Cartabellotta (Gimbe): «Senza vaccino la quarta ondata sarebbe stata un’ecatombe»

Intervista a Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe: «Il virus destinato a diventare endemico. Sistema sanitario da ripensare: la pandemia ha evidenziato le debolezze»

Cartabellotta (Gimbe): «Senza vaccino la quarta ondata sarebbe stata un’ecatombe»
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe

Senza il vaccino, sarebbe stata «un’ecatombe». Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, tra i principali osservatori dell’evoluzione della pandemia e – più in generale – attento conoscitore del sistema sanitario, mette in chiaro l’importanza della scienza. Cioè di quella ricerca che ha consegnato un vaccino che ha decisamente attutito gli effetti di un’ondata dai numeri esorbitanti. La pandemia, oltre le cifre quotidiane, ha poi posto una sfida ineludibile: «Ha enfatizzato i punti deboli del Servizio sanitario nazionale», rileva il medico. Partendo però dai dati epidemiologici del presente, Cartabellotta nota che «dopo tre settimane consecutive di sostanziale stabilità del numero dei nuovi casi è iniziata la discesa: da una media di oltre 180mila a circa 143mila al giorno (a livello nazionale, ndr). Tuttavia, con quasi 2,7 milioni di positivi la circolazione del virus è ancora molto elevata e induce più a un cauto ottimismo che a uno sfrenato entusiasmo, ancora non sostenuto dai numeri. Anche sul fronte ospedaliero si registra un rallentamento, ma i tassi di occupazione nazionali rimangono elevati: 30% in area medica e 16% in terapia intensiva».

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