Pronto soccorso: al «Papa Giovanni» 140 accessi al giorno, 40 per Covid

Cosentini, direttore Centro Eas: siamo sotto stress. «Lavoriamo su due binari. Per i contagiati area con 12 letti, sempre pieni».

Pronto soccorso: al «Papa Giovanni» 140 accessi al giorno, 40 per Covid
Il Pronto soccorso del «Papa Giovanni»
(Foto di Bedolis)

«Non uso giri di parole: siamo sotto stress, lavoriamo su un doppio binario, per i casi Covid e quelli non Covid, su un numero complessivo di accessi ormai tornato a livelli prepandemici. E il personale è sempre quello, siamo davvero in sofferenza». Roberto Cosentini, direttore del Centro Eas, Emergenza alta specializzazione dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo fornisce anche i numeri di questa pressione sul pronto soccorso, pressione ormai generalizzata in molte strutture della Lombardia , e che negli ultimi giorni ha visto un crescendo impressionante. E non si vede la fine. «No, per il momento non credo proprio che si possa prevedere un calo di questa esplosione di positivi, certamente dovuta alla Omicron, almeno fino alla fine di gennaio – sottolinea Cosentini – . Voglio essere ottimista: se guardo ai dati di Sudafrica e Gran Bretagna, dove Omicron è divampata prima che da noi, una volta arrivati al picco, i contagi dovrebbero crollare rapidamente così come sono saliti. Ma sono solo comparazioni teoriche, per il momento dobbiamo tenere duro». Esclusi gli ingressi pediatrici, ginecologici e ortopedici, al pronto soccorso generale del «Papa Giovanni» si fanno i conti con 130-140 persone in ingresso al giorno, «di cui, adesso, anche fino a 40 sono per sintomi Covid», spiega Cosentini.

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