«Per lui l’istruzione era vitale». Si è spento il preside Antonio Stranieri

IL LUTTO. Ha vissuto la scuola di una volta, quella fatta di poca burocrazia, perché più importante era la forza educativa e pedagogica esercitata anche da quelli che una volta erano chiamati «presidi» e non, come oggi, dirigenti scolastici.

Il lutto

Si è spento Antonio Stranieri, 103 anni, storico preside di quella che, fino alla fine degli anni ’90, era la scuola media «Gioele Solari» di Albino, oggi Istituto comprensivo. Era nato il 19 ottobre del 1922 in provincia di Taranto, a Manduria. È stato preside nella provincia di Taranto, quindi di Lecce, per poi arrivare a Varese.

E alla fine degli anni ’80 si è trasferito a Bergamo per assumere l’incarico di preside ad Albino, dove è rimasto per il resto della sua carriera. «La sua presidenza fu una delle più lunghe durante gli anni ’80 e una delle più serene – ricorda il suo vicepreside di allora, Angelo Calvi –. Assumeva con responsabilità il suo compito e il suo motto, pronunciato con saggia ironia, era “allora tutto a posto e niente in ordine”. In tempi in cui era ancora lontana l’idea del preside “dirigente”, era convinto di quella che doveva essere la funzione pedagogica del dirigente scolastico, ben lungi dall’essere paragonata a quella di un dirigente di un’azienda».

A conferma di un modo più semplice, ma forse più efficace, di vivere la scuola e la comunità che le ruota intorno, un esempio: «Quando il presidente del complesso bandistico di Albino gli chiese la disponibilità di un locale nella scuola – racconta Calvi –, senza alcuna richiesta scritta portò la richiesta al Consiglio di Istituto e la fece approvare, con concessione dei locali da parte del sindaco Renzo Testa». «Molto legato al suo lavoro – dice la figlia Annarita –.

Concepiva la scuola come istituzione essenziale per l’educazione e la formazione dei ragazzi. Ha amato la vita, coltivando molti interessi come la storia, in particolare quella del Novecento, la musica lirica e la storia dell’arte. Un papà sempre presente e affettuoso e ha assistito con amore, fino alla fine, la moglie Anna, con cui ha convissuto per più di 60 anni in armonia e serenità». I funerali si sono svolti martedì 3 marzo nella chiesa di Santa Caterina.

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