Ex Poste a Bergamo, 33 appartamenti
pronti a primavera 2027
IL CANTIERE. Al posto degli uffici in via Pascoli stanno sorgendo nuove residenze e due attici. Al piano terra una pasticceria e altri negozi. Saranno ricavati 85 posti auto.
Lettura 2 min.Dieci mesi fa erano entrate le ruspe, accompagnate da quella sensazione quasi irreale di vedere finalmente muoversi qualcosa dentro un edificio rimasto fermo e abbandonato per quindici anni, diventato col tempo uno dei punti più problematici della zona. Oggi, passando davanti all’ex palazzo delle Poste di via Pascoli, il colpo d’occhio è diverso.
I ponteggi avvolgono la struttura, dal piano interrato arrivano i rumori dei mezzi e delle lavorazioni in corso e il continuo viavai di operai racconta un cantiere ormai entrato nella sua fase più concreta. Per anni quel gigantesco stabile era stato sinonimo di abbandono, occupazioni abusive, degrado e insicurezza. Oggi invece la percezione è cambiata: attorno al cantiere si respira l’attesa per un intervento destinato a trasformare uno degli ingressi più delicati della città, a due passi dal centro e dalla stazione. «Siamo a buon punto e contiamo di terminare per la primavera dell’anno prossimo», conferma Giorgio Ferrari, amministratore unico della società «Gmg» Centro edile di Bottanuco, che nel 2024 si era aggiudicata l’immobile attraverso il bando pubblicato da Europa Gestioni Immobiliari del Gruppo Poste Italiane.
Dopo la lunga fase iniziale di sgombero e demolizioni interne, i lavori hanno ormai superato il passaggio più complesso e invisibile, quello strutturale, indispensabile per dare nuova vita a un edificio nato con funzioni completamente diverse rispetto a quelle che avrà in futuro.
Nel corso di questi mesi sono stati eseguiti i rinforzi strutturali dell’intero complesso e demoliti i due vani montacarichi che un tempo servivano per il trasporto della corrispondenza. Anche il sistema degli ascensori è stato ripensato: da quattro saranno tre, più funzionali alla nuova distribuzione degli spazi. Adesso il cantiere sta entrando nella fase che inizierà a rendere riconoscibile il nuovo volto del palazzo. «Dobbiamo costruire i balconi e prendere in mano i divisori degli appartamenti interni, che sono già definiti», spiega Ferrari.
La trasformazione sarà radicale: le colonne portanti dell’ex edificio postale resteranno in piedi, ma l’immagine finale sarà profondamente diversa da quella che i bergamaschi hanno imparato a conoscere negli ultimi anni. Soprattutto sul lato verso la via Angelo Mai, dove il progetto dell’ingegner Alessandro Pagnoncelli cambierà la percezione dell’intero isolato con linee moderne, ampie aperture e nuovi spazi residenziali e commerciali.
Lavori su un’area di 6.500 mq
L’intervento interessa un’area di 6.500 metri quadrati più altri 1.300 esterni. Sorgeranno 33 appartamenti, ai quali si aggiungeranno due attici panoramici con piscina e copertura privata. Al piano terra troveranno spazio attività commerciali e la pasticceria gestita dalla proprietà, uno degli elementi sui quali la società punta anche per contribuire a rendere più vissuta e frequentata la zona durante tutta la giornata.
Nelle prossime settimane il progetto inizierà a mostrarsi anche all’esterno. «Metteremo i rendering sui ponteggi lungo due lati dell’edificio – annuncia Ferrari – così tutti potranno vedere cosa abbiamo intenzione di fare». Una scelta che arriva in un momento in cui attorno al cantiere cresce la curiosità dei residenti e di chi attraversa la zona.
Uno dei capitoli più delicati dell’intervento riguarda invece i parcheggi, tema centrale in un quartiere che soffre da tempo la scarsità di posti auto. Il progetto prevede 53 box tra singoli e doppi per un totale di 85 posti auto; in questa fase si sta lavorando proprio sugli spazi interrati. «Stiamo impostando i lavori che riguardano la soletta intermedia per ricavare i box su due piani interrati», spiega Ferrari. Un intervento complesso (un tempo il piano interrato era uno soltanto) ma considerato fondamentale per l’equilibrio dell’intero progetto.
Un recupero atteso da tempo
Continuano intanto ad arrivare richieste per gli appartamenti e per gli spazi commerciali. Già un anno fa la proprietà parlava di forte interesse attorno all’operazione, ma oggi l’attenzione è ulteriormente cresciuta. L’intervento sull’ex palazzo delle Poste non rappresenta soltanto una nuova operazione immobiliare, ma uno dei recuperi urbani più attesi degli ultimi anni in città.
La storia dell’edificio
Per comprendere il significato che questo edificio ha avuto per la zona basta ricordare cosa è stato fino a poco tempo fa. Dopo la chiusura degli uffici postali nel 2010, lo stabile era precipitato nell’abbandono. Le occupazioni abusive, gli ingressi forzati, gli incendi e il degrado avevano trasformato quello che un tempo era stato un edificio simbolico in una ferita aperta nel tessuto urbano. Per anni residenti e commercianti hanno chiesto una soluzione, mentre il Comune cercava di favorire lo sblocco di una situazione rimasta immobile troppo a lungo. La svolta è arrivata nel 2024 con l’aggiudicazione dell’immobile e poi, l’anno scorso, con l’avvio effettivo del cantiere.
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