Frane, «rischio elevato» per il 12,6% del territorio con oltre 4 mila famiglie

Il rapporto Ispra Bergamo è seconda in Lombardia, i primissimi comuni sono localizzati in Valle Imagna. Il 4,3% di superficie con 80mila nuclei è invece «a pericolosità idraulica alta» soprattutto nella Bassa.

Frane, «rischio elevato» per il 12,6% del territorio con oltre 4 mila famiglie
Ca’ Campo, frazione di Strozza, nel punto in cui un mese fa sono scesi 30 metri cubi di materiale. La Valle Imagna è la più esposta al pericolo frane

La fragilità del territorio scorre attraverso i numeri, e le cifre lambiscono vite, edifici, luoghi. I pezzi d’Italia – e di Bergamasca – a rischio idrogeologico sono censiti nella nuova «mappa» dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la branca del ministero della Transizione ecologica che dedica particolare attenzione al monitoraggio di quelle aree dove la terra può creare pericoli concreti. Che non mancano, in Bergamasca: il 12,6% del territorio orobico – cioè 345 chilometri quadrati – è considerato «a pericolosità da frana elevata o molto elevata», e un 4,3% di superficie – 117,2 chilometri quadrati – è invece «a pericolosità idraulica elevata», cioè soggetto a sconquassi legati ad alluvioni e allagamenti. Sono due flash che riassumono un lavoro più articolato, condensato nelle quasi 300 pagine del nuovo report annuale dell’Ispra.

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