Pellegrinaggio pastorale: «Un tempo fecondo per la città»
L’ULTIMA TAPPA. Il cammino del Vescovo tra le comunità della Diocesi culmina nel capoluogo. Toccherà 31 parrocchie, per generare relazioni di prossimità contro la frammentazione.
C’è un’immagine che ha accompagnato in questi anni il cammino del Vescovo Francesco tra le valli e le pianure della terra orobica: quella del pellegrino, del pastore che si mette in cammino e incontra le comunità «là dove la vita accade» tra fatiche e speranze. Ora, quel lungo viaggio iniziato nel 2021, che ha raggiunto tutti gli angoli della Diocesi, arriva alla sua ultima tappa, forse la più densa di significato: la Comunità Ecclesiale Territoriale 1 della città di Bergamo. È bene, per una volta, scorrere l’elenco delle 31 parrocchie del capoluogo, sapendo che dietro ad ogni nome si trovano storie diverse di laici e sacerdoti, che vivono la loro fede dentro la frenesia della città: Sant’Alessandro in Cattedrale, Boccaleone, Santa Grata in Borgo Canale, Sant’Anna in Borgo Palazzo, Campagnola, Castagneta, Celadina, Colognola, Fontana, Grumello del Piano, Longuelo, Loreto, Santa Croce della Malpensata, San Gregorio Barbarigo al Monterosso, Redona, Sacro Cuore, Sant’Alessandro della Croce, Sant’Alessandro in Colonna, Sant’Andrea, Sant’Antonio di Padova in Valtesse, Santa Caterina, San Francesco di Assisi, San Giuseppe, Santa Lucia, Santa Maria al Bosco, Santa Maria Immacolata delle Grazie, San Paolo Apostolo, Santa Teresa di Lisieux, San Tomaso Apostolo, Valtesse e Valverde.
La tappa cittadina è il compimento di un mosaico di incontri che ha cercato di rilanciare il volto di una Chiesa «fraterna, ospitale e prossima». Per prepararsi a questo appuntamento, i preti delle tre Fraternità Presbiterali della città hanno vissuto mesi di intenso confronto: non un semplice esercizio di segreteria, ma un’operazione di «profondo ascolto» del tessuto sociale, in cui le parrocchie – chiese tra le case – operano. Essi consegneranno al Vescovo una sintesi del lavoro fatto, che è insieme una diagnosi e un sogno: il ritratto di una Chiesa che riconosce i propri «semi di generatività», senza nascondere le ferite della stanchezza e del bisogno di cambiamento.
Immaginando la Bergamo del 2035
La città che attende il Vescovo è un organismo complesso: i dati emersi dal percorso di formazione parlano di 30.000 anziani su un totale di circa 122.000 abitanti, di un 46% di famiglie composte da una sola persona, che in alcune zone supera il 50%, e di disuguaglianze crescenti tra i quartieri. È una «città di chiese» che sente l’urgenza di trasformarsi in «Chiesa per la città». I sacerdoti hanno lavorato su quattro tematiche, immaginando la Bergamo del 2035: una comunità dove i laici sono autenticamente corresponsabili e dove la frammentazione parrocchiale cede il passo ad una «pastorale d’insieme» fatta di poli tematici e fraternità vissute.
Incontri e riflessioni
Il calendario della visita di mons. Beschi riflette perfettamente la volontà di intercettare la vita reale: non solo momenti liturgici e di preghiera, che pur non mancheranno, ma anche incontri con le realtà che animano il tessuto urbano. Allo storico oratorio dell’Immacolata, il Vescovo conoscerà le équipe educative degli oratori della città; all’oratorio di Loreto si intratterrà con le famiglie e alla Scuola Primaria Caterina Cittadini, dialogherà con il mondo della scuola: incontri orientati alla dimensione personale, più che ai luoghi fisici. Un momento di particolare rilievo sarà l’incontro con le comunità cattoliche di altre nazionalità, segno di una città sempre più plurale, dove la fede parla lingue diverse. Non mancherà infine l’attenzione a tutti coloro che si prendono cura della fragilità presso la Fondazione Carisma e alle reti di quartiere della città a Boccaleone.
Monsignor Beschi arriva dunque in una città dove la comunità cristiana si interroga sul proprio futuro, consapevole di essere «minoranza» e custodendo l’ambizione di restare «sale e lievito»
I sacerdoti, ai quali il Vescovo dedicherà momenti di formazione e di incontro sia comunitario che personale, hanno parlato di «semi che germogliano», laddove la collaborazione tra parrocchie vicine, nata da bisogni concreti, ha superato personalismi e campanilismi. Essi hanno inoltre messo in luce la fatica di diversi oratori, spesso bisognosi di una regia educativa condivisa, e la necessità di ripensare con coraggio l’iniziazione cristiana, che i ragazzi faticano a sentire vicina ai loro linguaggi. Accanto a tutto ciò, è emersa anche la richiesta di una «cura del vissuto dei preti».
Guardando al futuro
Mons. Beschi arriva dunque in una città dove la comunità cristiana si interroga sul proprio futuro, consapevole di essere «minoranza» e custodendo l’ambizione di restare «sale e lievito». La visita pastorale sarà occasione per alimentare questo «sogno condiviso»: passare dalla parrocchia percepita come «erogatrice di servizi» ad una «comunità corresponsabile» che sappia comunicare la fede anche oggi, partendo dai più giovani, dagli universitari e da chi vive la solitudine dei condomini. La presenza del Vescovo sarà dunque un passaggio significativo per l’intera città di Bergamo, mostrando che il Vangelo può contribuire a realizzare una città più accogliente, capace di contrastare la frammentazione e la solitudine, generando relazioni di prossimità e percorsi di umanizzazione. Il Pellegrinaggio Pastorale sarà un tempo fecondo che porterà le parrocchie a rileggere, insieme al proprio Vescovo, le pratiche pastorali in chiave missionaria, e offrire luoghi di incontro, ascolto e senso dentro le complesse dinamiche della vita urbana.
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