Cronaca / Bergamo Città
Domenica 25 Gennaio 2026
In provincia di Bergamo aumentati gli interventi del 118: 223 ogni giorno
I DATI. Il direttore Aat Fabio Martorana: «La maggior parte per problemi medici. Incidono invecchiamento della popolazione e arretramento dell’assistenza di base».
Una media di 223 al giorno, dal codice bianco al più grave, quello rosso. Sono in aumento i numeri degli interventi del 118 a Bergamo e provincia: i dati resi noti dall’Articolazione territoriale dell’Areu (Agenzia regionale di emergenza urgenza) parlano di 81.266 nel 2025 contro i 79.065 del 2024.
L’attività dell’Aat 118
I motivi li spiega Fabio Martorana, dal luglio 2025 alla guida dell’Aat 118 di Bergamo: «Ho raccolto un’eredità pesante dal dottor Oliviero Valoti, per anni colonna portante dell’emergenza-urgenza extraospedaliera in Bergamasca, da cui ho imparato e sto imparando molto – esordisce – e il lavoro certo non manca. Il numero degli interventi in generale è aumentato rispetto al 2024 coerentemente con il trend degli ultimi anni; abbiamo circa 2.200 interventi in più distribuiti sui vari codici di gravità. Il codice giallo, come per gli anni scorsi, è quello che fa la parte del leone, con circa 800 uscite in più (il 57%). Per dare un’idea, il codice giallo riguarda un paziente che ha parametri vitali magari solo lievemente alterati ma ancora accettabili, una media gravità che però potrebbe potenzialmente evolvere in qualcosa di più grave. Ed è il grosso della nostra attività».
Tra codici verdi e bianchi
«Sono aumentati di poco anche i codici rossi e lievemente diminuiti quelli verdi e bianchi: di questi ultimi non parliamo perché, chiaramente, non dovrebbero essere parte della nostra attività, come buona parte dei codici verdi. Se volessimo dare un minimo di spiegazione all’aumento dei numeri, per prima cosa è una conseguenza naturale dell’invecchiamento della popolazione con il conseguente carico di patologie legate all’età avanzata. Secondo, negli ultimi anni c’è stato forse un po’ di “arretramento” per quanto riguarda l’assistenza di base, con numeri insufficienti di medici di famiglia, ed alla cui carenza si sta cercando di far fronte attraverso nuovi strumenti tra le centrali UniCa, le case di comunità, gli ospedali di comunità, maggiori responsabilità degli infermieri di famiglia. Sta di fatto che Areu per sua natura opera H24 e 365 giorni all’anno e il nostro impegno è quello di dare una risposta a qualsiasi necessità sanitaria per la quale la cittadinanza si rivolge a noi. Ci aspettiamo che il trend sia in crescita anche per il futuro».
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