(Foto di Bedolis)
L’EVENTO. La festa a ChorusLife. Il questore: «Bergamo, territorio laborioso e che conosce il sacrificio».
«La sicurezza non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, con collaborazione, rispetto dei ruoli e visione comune. Viviamo anni complicati in cui gli scenari di crisi internazionali si intrecciano con le problematiche criminali e sociali nazionali e locali, incidendo sulla percezione della sicurezza». Sono le parole del questore Vincenzo Nicolì, nel suo discorso ufficiale tenuto in occasione del 174° anniversario di fondazione della polizia di Stato nella mattinata di venerdì 10 aprile. Per Nicolì è stata la prima festa della polizia da quando è alla guida della questura e per la prima volta la cerimonia – condotta dal giornalista Max Pavan, responsabile dell’informazione di Bergamo Tv, affiancato dalla portavoce della questura Marta Casati – si è tenuta all’aperto, nell’avvolgente e moderna cornice di ChorusLife: presenti anche tante scolaresche della città e del territorio.
I bambini della scuola primaria Locatelli hanno cantato l’Inno nazionale sulle note della Banda musicale «Città di Treviglio»: nelle prime fila le autorità e le istituzioni del territorio. Tanti sindaci, i rappresentanti di carabinieri, Guardia di finanza, polizie locali. E tanti familiari dei poliziotti che sono stati poi premiati per meriti di servizio. «La criminalità organizzata e terroristico-eversiva, la criminalità diffusa, le violenze di genere, il disagio giovanile, le insidie del web, le truffe alle persone più fragili, le dipendenze, la corruzione e l’aggressione ai beni personali sono solo alcuni dei fenomeni malavitosi che affliggono i nostri tempi – ha evidenziato il questore –. Ne siamo consapevoli, così come siamo consapevoli, anche se talvolta ce ne dimentichiamo, di aver fortemente e positivamente contrastato le forme di delinquenza più violente e gravi, costituendo, consentitemi di dirlo, un esempio per tutti i Paesi del mondo».
Emozionante la voce di Luca Benelli, studente del Liceo delle scienze umane e musicale Secco Suardo, che ha interpretato la toccante «Pensa» di Fabrizio Moro, mentre sul maxi schermo alle sue spalle passavano le immagini dei giudici assassinati dalla criminalità organizzata. La festa si è chiusa poi con un ospite legato al territorio bergamasco e alle sue tradizioni, come ha evidenziato Max Pavan: il cantautore Bepi, alias Tiziano Incani, che ha interpretato «I du camios», rivelando – scherzando – che la scelta non è stata immediata perché il brano, alla fine, vede il protagonista, lo stesso Bepi, che viene però fermato, dopo un sorpasso azzardato appunto di due camion sulla strada della Val Cavallina, da una pattuglia dei carabinieri.
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