Cammini, c’è la legge per finanziare le Vie del turismo «slow»
NUOVI TREND. Il Senato ha dato l’ok: 5 milioni in tutta Italia. Sui tracciati orobici, tremila pellegrini e tanti stranieri. Più tutti i camminatori che non si sono registrati ma che percorrono gli itinerari bergamaschi.
È il «Buen Camino» all’italiana e, perché no, anche alla bergamasca maniera. Passi lenti tra panorami mozzafiato, borghi storici, edifici che raccontano la cultura dei territori e prodotti (anche enogastronomici) che ne testimoniano le tradizioni. Il cammino negli ultimi anni è diventato la nuova frontiera di un turismo che punta a far scoprire luoghi e comunità, ma soprattutto a far riscoprire se stessi durante il viaggio, da compiere rigorosamente a piedi e zaino in spalla. Anche tra le Valli e i Laghi bergamaschi, che ospitano i tracciati dell’Alta via delle Grazie, della Via Decia, della Via delle Sorelle e del Cammino dei tre laghi, frequentati lo scorso anno da oltre 3mila pellegrini. Questi percorsi, così come il Cammino di Carlo Magno e la Via Valeriana, che poi proseguono verso nord tra il Sebino e la vicina Valle Camonica, sono al centro di una nuova legge che punta a valorizzare questo modo «slow» (lento) di vivere il turismo.
Il via libera del Senato
Con questa legge i cammini vengono riconosciuti come «pilastro strategico per il turismo».
Dopo il «sì» della Camera di fine gennaio, nei giorni scorsi è arrivato quello del Senato: la proposta per valorizzare i Cammini d’Italia è diventata legge, con uno stanziamento di 5 milioni di euro da qui al 2028 e di un milione annuo dal 2029. L’obiettivo è creare una «cabina di regia» per fornire ai turisti un punto di riferimento unitario per muoversi nel variegato mondo dei cammini, molti dei quali già inseriti nell’Atlante dei cammini, oppure nel Catalogo dei cammini religiosi realizzato dal Ministero del Turismo. La legge introdurrà una banca dati nazionale che raccoglierà informazioni sui tracciati, lunghezze, servizi, stato della segnaletica e accessibilità. Per altro tra gli obiettivi c’è quello di renderli accessibili a tutti, anche alle persone con disabilità o difficoltà motorie.
Per citare la ministra del Turismo Daniela Santanché, con questa legge i cammini vengono riconosciuti come «pilastro strategico per il turismo», per far riscoprire territori meno noti, «veri custodi di tradizioni autentiche e motori di destagionalizzazione».
Le Vie di casa nostra
«Oggi il cammino è un modo di vivere i territori – spiega Alessia Marsigalia, presidente di Slow ride Italy, che ha ideato e gestisce la Via delle Sorelle, 130 km in 6 tappe tra le città di Bergamo e Brescia –. La nuova legge è un passo per riconoscere questo tipo di turismo a livello nazionale. Ci vorrebbe una rete, almeno regionale, per far arrivare i fondi sui territori e spero che vengano aperti nuovi bandi per rendere i cammini più vicini alle persone, ma in modo sostenibile e senza snaturarli».
Nel 2025 sono state richieste circa 900 credenziali per la Via delle Sorelle. Ma se si conta chi affronta il percorso in bici, i gruppi e chi lo percorre a tappe in giorni separati, «si stima almeno un 30% in più di presenze – spiega Marsigalia –. Abbiamo contato tanti giovani e la parte culturale e paesaggistica è quella più apprezzata. Ora puntiamo a farlo conoscere di più anche all’estero, nonostante siano già arrivati camminatori da Belgio, Inghilterra, Germania, Canada e Usa».
Tanti anche gli stranieri
Svizzeri, francesi e qualche londinese, invece, lo scorso anno ha percorso il Cammino dei Tre laghi che, come la Via delle Sorelle, è attivo dal 2023 grazie all’impegno di Sara Bianchi e del padre Rudi. «Ci sono state richieste 790 credenziali – spiega la giovane –, ma contando anche i gruppi e i passaggi, siamo sul migliaio di presenze. Principalmente riceviamo richieste dal Nord e dal Centro Italia e per questa primavera, non so se sia l’effetto del film “Buen Camino”, abbiamo già avuto diversi contatti con camminatori interessati a raggiungerci». L’obiettivo del 2026 è attivare alcuni progetti con le scuole di Lovere e Sovere, oltre a organizzare escursioni guidate e alcuni eventi ad hoc lungo il tracciato che, ricorda Bianchi, «è percorribile 365 giorni l’anno». E lungo i 100 km (6 le tappe) ad anello tra i laghi d’Iseo, Endine e Gaiano c’era qualcuno anche a cavallo di Capodanno.
Non solo in primavera e in estate
Convinto che l’atmosfera che si può trovare lungo i sentieri in autunno e in inverno sia unica, rispetto al periodo primaverile ed estivo, è Alessandro Romelli del Cai Valle di Scalve, che si occupa della Via Decia: «In questa stagione silenzio e natura possono essere di ispirazione, dato che spesso nell’affrontare un cammino si cerca l’intimità con se stessi». In media durante l’anno sulla Via Decia (95 km in 5 tappe) passano circa 800 persone: «Non tutti chiedono le credenziali e ci basiamo sul feedback delle attività commerciali – spiega –. Sicuramente quest’anno i camminatori potranno apprezzare gli interventi di consolidamento e miglioramento del percorso messi a terra nel 2025. Ci hanno già contattato alcuni gruppi dall’Emilia Romagna e dal Piemonte».
Pratiche di turismo inclusivo
Oltre a consolidare il percorso, quest’anno lungo la Via Decia verranno testate alcune «pratiche di turismo inclusivo in ambiente montano», nell’ambito di un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che verrà presentato nei prossimi giorni e che punta a «mettere a terra azioni pilota e buone pratiche per esperienze inclusive lungo il cammino».
Il Cammino più storico in Bergamasca
Quanto a storicità e a lunghezza del percorso (271 km in 13 tappe), l’Alta via delle Grazie è la pioniera, in Bergamasca. Ideato nel 2015 da Gabriella Castelli, di Vertova, e Giovanni Battista Merelli, è stato inaugurato nel 2018, «quando ancora, da noi, di cammini non si parlava – spiega Castelli –. Riconosciuto dalla Diocesi di Bergamo, si tratta di un percorso ad anello che tocca 18 santuari mariani ed è dedicato alla Madonna». Apprezzato anche per gli aspetti culturali e artistici, i paesaggi lasciano i pellegrini senza parole: «Tra maggio e ottobre abbiamo calcolato circa 500 credenziali, ma poi ci sono tanti pellegrini che camminano in libertà, tra cui tanti giovani. Ci sono voluti anni per creare una rete di accoglienza lungo il percorso, ma ora posso dirmi soddisfatta». Per altro l’Alta via delle Grazie sta richiamando l’attenzione di diversi pellegrini internazionali, che arrivano a Bergamo da Canada, Usa, Olanda, Belgio, Germania, Spagna , «e c’è stato perfino un ragazzo australiano».
Promosso anche lungo il più noto Cammino di Santiago, quello delle Grazie può essere percorso interamente in 13 giorni: «Nella stragrande maggioranza dei casi accogliamo pellegrine donne – conclude –, che spesso camminano in solitudine, assaporando il piacere dell’incontro, della scoperta dei borghi storici e dei paesaggi. È un turismo autentico, che lungo il percorso coinvolge sia i pellegrini che le comunità locali».
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