«Lupi e orsi, numeri sottostimati». In un anno 78mila euro di rimborsi
IL REPORT. I danni anche di nutrie e cinghiali. Nelle ultime settimane 15 predazioni a Taleggio. Incontro a Nembro
«Le migliaia di segnalazioni e lamentele ricevute da cittadini, agricoltori e gestori del territorio indicano che il fenomeno è ben più diffuso e impattante di quanto documentato ufficialmente». Così Carlo Bravo, vicepresidente della Commissione agricoltura (FdI) della Regione, commenta i risultati emersi dalla ricerca di Polis sulla presenza dei grandi predatori e delle specie invasive nella nostra regione.
«Dati sottostimati»
Obiettivo dello studio, promosso dal Consiglio regionale, è quello di fotografare la presenza di lupi, orsi, cinghiali e nutrie sul territorio lombardo, di fare un bilancio dei danni arrecati alle attività economiche e ambientali e di fornire una ricognizione sulle misure di prevenzione e le policy adottate. «I dati (8 orsi e 50 lupi, ndr) sono sottostimati - ha detto Bravo -. Per lupi e orsi, le informazioni disponibili si basano su stime e monitoraggi incompleti, e per cinghiali e nutrie i numeri presentano intervalli molto ampi, con margini di incertezza significativi».
I numeri
Stando ai dati del documento, sul territorio lombardo vivono 8 giovani orsi maschi e una cinquantina di lupi, questi ultimi con branchi identificati nelle province di Sondrio, Brescia e Bergamo: 150mila sarebbe il numero dei cinghiali, specie che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione territoriale, favorita da ripopolamenti venatori e dall’abbandono delle aree rurali. Per quanto riguarda le nutrie, che costituiscono un’emergenza ambientale e infrastrutturale nelle aree di pianura, la stima varia tra 700mila e 2,3 milioni di individui, con impatti gravi sulla stabilità degli argini fluviali e sulle colture agricole lombarde.
Incidenti e indennizzi
Nel 2024 sono stati liquidati indennizzi per circa 78mila euro, relativi a 123 eventi predatori, in larga parte attribuiti al lupo. I danni procurati dai cinghiali alle colture sono stati stimati da Coldiretti in oltre 6 milioni di euro annui, concentrati nelle province di Pavia, Brescia e Mantova. Alle conseguenze sulle attività agricole (riso, mais e vigne), vanno poi aggiunte quelle di carattere sanitario e gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica: nel 2024 sono stati quasi 200 i sinistri e 14 le vittime. La peste suina africana, comparsa in Lombardia nel 2023, rappresenta una minaccia rilevante per la filiera suinicola regionale: nel 2025 sono stati registrati oltre 30.000 casi nei suini domestici, concentrati tra Lodi, Pavia e sud Milano.
«Per quanto riguarda il lupo e i grandi predatori, la discrepanza tra le stime e le segnalazioni quotidiane di allevatori e cittadini è evidente», commentano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi.
L’allarme in Val Taleggio
E da settimane è allarme in Val Taleggio per le predazioni di lupi: una quindicina le pecore sbranate nelle ultime settimane. «Avanti di questo passo e attaccheranno anche i vitelli. Intanto qui da noi, a Peghera, non è rimasta nemmeno una pecora. Servivano per tenere puliti i pascoli», commentano gli allevatori Eros ed Elio Arnoldi di Taleggio. Intanto, a Nembro, venerdì, nell’Auditorium Modernissimo, si terrà un incontro dal titolo «Il ritorno del lupo in provincia di Bergamo. Dinamiche, criticità e prospettive».
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