«Giulia, testimone di gioia e speranza»

L’ANNIVERSARIO. Il ricordo dei genitori a 15 anni dalla scomparsa. Mercoledì 19 agosto la Messa nella parrocchia di San Tomaso. I progetti dell’associazione che porta il nome della Serva di Dio. «Entro l’anno potrebbe diventare Venerabile».

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Era il 19 agosto del 2011 quando, appena quattordicenne (ma l’età anagrafica, per lei, ha sempre contato fino a un certo punto), Giulia Gabrieli partì verso il cielo. Un finale a cui, nel corso dei due anni di malattia, si era preparata con una serenità e una fede tali da poter affermare: «Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L’importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio».

Oggi, a quindici anni di distanza, i frutti dell’esempio di Giulia, Serva di Dio dal 2019, si vedono nella gioia di chi la incontra tramite i genitori, Antonio e Sara, e i progetti dell’associazione «conGiulia ets». Una testimonianza viva dell’amore che Giulia avrebbe voluto donare ai bimbi e ai giovani malati come lei e che si rinnova di anno in anno. Lo stesso amore che mercoledì sera alle 20,45, nella parrocchia di San Tomaso Apostolo, riunirà familiari, amici e tutti coloro che in questi anni hanno incontrato Giulia per una Messa, un momento di preghiera semplice, «un modo per vivere Giulia che viene proposto ogni anno dal 2012 – spiegano i genitori –, mentre ogni 3 marzo, giorno del suo compleanno, viene celebrata al santuario della Madonna dei Campi di Stezzano, luogo dove esplose la sua grande spiritualità».

«Giulia è riuscita a trasformare due anni di sofferenze in un inno alla vita»

Ripercorrendo con la mente questi quindici anni, nei cuori di Antonio e Sara ci sono due certezze. La prima: «Giulia non è più solo nostra figlia, ma è diventata la figlia, la sorella, l’amica di tantissime persone che l’hanno incontrata alle innumerevoli testimonianze che abbiamo portato». E la seconda: «Giulia è riuscita a trasformare due anni di sofferenze in un inno alla vita». Una certezza che risuona anche nelle parole che il fratello Davide, che allora aveva 9 anni, pronunciò quando Giulia «staccò un biglietto verso il cielo»: «Chi si dispera – i genitori ricordano quelle parole – è perché non ha conosciuto Giulia». I giovani sono sempre stati il suo target di riferimento. «Quando testimoniamo la sua storia, al termine chiediamo sempre ai giovani che incontriamo di definirci Giulia con una parola. E sa che cosa rispondono? Gioia. È proprio questo il messaggio che ha voluto lasciarci: non disperiamoci. Ha vissuto la sua Via Crucis con un occhio puntato verso la risurrezione, ha guardato oltre la morte». Per questo, Antonio e Sara sono convinti che, guardando ai progetti dell’associazione, «Giulia oggi direbbe una sola cosa: grazie. Un grazie rivolto a tutte le persone che si impegnano all’interno dell’associazione».

La scuola estiva in ospedale

Per un progetto in particolare, quello della Scuola estiva in ospedale, nato per permettere ai bambini e ai ragazzi malati di proseguire le attività didattiche anche durante il periodo estivo. «È uno dei primi progetti che abbiamo lanciato, a cui negli anni se ne sono aggiunti altri, ispirati da lei e dai suoi supereroi, i medici. Il pensiero dietro alla scuola estiva al Papa Giovanni XXIII è semplice: la malattia non va in vacanza, perché la scuola sì? Da questa conclusione, insieme ad amici e volontari, abbiamo dato vita a questa scuola estiva presente dal 1° luglio a 31 agosto, ormai dal 2013».

L’iter di beatificazione

Intanto, prosegue l’iter di beatificazione. «Nel giugno dell’anno scorso – ricordano i genitori – ha superato la commissione dei teologi. Ora, tra l’autunno e l’inverno una commissione di Vescovi e Cardinali prenderà in considerazione la causa di Giulia. E, qualora arrivasse il benestare, si passerebbe poi alla firma di Papa Leone XIV. Se tutto va bene, attendiamo la venerabilità entro la fine dell’anno». E poi? «E poi è tutto nelle mani di Giulia, deve fare un miracolo».

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