Cronaca / Bergamo Città
Martedì 13 Gennaio 2026
Giorno della memoria, le iniziative a Bergamo
IL RICORDO. Conferenze e convegni organizzati da Amministrazione comunale, Università, Archivio bergamasco e Aned.
Bergamo
Mercoledì 21 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, istituito per ricordare «la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Diverse le iniziative organizzate a Bergamo per il 21 gennaio, con ingresso gratuito e senza prenotazione.
All’università di Bergamo
Alle 16,30, presso l’aula Galeotti dell’Università di Bergamo, in via dei Caniana 2, l’incontro dal titolo «Una lunga ombra della storia. La deportazione femminile nel campo di concentramento di Ravensbruck», a cura dell’ateneo cittadino. Una conferenza di Ambra Laurenzi, presidente del Comitato internazionale di Ravensbruck e consigliera di Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), ripercorre la storia dell’unico lager femminile: 130.000 deportate da 40 paesi, tra lavoro forzato, violenze e sofferenze. Un luogo di negazione del femminile ma anche di resistenza e riscatto, liberato nel 1945.
Al palazzo della Provincia
Alle 17,30, allo spazio Viterbi del palazzo della Provincia, in via Tasso 8, la presentazione del libro «Parole per opprimere, parole per resistere. I deportati italiani e la lingua dei lager nazisti», a cura di Archivio bergamasco e Aned Bergamo. A partire da «”Domani mattina”. La memoria nelle parole dei lager nazisti» (Biblion edizioni, 2025), l’autore Leonardo Zanchi riflette sulla condizione linguistica dei deportati italiani nel sistema concentrazionario nazista. Dai «barbarici latrati dei tedeschi quando comandano», come scrive Levi, a qualche parola di vicinanza scambiata fra compagni di prigionia: parole per opprimere, ma anche e soprattutto parole per resistere. una resistenza morale e non violenta, che i deportati realizzano contrapponendo al lessico d’odio e di sopraffazione dei nazifascisti, un vocabolario composto da parole di sopravvivenza, di solidarietà, di vita.
In piazza della Libertà
Alle 18, nella Sala dell’Orologio Cult! di piazza della Libertà, si terrà la conferenza «Storie di famiglia. La memoria della deportazione attraverso il racconto delle vite di Nedo Fiano e Gianfranco Maris», a cura dell’Amministrazione comunale. Sopravvissuti ai campi di concentramento e vittime della violenza nazifascista, Fiano perché di religione ebraica, Maris per ragioni politiche, sono stati entrambi tra i testimoni più instancabili della tragedia della deportazione, raccontando la storia, e il dolore delle loro famiglie, tramite una intensa attività di conferenze, interventi pubblici, pubblicazioni e importanti ruoli istituzionali. Ne parlano i figli Emanuele fiano e Floriana Maris, in conversazione con Daniele Rocchetti.
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