(Foto di Colleoni)
LA NOVITÀ . Ciascuna Asst individuerà un punto di assistenza per chi ha dei sintomi correlati al clima torrido. L’obiettivo: non intasare i Pronto soccorso. Sul coordinamento tirata d’orecchie di Bertolaso ai manager sanitari.
Lettura 4 min.Il clima è rovente, a tratti infuocato. Vale per il meteo, ovviamente, ma pure per le riunioni tra i vertici della sanità. I temi sono strettamente connessi: giovedì 9 luglio Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, ha convocato una «videocall» con le figure apicali delle Ats, delle Asst e dei pronto soccorso lombardi per fare il punto sull’impatto dell’ondata di caldo, e l’aria s’è fatta elettrica.
Dapprima, l’ex capo della Protezione civile ha alzato i toni per evidenziare alcune criticità segnalate in Brianza, tra lunghe attese (i malati «parcheggiati» nelle barelle) e poco coordinamento tra le strutture nel redistribuire i malati. Poi la tirata d’orecchie (eufemismo) è diventata più generalizzata quando Bertolaso ha ricordato l’ormai imminente tornata di nomine (quasi tutti i mandati dei direttori generali sono in scadenza a fine anno) e ha detto ai manager di «lamentarsi con i vostri politici» (perché, appunto, il totonomi ha uno stretto rapporto con i partiti) in caso di malumori. La presa di posizione ha suscitato reazioni nel mondo della politica.
«Abbiamo letto l’attacco dell’assessore regionale Guido Bertolaso ai manager della sanità lombarda. Una presa di posizione che francamente ci ha stupito e ci lascia alquanto perplessi – dicono Marco Osnato, presidente della 6ª Commissione Finanze della Camera dei deputati, e Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti, esponenti di spicco di Fratelli d’Italia –. Sappiamo tutti che in un ambito così complesso come il mondo della sanità le criticità ci sono e vanno risolte nel più breve tempo possibile. Ma è pur vero che la sanità lombarda è riconosciuta a livello nazionale come una vera e propria eccellenza, con reparti e ospedali che vantano competenze e medici che ci invidiano in campo internazionale. Crediamo invece che i problemi vadano risolti in maniera collegiale, coinvolgendo i manager e cercando soluzioni strategiche condivise. Un impegno comune che deve riguardare in primis l’assessore alla sanità di Regione Lombardia, che di certo avrà il polso della situazione e spero sappia come intervenire per mantenere l’altissimo livello qualitativo della nostra sanità. Troppo facile attaccare sempre la politica in maniera così generica: in fondo, è proprio grazie alla politica e alle scelte delle istituzioni se oggi la nostra sanità è un vanto nel mondo».
La riunione intanto ha sortito alcuni effetti, per il momento puramente organizzativi. La Direzione generale Welfare ha diramato agli enti sanitari una circolare con nuove indicazioni. Si comincia da una più puntuale ricognizione dei posti letto disponibili (con una videocall giornaliera alle ore 18 tra tutti gli enti) e da un miglior raccordo nei trasferimenti tra ospedali e si giunge alla novità dei «cold spot».
Ogni Asst è tenuta a individuare e rendere operativo, preferibilmente in una Casa della comunità o in un altro presidio territoriale, un punto di assistenza finalizzato a «intercettare e gestire i casi a bassa complessità, riducendo gli accessi impropri al pronto soccorso», garantendo una prima valutazione clinica e assistenziale, offrendo un «ambiente climatizzato e sicuro alle persone con sintomatologia correlata al caldo» e assicurando «il collegamento funzionale con il pronto soccorso per gli eventuali casi che richiedano approfondimento o presa in carico ospedaliera». In altri termini, si replica per l’emergenza-caldo un modello analogo a quello introdotto nella stagione invernale per l’influenza e le altre sindromi respiratorie. Come si legge nel documento, l’accesso ai «cold spot» dovrà essere garantito «mediante invio da parte del 116.117» (la Centrale Unica della Continuità assistenziale), «con accesso diretto senza appuntamento» o attraverso «l’invio da parte dei medici di assistenza primaria secondo modalità organizzative coerenti con l’apertura del servizio» (sette giorni su sette nelle fasce orarie diurne). Ovviamente, lo start non è immediato. Venerdì 10 luglio sono arrivate le «istruzioni», ora – ma in tempi verosimilmente rapidi, considerato il tenore della «call» – le Asst hanno avviato le procedure per mettere in piedi questo nuovo servizio.
Ad esempio il «Papa Giovanni», spiega l’Asst in una nota, «sta dando attuazione alle indicazioni operative trasmesse dalla Direzione Generale Welfare per fronteggiare le ondate di calore, nell’ambito del piano regionale coordinato dall’assessore Guido Bertolaso. È già stato attivato il massimo livello di attenzione per tutelare i pazienti più fragili e garantire la piena operatività del Pronto soccorso». L’Asst «ha allertato tutti i medici di medicina generale, inviando a ciascuno di loro l’elenco dei propri assistiti più fragili da monitorare. Per i pazienti senza medico di famiglia, l’Asst farà una chiamata attiva di verifica dello stato di salute. Per il fine settimana è stato inoltre predisposto un presidio rafforzato del territorio attraverso il servizio di Continuità assistenziale, affiancato dalla presenza costante degli Infermieri di famiglia e di comunità (Ifec), impegnati nel monitoraggio dei pazienti più vulnerabili e nel supporto domiciliare».
Inoltre, «in stretta sinergia con Ats, si sono definite le modalità operative di attivazione dei cold spot» e «prosegue inoltre il monitoraggio quotidiano dei flussi ospedalieri, con la verifica della disponibilità di posti letto e delle misure organizzative necessarie ad affrontare eventuali incrementi degli accessi». Un nuovo aggiornamento operativo è già programmato per lunedì 13 luglio alle 10, per «valutare l’evoluzione della situazione e modulare ulteriormente gli interventi a tutela della popolazione».
Sul fronte degli accessi, in Bergamasca la situazione è definita stazionaria: un incremento era stato notato mercoledì 8 luglio, ma tra giovedì 9 e venerdì 10 si è rientrati negli standard. Non finisce qui. Il vademecum della Regione contempla altri punti: da un lato, nei pronto soccorso scatterà una «rilevazione delle motivazioni di accesso degli utenti»; dall’altro lato, potranno essere favoriti dei «ricoveri di sollievo» per l’«accoglienza temporanea delle persone fragili durante il periodo estivo». Secondo Bertolaso, l’insieme di queste misure permetterà di «intervenire dove sarà necessario, migliorando la presa in carico durante il periodo estivo. L’obiettivo è garantire cure appropriate, proteggere i più fragili e assicurare che il sistema sanitario continui a rispondere con efficacia». Sarà utile fare presto, però, perché a breve le temperature saliranno ancora. Dopo un flebile break nel weekend, «dalla prossima settimana la cupola anticiclonica africana tornerà a potenziarsi – spiega Edoardo Ferrara, meteorologo di 3bmeteo.com -. Al Nord l’afa sarà più accentuata, in pianura potrebbe farsi sentire in modo opprimente». Da mercoledì, in Bergamasca si prevedono nuovi picchi di massime superiori ai 35 gradi.
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