(Foto di bedolis)
IL PROGETTO. I lavori ad aprile nell’edificio che ospiterà aule ed uffici del nuovo campus giuridico dell’Università. Presto al via il secondo lotto per la riqualificazione di palestra e piscina. Nel 2027 il cantiere per lo studentato.
Nel maxi complesso di via Statuto che un tempo ospitava l’Accademia della Guardia di Finanza di via Statuto 21 si muovono passi silenziosi ma decisi per la nascita del futuro campus giuridico ed economico dell’Università. Un progetto ambizioso negli importi economici - oltre 60 milioni di euro di lavori di riqualificazione - e complesso nella gestione, con la suddivisione in tre lotti, a loro volta ripartiti in «stralci funzionali», cioè in micro fasi, ovvero dei sotto-cantieri ai quali l’arrivo della primavera imprimerà una svolta.
Il progetto più articolato, almeno nell’organizzazione, è quello sull’edificio centrale affacciato su via Statuto (il corpo A) che ospiterà nuove aule e uffici del personale accademico e dell’amministrazione centrale. Il piano degli interventi di ristrutturazione - la cui spesa totale è di 21,5 milioni di euro secondo il quadro riportato nel Piano triennale dei lavori pubblici 2026/28 dell’Ateneo - è frazionato in tre stralci, di cui un primo, per la bonifica e la rimozione dei serbatoi interrati, si è svolto nel 2025.
Ora si entra nel vivo con l’assegnazione della seconda tranche relativa a nuove bonifiche e allo «strip-out», vale a dire le demolizioni. «A dicembre 2025 è stato aggiudicato l’appalto, del valore di circa 1,7 milioni di euro, e a febbraio è stato firmato il contratto con l’impresa - spiega Donato Ciardo, responsabile dell’Area Appalti dell’Università -. La consegna dei lavori avverrà nella prima decade di aprile e le operazioni dureranno 152 giorni».
Un termine contenuto, cinque mesi circa, entro il quale verrà effettuato non solo l’abbattimento delle parti costruite non più necessarie, ma soprattutto la decontaminazione dalla presenza di amianto. Un processo delicato, perché «gli imprevisti possono essere sempre dietro l’angolo quando si parla di bonifiche», sottolinea Ciardo. Tracce di materiale nocivo sono attese in contro-soffitti e muri, ma finché non si aprirà il cemento non si potranno sapere con certezza né quantità né collocazione delle fibre.
Si intensifica anche l’iter per la riqualificazione dei circa 2mila metri quadrati del corpo B, cioè per gli impianti sportivi
Una volta ottenuto lo «scheletro» dell’edificio si potrà passare alla sua rifunzionalizzazione. In questo consiste il terzo stralcio, di cui è stata avviata la progettazione esecutiva. Si parla di rifacimento di impianti, infissi, intonaci. Per questo stralcio la previsione, specifica il dottor Ciardo, è pubblicare il bando di gara dei lavori per l’inizio dell’estate. «In modo da chiudere in autunno l’aggiudicazione», dice.
La superficie di questo edificio, per fare un ripasso di memoria, è di circa 7mila metri quadrati e scandita su più livelli. Come descrive la stessa Università nel proprio Piano di Gestione, Riqualificazione e Sviluppo Edilizio 2026 –2030, il piano seminterrato «ospiterà la biblioteca, le sale studio, i laboratori informatici e alcuni spazi seminariali»; il piano terra «sarà dedicato alle aule, all’auditorium, agli spazi per eventi, alla caffetteria e alle aree studio». Mentre il primo piano accoglierà «ulteriori spazi didattici e zone studio», i livelli due, tre e quattro saranno occupati dagli «uffici dipartimentali e amministrativi dell’Amministrazione centrale», con una capienza di circa 290 postazioni.
Si intensifica intanto anche l’iter per la riqualificazione dei circa 2mila metri quadrati del corpo B, cioè per gli impianti sportivi, ossia palestra e piscina da 25 metri (visibili da via Chiesa e riconoscibili perché sono gli edifici più bassi). Il lotto, del valore di 10,7 milioni di euro, è suddiviso in questo caso in due stralci. «Un primo stralcio è stato eseguito nel 2024 ed è stato completato (quello per la rimozione della pensilina metallica sul fronte principale, ormai degradata, ndr). Per quanto concerne il secondo e ultimo, l’aggiudicazione della gara è avvenuta a dicembre 2025. Il contratto con l’impresa è stato sottoscritto il 12 marzo e siamo attualmente in trattativa per la consegna del cantiere. Sarà a breve», afferma Donato Ciardo. Questione di poche settimane, il tempo di definire gli ultimi dettagli e poi si potrà partire. La durata delle lavorazioni - il cui importo «è di 6 milioni di euro», ricorda il dirigente - è stimata in circa 500 giorni (1 anno e 4 mesi pressapoco). La previsione di chiusura del cantiere è dunque per la fine dell’estate del 2027.
L’ultimo lotto ad essere eseguito riguarda il corpo C, l’altra imponente struttura di colore azzurro con un lato su via Anna Frank dove la rigenerazione porterà alla nascita delle nuove residenze per gli studenti, per una capacità di circa 255 posti letto. «Siamo allo stadio della progettazione esecutiva. Pensiamo di avviare la gara per l’affidamento dei lavori nel 2027 - conclude Ciardo -. Il valore complessivo dell’intervento è di 30 milioni di euro (29,2 milioni per l’esattezza, ndr)».
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