Cronaca / Bergamo Città
Domenica 08 Febbraio 2026
Case e verde al posto dell’ex Gleno, al confine tra Bergamo e Gorle
IL PROGETTO. Al via il recupero dell’area dove sorgeva la casa di riposo, i primi 72 appartamenti pronti nel 2027. Ci sarà anche un parco da 20mila mq. Valesini: «Un’attività di riqualificazione importante per l’intero complesso».
Tre nuove palazzine (per ora), un parco pubblico di circa 20mila metri quadrati e una nuova strada di collegamento con la pista ciclopedonale al confine con Gorle. Con l’avvio delle demolizioni del primo edificio dismesso del cosiddetto «vecchio Gleno» (tra l’omonima via e Daste e Spalenga) sono partiti i lavori di recupero di un’area rimasta a lungo sospesa tra degrado e attese. Qui sorgeva l’ultimo ampliamento della storica casa di riposo, poi trasferita nelle strutture più recenti adiacenti, un luogo che per molti bergamaschi resta un riferimento urbano familiare e ben riconoscibile.
L’area cambia volto
Dopo oltre dieci anni di abbandono - fatta eccezione per il periodo tra il 2014 e il 2015 quando, subito dopo il trasloco degli ospiti della casa di riposo nella nuova struttura gli spazi ospitarono decine di migranti - l’area si prepara dunque a cambiare volto. Al posto degli edifici dismessi sorgeranno abitazioni, senza funzioni commerciali almeno nella prima fase, diversamente da quanto previsto dall’accordo di programma sottoscritto nell’ormai lontano 2008 tra l’operatore e la Fondazione Carisma, ai tempi della Giunta Bruni.
Investimento da 70 milioni
La svolta è arrivata nel luglio 2025, quando la società Officine Mak ha acquisito definitivamente il comparto, avviando un intervento di riqualificazione suddiviso in tre lotti. L’investimento complessivo è stimato in circa 70 milioni di euro e punta a restituire qualità urbana e continuità a un’area strategica per il quartiere e per l’intera città.
(Foto di Sergio Agazzi)
Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi al Comune, che nelle prossime settimane rilascerà il permesso di costruire per il primo lotto. Per il secondo e il terzo, invece, si aprirà un confronto con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo - condiviso dall’operatore - di proseguire esclusivamente con funzioni residenziali.
«Le Dimore del Baio»
Il primo lotto, denominato «Le Dimore del Baio», prevede la realizzazione di tre palazzine per un totale di 72 appartamenti, tutti in classe energetica A4. «Saranno edifici ad alte prestazioni, completamente elettrici, senza gas né metano, con pompe di calore, riscaldamento a pavimento e aria condizionata», spiega il ceo di Officine Mak, Daniele Consonni. Prima della costruzione vera e propria sono già partite le operazioni preliminari di strip out, bonifica e demolizione degli edifici esistenti.
Le tipologie di appartamenti
Gli appartamenti, distribuiti tra bilocali, trilocali e quadrilocali, saranno inseriti in palazzine di quattro o cinque piani, collocate nella porzione dell’area più vicina al parcheggio della Fondazione Carisma, che rimarrà in funzione. «Abbiamo già avviato la commercializzazione - aggiunge Consonni - e circa il 70% del primo lotto è stato venduto, con prezzi calmierati che partono da 2.500 euro al metro quadrato». Accanto alle nuove abitazioni, il primo lotto comprende anche le principali opere di urbanizzazione: una nuova strada di accesso, i collegamenti interni, quello alla ciclabile e soprattutto un grande parco centrale pubblico di circa 20mila metri quadrati, elemento destinato a diventare uno dei fulcri verdi di tutto l’intervento.
«Dai primi confronti emerge una chiara volontà di puntare sul residenziale»
Officine Mak, nata nel 1956 come produttrice di manufatti metallici e attiva dal 2003 nel settore immobiliare, oggi riqualifica aree industriali dismesse sviluppando nuovi spazi commerciali e residenziali, con un’attenzione dichiarata ai temi della sostenibilità. In Bergamasca ha avviato progetti nel settore della logistica a Calvenzano e Fara Gera d’Adda.
I prossimi step
Sul piano urbanistico, il Comune guarda all’intervento come a una tappa di rigenerazione significativa per il comparto. «Si tratta di un’attività di riqualificazione importante per tutto il complesso. Siamo di fronte a un accordo di programma che risale al 2008 – ricorda l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini – ed è naturale verificarne oggi l’attualità». Il primo lotto procede secondo le previsioni esistenti, ma per la parte restante l’amministrazione ha chiesto all’operatore di sedersi al tavolo per rivedere i contenuti complessivi. L’accordo originario prevedeva anche una quota di funzioni commerciali, ma l’orientamento attuale è diverso.
A breve i lavori
«Dai primi confronti emerge una chiara volontà di puntare sul residenziale – prosegue Valesini –. L’accordo resta un elemento vincolante, ma c’è disponibilità reciproca a valutare modifiche coerenti con le esigenze attuali». Nei prossimi mesi è attesa dunque una proposta aggiornata, che aprirà formalmente il percorso di revisione dell’accordo di programma. Intanto, per il primo lotto, i tempi sono già tracciati: l’avvio dei lavori strutturali è previsto a breve e le prime consegne delle abitazioni sono attese tra l’estate e l’autunno del 2027. Un passaggio concreto verso la rinascita di un’area rimasta troppo a lungo in attesa di una nuova funzione urbana.
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