Diagnostica oncologica di precisione e analisi cliniche: all’ospedale Papa Giovanni due strumenti al top in Europa

L’INAUGURAZIONE. Innovazione tecnologica e medicina di laboratorio sempre più integrate per garantire diagnosi più precise, tempi più rapidi e cure sempre più personalizzate.

Sono state presentate nella giornata di mercoledì 1 aprile all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, due importanti acquisizioni che rafforzano in modo strategico il Laboratorio di Anatomia patologica e il Laboratorio di Patologia clinica, con soluzioni tra le più avanzate oggi disponibili a livello internazionale. Si tratta, rispettivamente, del sistema di Digital pathology e Intelligenza artificiale per la diagnostica oncologica avanzata, in corso di acquisizione anche grazie ai fondi raccolti con l’iniziativa «Un calcio al tumore», organizzata lo scorso dicembre dall’Accademia della Guardia di finanza con l’Accademia dello sport per la solidarietà e la Fondazione Mediolanum come charity partner, e del nuovo sistema robotizzato e di automazione totale del Laboratorio di Patologia clinica, acquisito in service con canone annuo di 2,5 milioni di euro.

Il sistema di Digital pathology e Intelligenza artificiale

Il Laboratorio di Anatomia patologica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII compie un salto di qualità con l’introduzione di un sistema integrato di digital pathology e intelligenza artificiale, tecnologia che consente la scansione dei vetrini istologici trasformandoli in immagini digitali ad altissima risoluzione. La digitalizzazione dei campioni permette di archiviare, condividere e analizzare i preparati in modo innovativo, mentre l’integrazione con algoritmi di deep learning supporta il patologo nel riconoscimento di pattern cellulari complessi, nell’identificazione di anomalie e nell’individuazione di biomarcatori tumorali fondamentali per le terapie mirate. Il sistema rappresenta oggi una delle forme più evolute di oncologia di precisione - spiegano dal Papa Giovanni -, con vantaggi immediati per l’attività diagnostica: maggiore accuratezza e riduzione degli errori, automazione dei compiti ripetitivi, possibilità di second opinion e telepatologia e riduzione dei tempi di refertazione.

La possibilità di trasformare i vetrini istologici in immagini digitali ad altissima risoluzione, analizzabili anche con algoritmi di deep learning, consente di supportare il patologo nel riconoscimento di pattern complessi, ridurre il rischio di errore e individuare biomarcatori fondamentali per terapie sempre più mirate

«La digital pathology integrata con l’intelligenza artificiale rappresenta un cambiamento strutturale nel modo di fare diagnostica oncologica – ha spiegato Andrea Gianatti, Direttore del Laboratorio di anatomia patologica e del Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Asst Papa Giovanni XXIII –. La possibilità di trasformare i vetrini istologici in immagini digitali ad altissima risoluzione, analizzabili anche con algoritmi di deep learning, consente di supportare il patologo nel riconoscimento di pattern complessi, ridurre il rischio di errore e individuare biomarcatori fondamentali per terapie sempre più mirate. Questo investimento migliora la qualità diagnostica, accelera i tempi di refertazione e apre nuove opportunità di collaborazione, rafforzando il ruolo di hub dell’Ospedale di Bergamo in questo settore».

«L’introduzione della digital pathology e dell’intelligenza artificiale significa rafforzare in modo concreto l’oncologia di precisione – ha commentato Alberto Zambelli, Direttore dell’Oncologia e del Dipartimento interaziendale provinciale oncologico –. L’identificazione accurata dei biomarcatori tumorali consente di personalizzare le scelte terapeutiche e offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più appropriati e tempestivi, migliorando l’integrazione tra clinica e diagnostica e la qualità complessiva delle cure».

La generosità di «Un calcio al tumore»

Il nuovo sistema diagnostico si compone di un software dedicato e scanner di ultima generazione per l’elaborazione delle immagini digitali. Il sistema è in via di acquisizione, anche grazie alla generosità di tante persone. Una generosità unita dall’iniziativa «Un calcio al tumore», organizzata lo scorso 15 dicembre dall’Accademia della guardia di finanza con l’Accademia dello sport per la solidarietà e dal charity partner Fondazione Mediolanum, l’ente filantropico che da anni sostiene le iniziative legate al territorio. L’evento ha permesso di raccogliere 70 mila euro da destinare al progetto.

«Desidero esprimere la mia profonda soddisfazione per l’esito dell’evento benefico “Un Calcio al Tumore” – ha dichiarato Cosimo Di Gesù, comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza –. Con questa iniziativa, l’Accademia conferma il proprio impegno non solo nella formazione dei futuri Comandanti del Corpo, ma anche nel sostegno attivo a progetti di alto valore umano e sociale». «La proposta dell’Accademia della Guardia di Finanza di far parte di un progetto in aiuto alle fragilità del territorio ricalca perfettamente lo spirito che caratterizza le nostre azioni da 50 anni, traguardo che festeggiamo proprio quest’anno – ha spiegato Giovanni Licini, fondatore e anima dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà - Per questo non potevamo non fare parte di un’iniziativa che doterà il nostro ospedale di un importante strumento diagnostico alimentato dall’intelligenza artificiale».

Il sistema robotizzato nel Laboratorio di Patologia clinica

La seconda innovazione riguarda il Laboratorio di Patologia clinica che si dota di un sistema di Total laboratory automation (Tla) tra i più evoluti in Europa. Lungo 45 metri e capace di processare 4 mila provette al giorno, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, il nuovo sistema automatizza i flussi di lavoro con intervento manuale limitato alla sola gestione delle anomalie, migliorando sicurezza, controllo, velocità, flessibilità e integrazione tra le diverse piattaforme analitiche. Le regole di validazione automatica integrate nel sistema informatico permettono inoltre l’invio più rapido dei risultati e la ripetizione automatica dei test in caso di esiti dubbi. Significativo anche l’impatto su sostenibilità ambientale ed ergonomia, con l’uso di materiali riciclabili, riduzione del consumo di plastica e rifiuti speciali, minore rumorosità, ottimizzazione degli spazi e miglioramento della qualità dell’ambiente di lavoro.

Elemento distintivo è l’innovativo sistema di trasporto monoprovetta ad aria compressa e ad alta velocità – prima installazione di questo tipo in Lombardia – che consente l’invio prioritario dei campioni provenienti dal Pronto Soccorso direttamente sulla linea automatizzata, con una riduzione stimata del Turn Around Time, cioè del tempo necessario affinché il campione arrivi in laboratorio e restituisca i risultati, del 25% quindi da una mediana di 56 minuti il tempo si abbatte a circa 42 minuti. Lo stesso sistema è in fase di installazione anche al Centro Prelievi e in altre unità ad alto impatto sull’attività del Laboratorio. A regime verrà assicurato un flusso costante di campioni, evitando picchi nell’afflusso delle provette e quindi rallentamenti dei tempi di lavorazione soprattutto per i campioni urgenti provenienti dai reparti di degenza.

«La Medicina di Laboratorio influenza oltre il 70% delle decisioni cliniche: ridurre e mantenere quello che viene definito Turn Around Time (TAT), cioè il tempo necessario perché il campione arrivi in laboratorio, venga processato e restituisca i risultati richiesti, entro standard rigorosi significa garantire interventi clinico-terapeutici più rapidi, soprattutto nelle aree di emergenza e urgenza – ha spiegato Roberto Marozzi, direttore facente funzioni del Laboratorio di Patologia clinica -. Inoltre l’introduzione della nuova automazione consente una riduzione del tasso di errore, diminuzione dei tempi di consegna dei referti, aumento di produttività ed efficienza, maggiore sicurezza per operatori e pazienti, semplificazione dei processi e integrazione tra fasi analitiche e tra laboratori».

«Oggi abbiamo dimostrato come l’innovazione, la tecnologia e l’automazione dei processi sia un tratto distintivo di questa azienda e in particolare dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che continua il suo percorso di miglioramento continuo delle prestazioni con investimenti importanti in soluzione che migliorano la qualità del lavoro e delle performance – ha commentato Francesco Locati, Direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. Queste importanti evoluzione della nostra medicina di laboratorio sono il risultato della lungimiranza di Regione Lombardia e della solidarietà che si innesca quando in questo territorio istituzioni, associazioni, partner privati e cittadini uniscono le forze per raggiungere traguardi straordinari in tempi rapidi». Alla presentazione sono intervenuti gli assessori regionali Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche) e Guido Bertolaso (Welfare).

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