Cronaca / Bergamo Città
Martedì 06 Gennaio 2026
Nel 2025 oltre mille chiamate ai centri antiviolenza. Giovedì il presidio in centro
L’APPUNTAMENTO. Giovedì alle 18 saranno presentati i due cartelli che saranno posizionati in largo Rezzara e in piazzale Marconi a Bergamo.
Sono state 1.029, nel 2025, le chiamate ai centri antiviolenza di Bergamo e provincia. Tra richieste esplicite di aiuto o anche solo di informazioni, provenivano da persone, specialmente donne, alle prese con problemi di violenza, abusi o maltrattamenti legati alla sfera sessuale. Il dato è il riflesso, sul territorio, di un fenomeno diffuso nella società.
Per prenderne le misure e contrastarlo, invocando un’azione ampia e articolata, capillare, da parte di tutti, a partire dalla scuola e dai luoghi di lavoro, si terrà giovedì, alle 18, come sempre in largo Rezzara, il primo presidio mensile del 2026 della Rete bergamasca contro la violenza di genere. L’appuntamento sarà l’occasione per mostrare al pubblico uno dei due cartelli che saranno posizionati in città grazie al coinvolgimento dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Bergamo. Il primo sarà messo proprio in largo Rezzara.
Il secondo in piazzale Marconi. Saranno una presenza fissa utile a riportare i contatti per chiedere aiuto come l’1522 (il numero nazionale gratuito, attivo 24 ore su 24, contro violenza e stalking) e i recapiti telefonici del Centro Anti Violenza di Bergamo (389-6177714). Ma sarà l’occasione, anche, per approfondire dati preoccupanti. A novembre, l’Istat ha pubblicato l’ultima indagine sulla violenza contro le donne elaborata secondo le disposizioni della legge 53 del 2022.
In base al rilevamento, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%), le donne italiane dai 16 ai 75 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il numero di violenze fisiche o sessuali, provenienti spesso dal partner o dall’ex partner (coinvolto in oltre il 50% dei casi) o da familiari e conoscenti, è sostanzialmente stabile, avverte l’istituto di statistica. Accanto alle statistiche ci sono poi i dati reali.
A livello italiano, l’ultimo rilevamento disponibile dell’osservatorio nazionale di «Non una di meno» segnalava alla fine dello scorso novembre 81 femminicidi, a cui si aggiungono almeno 70 tentati femminicidi e i suicidi indotti di 3 donne, 2 persone trans, 1 persona non binaria e un ragazzo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA