(Foto di Agazzi)
SANITÀ. Incidono anche le temperature, ma ricoveri stabili. Gli ospedali: fragili e anziani sono tra i più esposti ai rischi.
Lettura 3 min.Persone a caccia dell’ombra nei parchi, fontanelle prese d’assalto e strade che si svuotano nelle ore più calde. Ma non è solo da queste «istantanee» che si misura la rovente estate bergamasca, con temperature record e settimane consecutive ben oltre i 30 gradi. Anche i dati dei Pronto soccorso restituiscono l’impatto dell’ondata di calore. Gli accessi sono saliti tra giugno e luglio, complice anche il caldo. Malori, disidratazioni e colpi di calore «spingono» gli ingressi, che settimanalmente arrivano anche a superare quota 8mila. Eppure, nonostante la pressione, il numero di ricoveri è generalmente stabile, a conferma della tenuta della rete sanitaria territoriale, in linea col Piano Caldo regionale, tra chiamate ai fragili e Cold Spot.
Nelle settimane estive tra la seconda di giugno e la prima di agosto i report di Regione Lombardia registrano un incremento costante di accessi nei Pronto soccorso bergamaschi: rispetto al 2025, gli aumenti settimanali vanno dal +3,6% fino al +14,2% dell’ultima settimana rilevata, quella tra il 27 luglio e il 3 agosto (7.899 contro 6.919 del 2025). A luglio ci sono stati circa 40mila accessi contro i 37mila del 2025, con un balzo che si aggira intorno al 7%. Mentre il picco è stato nelle ultime due settimane di giugno, con oltre 8.300 accessi a settimana. Dati in netta crescita anche rispetto agli ultimi anni.
Ma a livello generale, nonostante l’aumento delle richieste di soccorso, i ricoveri nei Pronto soccorso lombardi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno - 25.500 a luglio 2026 contro i 25.600 dello stesso mese del 2025 - grazie alle attività previste dal Piano Caldo. «È un segnale che conferma l’efficacia della rete territoriale e delle attività di prevenzione, il modello organizzativo che vogliamo consolidare è quello di una sanità che va incontro alle persone, anticipa i bisogni e protegge i più vulnerabili e i numeri ci dicono che questa strategia sta dando risultati», spiega l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.
Nel dettaglio locale, l’Asst Bergamo Ovest registra tra il 25 maggio e il 2 agosto 949 accessi in più (+6,4%) nelle sedi di Treviglio e Romano. «Nello stesso intervallo temporale abbiamo rilevato 43 accessi direttamente correlabili agli effetti delle elevate temperature, come colpi di calore, sincopi, affaticamento ed edemi da calore - spiega Davide Eusebio, direttore della Sc Pronto Soccorso e Medicina d’Emergenza-Urgenza di Treviglio-Caravaggio -. Il picco si è concentrato nella settimana dal 22 al 28 giugno, con 14 casi e il numero più elevato di accessi complessivi ai due Pronto soccorso: 1.667 in una sola settimana. Negli adulti emerge spesso una sottovalutazione del rischio legato alle ondate di calore e un mancato rispetto delle più semplici raccomandazioni di prevenzione. Emblematico il caso di un giovane giunto in Pronto soccorso dopo aver lavorato per molte ore consecutive nell’orto, in pieno sole, durante le ore più calde della giornata. Mentre per quanto riguarda gli anziani il caldo rappresenta un fattore di rischio ancora più importante a causa della frequente presenza di patologie concomitanti».
L’Asst Papa Giovanni XXIII, conferma «ricoveri stabili, in linea con l’andamento regionale»: «Nel confronto tra luglio 2026 e luglio 2025, gli accessi al sono aumentati di meno del 6%, incremento gestito grazie all’organizzazione della rete dell’emergenza-urgenza e alle misure di prevenzione e presa in carico territoriale attivate nell’ambito del Piano Caldo di Regione, senza determinare un corrispondente aumento dei ricoveri - spiegano dall’Asst -. Come già osservato a livello regionale, i ricoveri continuano a riguardare prevalentemente pazienti anziani e fragili, più esposti agli effetti delle elevate temperature e spesso caratterizzati da quadri clinici complessi che richiedono percorsi assistenziali e degenze più prolungate. L’Asst prosegue il monitoraggio quotidiano dei flussi ospedalieri e della disponibilità dei posti letto, in costante raccordo con Regione, Ats e Areu, mantenendo elevato il livello di attenzione per garantire una risposta tempestiva ai bisogni della popolazione».
Nel territorio di competenza dell’Asst Bergamo Est nell’ultima settimana di luglio il numero degli accessi per emergenza caldo è stato di «45 a Seriate, a fronte di un numero medio di accessi al giorno di circa 160, 14 ad Alzano (a fronte di 60), 8 a Lovere (a fronte di 45) e 20 a Piario (a fronte di 75)». «Questo dato è leggermente inferiore rispetto alle settimane precedenti, sebbene il picco ci sia stato ai primi di luglio e nel restante periodo la situazione si sia dimostrata stazionaria, anche se alta - spiega il direttore del Pronto soccorso dell’Asst Bergamo Est Filippo Manelli, presidente regionale Simeu -. Nella Asst da fine giugno è in vigore il protocollo sulla gestione delle patologie da alte temperature come negli anni scorsi. Inoltre, è stata rafforzata la presenza in Pronto soccorso soprattutto nelle sedi dove l’accesso dei villeggianti ha portato ad un importante aumento degli accessi medi».
Nel campo del privato accreditato, all’Humanitas Gavazzeni luglio chiude con 2.774 accessi, 194 in più (+7%) rispetto al 2025: «Di questi, non più di uno o due al giorno sono legati al calore e l’incidenza è rimasta contenuta - spiegano -. Abbiamo attivato una procedura di triage specifica per gestire questi casi». Gli Istituti ospedalieri bergamaschi Policlinico San Pietro e Policlinico San Marco (Gruppo San Donato) fanno sapere che «rispetto a luglio 2025 abbiamo registrato un leggero aumento complessivo degli accessi in pronto soccorso (meno del 10% in più). I ricoveri da Ps globalmente invece sono aumentati di circa il 10%». «Registriamo casi legati al caldo, soprattutto tra soggetti fragili e anziani».
Circa la tenuta della sanità locale e l’aumento degli accessi ai Pronto soccorso il fattore caldo viene evidenziato anche da Orazio Amboni, sindacalista Cgil: «L’impressione è che il caldo pesi soprattutto sulle persone più fragili». Per Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici, «i servizi erano e restano quelli, nel bene e nel male. Non vedo elementi completamente nuovi, se non il caldo». Sulla stessa linea la vicepresidente Eugenia Belotti: «Accessi correlati al caldo li vediamo, ma è ancora prematuro trarre conclusioni complessive».
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