L’appello dei presidi bergamaschi: «Contro le fake news la scuola c’è. Ragazzi, non alimentatele»
LE COMUNICAZIONI. Intervengono i dirigenti scolastici dopo i messaggi allarmanti nelle chat. «Confrontatevi con noi e non contribuite a diffondere contenuti non verificati».
Lettura 2 min.Bergamo
Non dare ascolto a notizie false e affidarsi alla scuola come punto di riferimento educativo e di ascolto per gli studenti. È l’appello che alcune scuole superiori cittadine hanno inviato, tramite circolari ufficiali, alle famiglie della propria comunità scolastica per rassicurarle in merito ai messaggi circolati nei giorni scorsi nelle chat di tanti ragazzi e ragazze bergamasche: messaggi Whatsapp che annunciavano violenze di gruppo dopo i disordini ai cortei studenteschi. La polizia postale di Bergamo e la Digos li hanno analizzati, categorizzandoli, infine, come opera di «troll» finalizzata a suscitare apprensione generale.
Ma certi timori tra le famiglie restano. Per questo, alcune scuole della città hanno voluto rispondere con un messaggio per ribadire il ruolo della comunità scolastica come presidio di sicurezza a tutela del benessere dei ragazzi. «Siamo consapevoli che le notizie e i messaggi diffusi attraverso i social media possano alimentare timori e incertezze, soprattutto se
La preside Manuela Nicosia invita gli studenti a confrontarsi con adulti di riferimento qualora emergano preoccupazioni o situazioni che li facciano sentire a disagio
attraverso informazioni non verificate. Comprendiamo le preoccupazioni espresse da alcuni studenti e dalle loro famiglie e riteniamo fondamentale affrontare questo momento con attenzione, equilibrio e senso di responsabilità», scrive Manuela Nicosia, dirigente scolastica del Liceo Secco Suardo. «La Scuola mantiene alta l’attenzione sulla situazione, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle procedure organizzative e di sicurezza vigenti, valutando con la dovuta attenzione eventuali criticità e, se necessario, raccordandosi con gli interlocutori istituzionali competenti», aggiunge. Fondamentale è anche la collaborazione con le famiglie. La preside invita gli studenti a «confrontarsi con adulti di riferimento qualora emergano preoccupazioni o situazioni che li facciano sentire a disagio; incoraggiare un uso responsabile dei social media, evitando la diffusione di messaggi, immagini o notizie non verificate e segnalare alla Scuola eventuali informazioni circostanziate o situazioni che possano richiedere attenzione».
Messaggi intimidatori
Un invito, quello di far riferimento solo a comunicazioni provenienti da fonti ufficiali così da evitare di accrescere inutilmente il clima di allarme, condiviso anche dal dirigente del Liceo Falcone, Claudio Ghilardi. «Siamo di fronte a messaggi dal contenuto intimidatorio o allarmistico, solo con il fine di generare preoccupazione e suscitare panico. Invitiamo gli studenti a non allarmarsi e a non contribuire a diffondere ulteriormente i messaggi, alimentando un clima di apprensione», scrive. «È fondamentale che la comunità scolastica mantenga un atteggiamento responsabile e consapevole – gli fa eco la dirigente del “Natta”, Savia Nardone nella lettera inviata ai genitori della scuola –. Invito gli studenti a non alimentare il passaparola e a non condividere messaggi non ufficiali».
Non solo, Nardone si rivolge anche ai genitori: «Fondamentale è il loro ruolo nell’accompagnare i ragazzi nell’utilizzo consapevole degli strumenti digitali. Invito i genitori a prestare attenzione all’uso delle chat di gruppo e dei social dei figli. Una vigilanza attenta da parte degli adulti è uno strumento essenziale per prevenire situazioni problematiche. La scuola continuerà a svolgere il proprio compito educativo e formativo, mantenendo alta l’attenzione perché nessuno studente si possa sentire intimidito, condizionato o privato della possibilità di partecipare serenamente alla vita scolastica», conclude Nardone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA