«I quartieri al centro»: sui Colli pochissimi bebè ma le famiglie tengono

L’inchiesta Nel 2021 il rione ha registrato il tasso di natalità più basso della città Ciononostante vanta un 34,3% dei nuclei composti da almeno 3 persone.

Per esempio, qui è difficile trovare persone sole: solo il 37,6% dei nuclei familiari è unipersonale, appunto composto da una persona sola, ed è il dato più basso tra tutti e venticinque i quartieri di Bergamo; la media cittadina è invece del 46,4%, cinque rioni superano addirittura la soglia del 50% (il picco è in Sant’ Alessandro, dove il 55,1% dei nuclei è formato da una sola persona). Che in quest’ angolo verde della città «fioriscano» le famiglie, lo confermano i numeri: il 28,1% dei nuclei è formato da 2 persone (la media cittadina è del 24,3%), il 15,8% è formato da 3 persone (la media cittadina è del 14,1%), il 12,9% è formato da 4 persone (la media cittadina è del 10,3%), ben il 4,6% è formato da 5 persone (il dato più alto tra tutti i quartieri, la media cittadina è invece del 2,9%), infine c’è uno 0,9% dei nuclei formato da 6 o più persone (la media cittadina è dell’1%). In altri termini, qui il 34,3% dei nuclei è composto da almeno 3 persone (tipicamente, i genitori e almeno un figlio): solo il Villaggio degli Sposi ha una maggiore «propensione» alla famiglia, col 35,5%. C’è tra l’altro una certa profondità storica in questa tendenza, visto che già nel 1987 la «quota» di nuclei con almeno 3 persone era di circa 6 punti percentuali superiori alla media cittadina.

«I quartieri al centro»: i Colli. Video di Sergio Cotti

È però anche uno degli angoli più esclusivi della città, questo. Nel 2020, per esempio, l’anno d’inizio della pandemia, qui s’ è registrato il numero più basso di compravendite immobiliari, 30, anche se in aumento rispetto alle 25 dell’anno precedente; s’ è comprato a 2.825 euro al metro quadrato (valore identico al 2019), e solo in Città Alta le case si sono pagate di più (3.125 euro al metro quadrato).

I redditi di chi vive sui Colli sono peraltro tra i più alti in città (35.756 euro annui a testa, in media: solo in centro tra viale Papa Giovanni e Pignolo si è guadagnato di più, 38.890 euro in media), e nell’anno del Covid sono aumentati dell’1,21% (erano a 35.330 euro nel 2019) mentre la media cittadina ha viceversa visto un calo dell’1,57%. Nel quartiere, tra l’altro, ed è un ulteriore indicatore dell’«accessibilità», solo il 5,4% dei residenti è straniero: è il dato più basso tra tutti i rioni, mentre in città la popolazione non italiana rappresenta il 16,6% dei residenti.

Ma le nascite crollano

Se è vero che i Colli sono punteggiati da famiglie ampie, una «spia» sulla natalità si è però accesa. In tempi recenti, di bambini se ne sono visti pochi (e dunque il dato sull’ampiezza delle famiglie è influenzato prevalentemente da nascite degli anni scorsi o da famiglie «già formate» e che qui si sono trasferite nel corso degli anni).

Nel 2021 il quartiere ha contato solo 6 bebè (4 maschi e 2 femmine), il minimo storico insieme al dato del 2015 (6 nascite anche in quell’anno). Il tasso di natalità è così di 3,1 nascite ogni 1.000 residenti, il più basso tra tutti i quartieri e un valore dimezzato rispetto alla media cittadina (che è di 6,4 nascite ogni 1.000 residenti). Nel 2003 il tasso di natalità era invece al 7,7 (la media cittadina era all’8,9), in meno di vent’ anni s’ è ridotto del 62,5%: è la flessione più marcata tra tutti i quartieri.

L’erosione demografica

Con 1.965 residenti a fine 2021, i Colli sono il secondo quartiere meno popolato della città; ci sono meno abitanti solo a Grumello (1.873), con la differenza che Grumello si estende su 1,73 chilometri quadrati mentre i Colli comprendono invece un’area di 7,46 chilometri quadrati. L’andamento di lungo-medio periodo mostra una discreta erosione della popolazione, perché nel 1987 qui vivevano 2.117 persone: il calo dei residenti tra 1987 e 2021 è stato del 7,2%, mentre la città è cresciuta complessivamente del 2,7%; Città Alta però, per fare un confronto col quartiere più simile, nello stesso arco temporale ha perso il 26,2% dei propri cittadini. La flessione demografica dei Colli s’ è osservata soprattutto in tempi recenti: si è scesi sotto quota 2.000 residenti a partire dal 2018, anche se nel 2021 si sono comunque recuperati 19 residenti interrompendo la «serie negativa». Se si guarda solo ai cambi di residenza, senza considerare nascite o decessi, lo scorso anno qui sono arrivate 63 persone mentre 50 (ex) residenti si sono trasferiti altrove. La «carta d’identità» del quartiere - che nel 1987 era leggermente più giovane della media cittadina - vede oggi un lieve sbilanciamento verso l’invecchiamento. Il 37,4% dei residenti ha meno di 40 anni, mentre in città la media è del 38,7%; è invece ultrasessantenne il 34,9% degli abitanti dei Colli, mentre la media cittadina è del 31,7%. Su 1.965 residenti, più nel dettaglio, 289 hanno meno di 18 anni (il 14,7%), 445 hanno tra i 18 e i 39 anni (il 22,6%), 545 hanno tra i 40 e i 59 anni (il 27,7%), 504 hanno tra i 60 e i 79 anni (il 25,6%), 182 hanno oltre 80 anni (il 9,3%).

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