex monastero, la comunità di Suore Sacramentine ha lasciato i locali, così come la chiesa, preziosa testimonianza per il ciclo di affreschi di epoca trecentesca che contiene, gli stucchi e le pale d’altare. Un patrimonio che, a differenza dell’ex monastero, resterà di proprietà delle religiose. A un anno dalla chiusura si è palesata qualche criticità sulla pavimentazione della chiesa e su una piccola porzione di intonaco, «acciacchi» che sono stati immortalati e postati sui social anche attraverso un video, generando un dibattito sull’opportunità di intervenire per mettere al sicuro il patrimonio storico e artistico custodito all’interno della chiesa.

Interventi non urgenti

Nessuna emergenza però rispetto alla necessità di intervenire, ci tiene a dire don Davide Rota Conti, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo e direttore del rinnovato Museo Diocesano Bernareggi: «Mi sono recato in chiesa e in questo primo sopralluogo è stato possibile verificare che non c’è alcun pericolo imminente dal punto di vista della conservazione. Con lo spegnimento dell’impianto di riscaldamento si sono creati dei problemi di umidità sul pavimento e su una parte della zoccolatura sotto gli intonaci che non riguardano però gli affreschi. È possibile prevedere alcuni interventi che mettano in sicurezza questi due aspetti, tempi e modi saranno stabiliti solo dopo un sopralluogo tecnico». Chiarisce ancora don Davide Rota Conti: «La chiesa non è abbandonata, viene pulita ogni settimana dalle suore. Sui banchi non c’è un dito di polvere, la cura è costante».

La storia dell’edificio

L’apparato decorativo non sembra quindi aver subito le conseguenze dell’umidità a cui la chiesa è sottoposta. Parliamo di un edificio che ha radici nel 1309, quando il Cardinale bergamasco Guglielmo Longhi acquista un corpo di case e terreni in Plorzano (oggi Borgo Santa Caterina) per erigerci un monastero da affidare ai benedettini celestini. La consacrazione della chiesa di San Nicolò risale al 3 ottobre del 1311, poi ampliata e rimaneggiata, nel 1600 arricchita dalle decorazioni in stile barocco. Un condensato della storia dell’arte, nonché espressione della devozione religiosa. «Il tema è capire come si possa valorizzare questo gioiello che rimane di proprietà delle Suore Sacramentine, anche se non vivono più lì – continua don Davide Rota Conti –. Come Fondazione Bernareggi abbiamo dato una pre-disponibilità, anche nell’ambito del percorso delle “Vie del Sacro”, di poter accompagnare sia le suore sia la parrocchia di Borgo Santa Caterina, sulla quale questo edificio insiste, verso un percorso di valorizzazione. Non è quindi solo una questione di reperire fondi, lo sguardo deve essere più ampio, valutando la fruizione di questo bene».

L’acquisizione e le tappe

La chiesa di San Nicolò, con affaccio su via dei Celestini, a pochi passi dallo stadio di Bergamo, è parte costitutiva dell’ex convento che, entro il 31 dicembre 2028, ospiterà la nuova sede del Politecnico delle Arti, con il trasloco del Conservatorio da via Palazzolo. L’acquisto dell’immobile è di circa 7 milioni di euro, di cui 5 stanziati da Cassa depositi e prestiti e 2 dal Politecnico, una compravendita ufficializzata prima di Natale che di fatto ha sbloccato i 9,5 milioni stanziati dal Mur per la ristrutturazione del complesso di Borgo Santa Caterina. Per poter entrare nel vivo dell’operazione, è necessario attendere la scadenza dei 60 giorni previsti dalla legge per consentire allo Stato di esercitare l’eventuale diritto di prelazione: «La data è il 22 febbraio, stiamo aspettando che lo Stato faccia decorrere questo tempo, ma stiamo già progettando qualche attività per mantenere tutto in sicurezza – spiega Giorgio Berta, presidente del Politecnico delle Arti, che accorpa Conservatorio e Accademia delle Belle Arti –. Nel contratto di acquisto la chiesa non è inclusa, la proprietà resterà alle suore».

L’acquisto dell’immobile è di circa 7 milioni di euro, di cui 5 stanziati da Cassa depositi e prestiti e 2 dal Politecnico, una compravendita ufficializzata prima di Natale che di fatto ha sbloccato i 9,5 milioni stanziati dal Mur per la ristrutturazione del complesso di Borgo Santa Caterina

Pur non avendo una diretta competenza sul bene, il Comune, per voce del vicesindaco e assessore alla Cultura Sergio Gandi si dice «disponibile ad attuare iniziative per agevolare la valorizzazione della chiesa di San Nicolò. È una disponibilità che è già stata comunicata ai diretti interessati».

La donazione della Fondazione Credito Bergamasco

Una particolare attenzione alla salvaguardia del bene anche da parte di Fondazione Credito Bergamasco: «Su sollecitazione del consigliere Alessandro Invernici che ha richiamato la nostra attenzione sul tema – afferma il presidente Angelo Piazzoli – ho disposto lo stanziamento urgente di 10mila euro, a titolo di liberalità, a sostegno di un intervento transitorio volto a contribuire alla salvaguardia dell’apparato decorativo della chiesa, un segnale concreto di tutela verso un patrimonio inestimabile e verso l’opera della Congregazione delle Suore Sacramentine, che per generazioni hanno custodito un’oasi di preghiera e svolto un’attività educativa e culturale a favore delle bambine più fragili».

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