Polo della salute, a Bergamo l’ex Matteo Rota cambia volto

Asst Papa Giovanni. Nel vecchio padiglione «Daina» una Casa di Comunità: gara d’appalto entro l’estate.

«È un progetto a cui teniamo molto: significa realizzare un nuovo modello di sanità al centro della città. In un luogo, peraltro, che conserva, ed è un punto su cui abbiamo sempre tenuto la posizione, la sua destinazione a servizio sanitario. La fase di progettazione è al termine, entro l’estate partiranno le gare d’appalto, contiamo in autunno di partire con i lavori». E in un anno di cantiere, sottolinea Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIIII, l’ex «Matteo Rota» cambierà volto. Il primo passo sarà appunto quello di aprire la Casa di Comunità nel padiglione «Daina», il primo che si incontra dopo l’ingresso.

Questo della Casa di Comunità al «Matteo Rota» è uno degli interventi in linea con il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza grazie al quale l’Asst Papa Giovanni può contare su circa 12 milioni di euro per l’attivazione di 6 case di comunità: una avviata in Borgo Palazzo, l’altra a Sant’Omobono, quella aperta a Villa d’Almé, una quarta appunto al Matteo Rota e l’ipotesi della quinta in via dei Ghirardelli sempre a Bergamo e una sesta a Zogno, più l’ospedale di comunità nel presidio di San Giovanni Bianco (dove sono già stati attivati 10 letti di degenza).

Il piano complessivo per il «Matteo Rota», oltre la Casa di Comunità, è di più ampio respiro: ipotizza una completa ristrutturazione del padiglione Mazzoleni e dell’area del Laboratorio Lanzani, con la realizzazione di una «stecca» per gli ambulatori dei medici in libera professione e per razionalizzare servizi per la salute mentale, liberando il Cps di via Tito Livio (oggi in locali in affitto), più un parcheggio multipiano interrato, necessario in una zona così centrale. «Il progetto, va rimarcato, è compatibile con l’attuale Pgt», sottolinea la dg Stasi.

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