Case per gli under 35, l’offerta non basta: fondo di garanzia a tutela di chi affitta
PALAZZO FRIZZONI. Sono 61 i beneficiari del contributo, ma c’è una lista di «attesa» di almeno 20 richiedenti . Per incentivare i proprietari il Comune di Bergamo stanzia 50mila euro all’anno in caso di morosità incolpevole o danni.
Lettura 3 min.È una delle preoccupazioni che più inibisce i proprietari a mettere sul mercato i propri immobili, trovarsi con un inquilino moroso o che danneggia l’abitazione. Così il Comune istituisce il «Fondo garanzia under 35», una misura sperimentale che affianca il «Fondo abitare under 35», lanciato nel maggio 2025 con l’obiettivo di aumentare l’offerta di abitazioni in locazione a canone concordato e favorire l’accesso alla casa per i giovani. A oggi sono in tutto 61 i beneficiari del contributo, ma c’è anche una lista di «attesa» di almeno 20 richiedenti che non riescono a trovare una casa disponibile per poter accedere al contributo del Comune (fino a 200 euro mensili per pagare l’affitto, in base all’Isee, per un massimo di 3 anni).
I casi
Un dato rilevato da Palafrizzoni che ora, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2026 (in tutto 21), sperimenta il nuovo fondo di garanzia, stanziando 50mila euro all’anno, una forma di tutela nei confronti dei proprietari che affittano (a canone concordato) ai beneficiari del Fondo under 35. L’avviso per accedere al Fondo di garanzia sarà pubblicato tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.
Il contributo, del valore massimo di 5mila euro per ciascun contratto, sarà erogato in tre casi: morosità incolpevole dell’inquilino (con copertura fino a sei mensilità di canone), mancato pagamento delle spese condominiali e per danni all’immobile che richiedano interventi di manutenzione straordinaria (per un massimo di 1.000 euro). La misura rientra negli obiettivi di mandato della sindaca Elena Carnevali, particolarmente sensibile al tema. «Il diritto alla casa rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per le città – sottolinea –. Garantire ai giovani la possibilità di costruire il proprio progetto di vita significa creare le condizioni perché possano scegliere di restare, lavorare e investire il proprio futuro a Bergamo. Con il nuovo fondo di garanzia compiamo un ulteriore passo in questa direzione, affiancando agli strumenti di sostegno alla domanda una misura che incentiva anche l’offerta, coinvolgendo i proprietari che lasciano il patrimonio inutilizzato per varie ragioni in un percorso di responsabilità condivisa. C’è chi ha una casa e decide di non affittarla in attesa delle decisioni dei figli che potrebbero averne bisogno, o chi non ha risorse economiche per riattarla. Ma le politiche per la casa richiedono soluzioni innovative, collaborazione tra pubblico e privato e una visione di lungo periodo. Bergamo vuole continuare a investire su un modello di città inclusiva, in cui l’accesso all’abitare non sia un fattore di esclusione, ma una leva di crescita, coesione sociale e sviluppo del territorio».
Il bando
Sono già due le edizioni del bando, alimentato con un fondo di 240mila euro (l’anno) da cui attingere e una spesa effettiva che varia in base alle domande andate in porto. La prima edizione, conclusasi a dicembre 2025, ha visto in tutto 213 domande di cui 94 accolte. Di queste, 40 con contratti sottoscritti e 54 non finanziate perché non supportate da una proposta abitativa (i richiedenti non hanno trovato un proprietario disposto ad affittare con il canone concordato).
Per il bando 2026 sono state presentate 61 richieste (66 considerando quelle multiple, dello stesso richiedente) di cui 21 accolte e 20 considerate ammissibili ma non finanziabili perché senza un contratto di locazione (18 respinte, 7 in attesa di documentazione).
Il lavoro del Comune continua anche sugli «esclusi», sottolinea Claudia Lenzini, assessore alle Politiche della Casa, nel ricordare l’obiettivo di «100 contratti di affitto nel 2025, raggiunto sul lato delle richieste presentate. Il successo del Fondo ci ha confermato che tanti giovani desiderano costruire il proprio futuro a Bergamo, ma ci ha anche mostrato con chiarezza che la domanda, da sola, non basta se non cresce parallelamente la disponibilità di case. Per questo abbiamo scelto di intervenire anche sul lato dell’offerta, sostenendo i proprietari che decidono di mettere a disposizione i propri immobili a canone concordato. Il fondo di garanzia nasce con questo obiettivo: costruire un rapporto di fiducia tra proprietari e inquilini, riducendo le paure e offrendo uno strumento concreto di tutela rispetto ai principali rischi della locazione. Il nostro obiettivo è ampliare l’offerta abitativa abbordabile, ciò che a livello europeo viene definito un “affordable housing”, con canoni sostenibili». Lenzini sottolinea che il Fondo di garanzia sarà attivato «solo nel caso in cui la morosità sia incolpevole, sempre collegata a situazioni di difficoltà, come la perdita del lavoro. Anche la modalità di richiesta al Fondo sarà semplice, basterà “flaggare” il motivo di morosità online».
I contratti
Un lavoro portato avanti dagli uffici (presente Silvia Manzecchi, responsabile) insieme ad «Abito Bergamo – Agenzia per la Casa», che assiste i cittadini nelle domande. «Anche oggi ne sono arrivate, i risultati sono notevoli – fa il punto il direttore Fausto Gritti –. Seguiamo con attenzione anche le domande non accettate, c’è un rapporto fiduciario costante, l’agenzia è aperta anche ad agosto. A oggi tutti i contratti in essere non evidenziano criticità e c’è soddisfazione anche da parte dei proprietari. Rilevo la capacità innovativa del Comune, di spostare l’attenzione dalla domanda all’offerta, è coraggioso».
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