Permessi di soggiorno a Bergamo: 414 revoche dall’inizio dell’anno
I DATI. Dall’inizio del 2026 sono stati rilasciati 1.215 permessi di soggiorno per richiesta asilo, mentre 414 provvedimenti di revoca sono stati adottati a seguito del venir meno dei presupposti previsti dalla normativa.
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La Questura ha fornito i dati delle revoche dei permessi di soggiorno in Bergamasca. Le revoche sono conseguite sia alle decisioni della Commissione territoriale competente sia agli accertamenti effettuati presso i domicili dichiarati dai richiedenti asilo. In diversi casi, le verifiche hanno infatti consentito di riscontrare l’irreperibilità degli interessati.
Protezione internazionale, inoltrate 26 proposte di revoca
L’attività di controllo riguarda anche i cittadini stranieri ai quali è già stata riconosciuta una forma di protezione internazionale. Quando emergono condanne per reati o altre circostanze rilevanti ai fini del mantenimento dello status, l’Ufficio Immigrazione procede alle valutazioni di competenza e, nei casi previsti, segnala la posizione alla Commissione Nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale.
In questo ambito, sono state inoltrate 26 proposte di revoca dello status, riferite a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato, a situazioni connesse a motivi di ordine pubblico o a casi di rientro nel Paese di origine. Non si tratta, dunque, di revoche già definitive: la decisione finale spetta alla Commissione Nazionale, chiamata a valutare ogni singola posizione nel rispetto della normativa vigente.
Immigrazione irregolare: tre espulsioni e due trasferimenti nei Cpr
Parallelamente prosegue l’attività di contrasto all’immigrazione irregolare. Nell’ultima settimana tre cittadini stranieri sono stati espulsi. Uno di loro, arrestato l’11 ottobre per spaccio di sostanze stupefacenti, è stato rimpatriato dopo il giudizio per direttissima. Gli altri due erano stati arrestati per il possesso di documenti falsi.
Nello stesso periodo, altri due cittadini stranieri irregolari sono stati accompagnati nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Il primo aveva precedenti per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, mentre il secondo era stato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti.
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