Commercio, la ripresa è al femminile. Aumentano le imprenditrici under 40

Nel terzo trimestre del 2021 attività on line in crescita. Saldo positivo tra nascite e cessazioni delle imprese. Le performance migliori in città e nell’hinterland.

Donne, under quaranta, con una predilezione per gli affari on line. Sono le nuove leve del commercio che prova a resistere alle conseguenze economiche della pandemia. Nel terzo trimestre del 2021 – fa sapere Ascom Bergamo – il saldo tra nascite e cessazioni delle imprese orobiche di commercio, turismo e servizi è positivo, con 60 nuove attività che hanno visto la luce. Si consolida la ripresa in atto dall’inizio dell’anno, nei primi due trimestri del 2021 il saldo era di +223 imprese. Una ripartenza al femminile. Le donne guidano quasi la metà delle neonate ditte individuali (+ 47,8%), che dimostrano di avere una maggiore resistenza rispetto a quelle guidate dai colleghi maschi. Alla base della scelta di mettersi in proprio due elementi: la perdita del lavoro precedente e la possibilità di vendere in rete, così da ridurre i costi vivi e adeguare gli orari alle proprie esigenze.

L’età per far impresa è giovane. Oltre il 60% delle nuove ditte è costituita da persone con meno di 40 anni. Prosegue la crescita delle ditte individuali (+54) anche nella forma di impresa familiare e crescono Spa e Srl (+8). Sempre meno numerose, invece, le società di persone, Snc e Sas (-3). La performance migliore nel saldo delle attività è di Bergamo città con 25 nuove ditte, seguita dall’hinterland con 13. Vive un buon momento anche l’Isola bergamasca, mentre rallenta la Bassa. Positivo l’andamento della Valle Calepio mentre è negativo il saldo della Valle Cavallina. Cambia poco nelle Valli, dove i numeri sono gli stessi del secondo trimestre.

Non si arresta la crescita del settore della somministrazione e della ricettività (+13), ancora più consistente l’avanzata del commercio non alimentare (+48), soprattutto per la vendita on line e la ripresa dei negozi al dettaglio (abbigliamento, calzature e cartolerie le più gettonate). La ripartenza delle confezioni è segno che «c’è ancora chi scommette sul negozio di vicinato» fanno notare da Ascom, e anche in questo caso, come per il commercio non alimentare più in generale, le vendite on line prevalgono. Bene anche i servizi (+ 14), con la crescita di agenti e procacciatori d’affari e agenti di commercio. Stabile il commercio alimentare, quello che ha meno risentito della pandemia, mentre prosegue il declino degli ambulanti (– 18). Il settore della ristorazione e quello turistico, infine, «non si sono ancora ripresi appieno» e pur con dati positivi sono superati dalle nuove imprese del commercio non alimentare.

«Dopo il black out del 2020, il dato del saldo positivo delle imprese del terziario bergamasco nel terzo trimestre 2021 consolida quanto già registrato nella prima parte dell’anno – commenta il direttore di Ascom Bergamo, Oscar Fusini –. Le aspettative sono di ripresa, si pensa che sia il momento giusto per ripartire, e questo spinge verso l’apertura di nuove attività ma la situazione economica, almeno per questi settori, resta complicata e difficile da prevedere. E le imprese mostrano segni di debolezza nell’affrontare mercati più difficili». A preoccupare è «l’alto turnover che è più forte del passato e crea dispersione di competenze – sottolinea Fusini –. Si riducono sempre di più i margini di investimento, le attività partono sottostrutturate e con poco capitale. Calano le società di persone e crescono le imprese individuali, un segno di debolezza del sistema».

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