Negozi aperti e scuole medie in presenza
Zona arancione: le novità da domenica

In Lombardia misure allentate per commercio e scuola. Bar e ristoranti ancora chiusi. Fontana: «Ripagati i sacrifici, ma continuiamo con la massima prudenza».

Prima gli annunci, poi i provvedimenti. A parte i modi della comunicazione, che non cambiano, cambia invece la fascia di rischio della Lombardia. Da domenica 29 novembre la regione diventa zona arancione, con l’allentamento di alcune delle restrizioni in vigore dal 6 novembre, quando era stata dichiarata rossa. Si scioglie così il braccio di ferro tra il Pirellone e il governo, al termine di 48 ore ad alta tensione sull’asse Milano-Roma.

L’annuncio

Alle 15,06 di venerdì 27 novembre è il governatore Attilio Fontana a dare l’annuncio su Twitter: «Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisione del governo». Si attendeva la conferma del premier Giuseppe Conte, e soprattutto la data di entrata in vigore delle nuove misure (sabato o domenica?). Il governo era alle prese con l’analisi del nuovo report dell’Istituto superiore di sanità sulla situazione Covid in Italia: i famosi 21 parametri - dalla diffusione dei contagi allo stress del sistema sanitario - sulla base dei quali si stabiliscono i colori (rosso, arancione, giallo) dei territori. Si prende atto che l’Rt (l’indice di trasmissione) è in calo un po’ ovunque (sotto il campanello d’allarme dell’1,25). L’orizzonte è il nuovo Dpcm (quello attuale scade il 3 dicembre) che deve delineare lo scenario nazionale, in vista delle festività. Passano le ore, e non arriva nessuna news ufficiale. È quindi ancora il governatore Fontana a prendere la parola. Poco dopo le 18 compare davanti ai microfoni e chiarisce: «La zona arancione per la Lombardia è stata dichiarata oggi (venerdì 27 novembre, ndr); domani (cioè sabato 28 novembre) sarà pubblicata l’ordinanza del ministero della Salute sulla Gazzetta Ufficiale e poi, per una questione tecnica, sarà in vigore da domenica (ovvero domani)». Ringrazia i lombardi per «il comportamento serio e il rispetto delle norme» che ha portato al miglioramento della curva epidemiologica, ma mette in guardia: «Il virus c’è ed è ancora pericoloso. Dobbiamo ribadire, sottolineare e insistere - ha rimarcato - che quei comportamenti attenti, rispettosi delle regole, del distanziamento, dell’uso della mascherina, del lavaggio delle mani devono essere ancora mantenuti. Bisogna far capire ai cittadini che non è iniziata la stagione del “liberi tutti”».

In serata di venerdì una nota conferma che «il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà una nuova ordinanza con cui dispone l’area arancione per le regioni Lombardia, Calabria e Piemonte, e l’area gialla per Liguria e Sicilia. L’ordinanza sarà in vigore dal 29 novembre». Le novità riguardano soprattutto il commercio, la scuola e gli spostamenti.

Cosa cambia

Un sospiro di sollievo per i negozianti (3 mila quelli che erano in attesa in Bergamasca), ai nastri di partenza dello shopping natalizio. Il provvedimento, infatti, allenta le disposizioni soprattutto per il commercio, togliendo i limiti ai beni vendibili. Da domenica 29 novembre potranno riaprire tutte le categorie, ovviamente nel rispetto delle norme anti Covid. Fanno eccezione gli esercizi (tranne farmacie, edicole e tabaccherie) che si trovano nei centri commerciali, per i quali continua l’obbligo di chiusura nei giorni festivi e prefestivi. Da lunedì, invece, anche nella grande distribuzione potranno rialzarsi le serrande. Resta invece in vigore lo stop per bar e ristoranti, che potranno effettuare solo la vendita d’asporto (dalle 5 alle 22) e la consegna a domicilio (senza limiti d’orari). Riaprono anche le estetiste.

Novità anche per quanto riguarda gli spostamenti: per muoversi nel proprio comune non sarà più necessaria l’autocertificazione, si potrà circolare liberamente, anche se è sempre raccomandato limitare le uscite. Servono invece valide motivazioni (lavoro, salute), e quindi l’autocertificazione, per uscire dai confini comunali d’appartenenza. L’altro fronte - e qui sono le famiglie a sentirsi un pochino più sollevate - è quello della scuola: con la zona arancione potranno tornare in presenza gli studenti di seconda e terza media. Il capitolo istituti superiori, invece, tocca al prossimo Dpcm. Uno dei nodi che il governo dovrà sciogliere. Anche se sembra prevalere la linea della prudenza, con il ritorno sui banchi non prima di gennaio.

Le reazioni

Prudenza è anche la parola d’ordine del presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli. Tra i primi a valutare la richiesta di allentamento dei paletti per la Bergamasca (dove in questa seconda ondata i dati epidemiologici sono stati più confortanti), fa comunque presente che il passaggio in arancione non equivale a un «liberi tutti». «Dopo l’incontro con le associazioni di categoria, e sulla scorta dello studio dell’Università, auspicavamo questo provvedimento. È un segnale positivo, sia per le attività commerciali sia per le famiglie, un altro tassello per il ritorno alla normalità. Ma non abbassiamo la guardia», è il suo invito. Anche il sindaco Giorgio Gori fa appello «a gestire bene questa fase», ma condivide la soddisfazione per il risultato: «Ci tenevamo a riaprire già da sabato, ma rispetto alle previsioni - si parlava del 3 dicembre - , sindaci e Regione sono riusciti a far valere l’automatismo dei parametri, non solo quando la situazione epidemiologica peggiora ma anche quando migliora. Se continueremo con i comportamenti attenti, si prospetta un dicembre più incoraggiante di quello previsto».

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