Inchiesta «Equalize», archiviazione per il generale Cosimo Di Gesù
IL PROCESSO. Il reato ipotizzato era che l’ufficiale della Gdf avesse rivelato informazioni riservate. Il gip: il fatto non sussiste. Il legale: «Mesi di fango, è un leale servitore dello Stato».
Lettura 2 min.Si chiude con un’archiviazione la vicenda giudiziaria che aveva visto coinvolto il generale di divisione Cosimo Di Gesù, attuale comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, nell’ambito della maxi-inchiesta «Equalize» della Procura di Milano, su una presunta associazione a delinquere finalizzata a compiere accessi abusivi a banche dati strategiche e a cyberspionaggio, che faceva capo a una società milanese presieduta dall’ex presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali.
L’iter dell’indagine
Il generale Di Gesù era stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di aver rivelato informazioni riservate. Ora la sua posizione è stata ufficialmente archiviata «per infondatezza della notizia di reato» e perché «il fatto non sussiste» dal gip del Tribunale di Roma, dove il
La posizione del generale è ufficialmente archiviata «per infondatezza della notizia di reato»
fascicolo era stato trasferito per ragioni di competenza territoriale, in virtù del fatto che il generale all’epoca dei fatti ipotizzati (primavera del 2020), si trovava in servizio al comando generale della Guardia di Finanza della Capitale.
«Dopo mesi di macelleria mediatica, danni alla reputazione e ostacoli di carriera, l’assurda indagine che ha avuto come vittima il generale Di Gesù è stata archiviata con formula piena», ha commentato in una nota il suo legale, l’avvocato Grazia Volo. «Un massacro che ha infangato l’immagine e la reputazione di un leale servitore dello Stato, da sempre in prima linea nella lotta al crimine organizzato e alla corruzione al fianco dell’allora presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone».
La ricostruzione della vicenda
Stando alle indagini coordinata dalla Procura di Milano nel marzo 2020, in piena emergenza Covid, Di Gesù avrebbe ordinato a un colonnello e a un tenente colonnello del comando generale di Roma, dove allora era in servizio, di recuperare le informazioni su di una decina di società che Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera Milano, avrebbe voluto coinvolgere nella costruzione dell’ospedale all’interno dei padiglioni fieristici del capoluogo lombardo, proprio per fronteggiare la pandemia. I due militari avrebbero eseguito vari accessi alla banca dati della Gdf, consegnato i dossier al generale Di Gesù, che poi li avrebbe girati, anche via Whatsapp, al presidente di Fiera Milano, una società quotata con capitale interamente pubblico.
«In piena crisi pandemica, mentre l’Italia viveva il dramma del sovraccarico delle terapie intensive e della drammatica carenza di posti letto, il generale Di Gesù collaborò con l’allora presidente della Fondazione Fiera Milano per la realizzazione di un ospedale Covid che contribuisse a salvare le vite dei pazienti più fragili. Lo scopo? Prevenire infiltrazioni criminali nelle forniture ospedaliere attraverso lo scambio di informazioni sommarie sui possibili acquirenti» si legge ancora nella nota del difensore.
«Una condotta, quella dell’ufficiale, preventivamente autorizzata dai suoi superiori e coperta solidamente da una norma di legge che, in stato di emergenza, consente la leale collaborazione tra enti pubblici per arginare fenomeni criminali. Il risultato? Non un encomio, ma un’indagine (aperta a distanza di anni) con annesso massacro reputazionale ai danni di un servitore dello Stato da sempre in prima linea nella lotta alla mafia e alla corruzione»
«Con l’archiviazione a formula piena perché il fatto non sussiste si chiude la vergognosa vicenda che ha costretto un ufficiale di lungo corso a difendersi da attacchi giudiziari e mediatici unicamente per aver contribuito a salvare vite umane e aver svolto correttamente il proprio dovere» conclude il legale.
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