La Fiera di Bergamo raddoppia, ecco il progetto: «Così il territorio sarà più competitivo»

IL PIANO. Nuovi padiglioni e spazi per congressi, co-working ed eventi culturali. Investimento da 45 milioni di euro. «È il progetto per Bergamo». Quattro pagine d’approfondimento su L’Eco di Bergamo.

Pronti al salto di scala. Con la presentazione in Regione del masterplan per l’ampliamento predisposto dal Politecnico di Milano, Bergamo Fiera Nuova mette sul tavolo un progetto destinato a ridisegnare il polo di via Lunga e a traghettarlo tra gli asset strategici della Lombardia. Il documento, illustrato nella mattina di lunedì 23 marzo al presidente Attilio Fontana e agli assessori Guido Guidesi (Sviluppo economico) e Claudia Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche), punta al raddoppio degli spazi espositivi e ad agganciare la futura fermata ferroviaria lungo la nuova linea a doppio binario che arriverà fino all’aeroporto di Orio.

Il nodo delle risorse

L’investimento stimato è di 45 milioni di euro spalmati su cinque lotti, in modo da garantire continuità operativa alla Fiera

Il nodo è quello dei fondi: l’investimento stimato è di 45 milioni di euro spalmati su cinque lotti, in modo da garantire continuità operativa alla Fiera. Per ora la delegazione bergamasca – il presidente della Camera di Commercio Giovanni Zambonelli, la sindaxa Elena Carnevali, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e l’amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova Giuseppe Epinati – ha incassato dalla Regione l’impegno a costituire «in tempi brevi» un tavolo tecnico «che avvierà il necessario iter di approfondimento».

Il lavoro del gruppo del Politecnico di Milano, guidato da Oscar Eugenio Bellini ed Emilio Faroldi, docenti del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito, con la consulenza urbanistica dell’architetto Gianluca Della Mea, recepisce le indicazioni del piano strategico di sviluppo commissionato a Pwc Italia nel 2023 da Bergamo Fiera Nuova, la società proprietaria degli spazi di via Lunga partecipata da Camera di Commercio (51,63%), Comune (36,57%) e Provincia (11,80%) di Bergamo.

L’analisi curata da Cristian Celoria sottolineava, da un lato, la scarsità di spazi con cui deve fare i conti la Fiera di Bergamo (già nel 2024 circa il 35% delle manifestazioni utilizzava tutta la superficie disponibile con il 65% dei ricavi derivanti da eventi che utilizzano integralmente le superfici), dall’altro evidenziava che la realizzazione del collegamento ferroviario a doppio binario tra Orio al Serio, Bergamo e Milano, con la futura fermata «Bergamo Fiera», avrebbe aumentato l’accessibilità e competitività del polo espositivo di via Lunga, già favorito dalla vicinanza con l’aeroporto di Orio al Serio e con l’A4.

Il masterplan del Politecnico traduce queste analisi in una visione di sviluppo di medio-lungo periodo, nell’ambito della più ampia trasformazione urbanistica del quadrante sud-orientale della città.

I numeri del progetto

L’area attuale, pari a 173mila metri quadrati, comprende 13mila metri quadrati coperti, due padiglioni da 6.500 metri quadrati, 30mila metri quadrati esterni, un edificio centrale da 3mila metri quadrati e 41mila metri quadrati di parcheggi. Il progetto prevede il raddoppio della superficie espositiva coperta a 26mila metri quadrati tramite due nuovi blocchi modulari: ciascuno formato da due padiglioni da 2.900 metri quadrati collegati da uno spazio ibrido da mille metri quadrati, pensato per eventi di dimensioni maggiori. È previsto anche un

La copertura richiamerà il profilo delle Prealpi Orobie

padiglione multifunzionale di ulteriori 2.900 metri quadrati dedicato a ristorazione, congressi, co-working e attività culturali. La connessione tra i padiglioni esistenti e quelli nuovi sarà garantita da una galleria vetrata di 7.500 metri quadrati, dotata di una copertura che richiamerà il profilo delle Prealpi Orobie e sarà progettata come una possibile serra bioclimatica grazie alla combinazione di superfici vetrate a est e copertura verde a ovest, con l’impiego di materiali sostenibili e pannelli fotovoltaici.

L’organizzazione degli spazi

Il progetto include la riorganizzazione degli spazi esterni, delle aree verdi e dei parcheggi, con

All’esterno un parcheggio d’interscambio per la futura fermata ferroviaria

una nuova area da 24mila metri quadrati che porterà la disponibilità complessiva oltre i 60mila metri quadrati e potrà funzionare come parcheggio di interscambio per la futura fermata ferroviaria. «Abbiamo raccolto il testimone dalla precedente giunta camerale guidata da Carlo Mazzoleni, che ha voluto fortemente la trasformazione di Bergamo Fiera Nuova in società pubblica per poter accedere ai finanziamenti necessari per l’ampliamento - ricorda il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli -. Dopo il Covid non si sapeva quale potesse esser il futuro della Fiera. Oggi il problema è ingrandirla, se non vogliamo che imploda». Per Zambonelli si tratta del «progetto per Bergamo», ma «in grado di generare impatti positivi per tutta l’economia regionale».

Per l’amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova, Giuseppe Epinati , quella di ieri è stata «una giornata importante. Le interlocuzioni con la Regione erano partite due anni fa dopo il progetto strategico di Pwc, poi si erano fermate – fa presente -. Nel frattempo abbiamo lavorato con Rfi per portare a casa fermata in Fiera ed elaborato il progetto dei sottopassi ciclopedonali. Il prossimo passo sarà l’avvio del bando di progettazione per il primo lotto dell’ampliamento, come previsto dal masterplan del Politecnico».

Secondo la sindaca di Bergamo, «questo intervento rafforza la competitività del territorio»

«Questo intervento rafforza la competitività del territorio di Bergamo, che ha un valore produttivo complessivo di 50 miliardi di euro, al quinto posto in Italia con 20 miliardi di export – sottolinea la sindaca Elena Carnevali -. Non si tratta di costruire soltanto due nuovi padiglioni: questo è un progetto di riqualificazione territoriale complessiva». Anche Gianfranco Gafforelli, appena tornato in Via Tasso da presidente, sposa il progetto: «Non vogliamo fare tutto subito, ma fare tutto per il bene di Bergamo. Aspettiamo l’apertura del tavolo tecnico con la Regione».

Approfondisci l'argomento nelle quattro pagine dedicate sull’edizione de L'Eco di Bergamo di martedì 24 marzo

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