Qualità della vita, Bergamo perde lo scettro e scende al 5° posto. Trento al top

LA CLASSIFICA. Come ogni anno i dati del Sole 24 Ore scattano una fotografia sulla qualità della vita delle città italiane. L’anno scorso Bergamo era in vetta, quest’anno è stata sorpassata da Bologna, Udine, Bolzano e Trento che è in vetta.

Bergamo

Bergamo perde il primato nella classifica 2025 della qualità della vita delle province italiane stilata come ogni anno dal Sole 24 Ore. Tra le 107 province italiane analizzate, l’indagine ha preso in considerazione 90 indicatori statistici forniti da fonti certificate che misurano il benessere del territorio italiano.

Due conferme per il settore «Affari e lavoro»: Milano è prima e le province del Centro-Nord che fanno capo alle città più grandi si esprimono al meglio, con Bologna terza, Roma settima, Firenze nona e Torino decima. In questo settore Bergamo ha una nota di merito: ha il tasso di disoccupazione giovanile più basso a livello nazionale: la nostra città è prima con il 3,4% e Vibo Valentia finisce ultima con una quota che supera il 50 per cento.

E poi: Brescia è la città più sostenibile, sul podio anche Treviso e Bergamo che conferma la sua terza posizione rispetto a un anno fa. Nella sezione Cultura e tempo libero, invece, è 34esima ma quarta nell’indice di sportività.Scende il parametro sicurezza, dove la nostra città non va oltre il 24esimo posto.

Top ten nel nord Italia

Nella top ten trionfa il Nord con Bologna quarta e Milano ottava, ma anche con province di piccola taglia come Bergamo (quinta, vincitrice nel 2024), Treviso (sesta, con il record di posizioni risalite: +18), Verona (settima ), Padova (nona, che ritorna tra le prime 10 dopo 30 anni di assenza) e Parma (decima ).

In generale risalgono le grandi città metropolitane: solo due su 14, Bari e Catania, calano di posizione rispetto all’indagine dell’anno scorso, Roma guadagna 13 posizioni rispetto all’edizione 2024 arrivando 46/a. Genova sale di 11 gradini arrivando al 43° posto, Torino sale di una posizione (57ª).Firenze è stabile al 36/o posto. La competitività di questi territori sul piano degli affari e del lavoro, ma anche l’attrattività su quello degli studi e dell’offerta culturale, contribuiscono dunque a mitigare la presenza di disuguaglianze accentuate che rende queste aree più esposte alla polarizzazione interna.

Il Sud rimane in coda con Cagliari al 39esimo posto prima provincia meridionale per piazzamento ( sale di cinque posizioni) e Reggio Calabria ultima classificata,ultima per il secondo anno consecutivo.. Bari è 67/a (in calo di due posizioni), Messina 91/a, Catania 96/a, in calo di 13 posizioni), Palermo 97/a e Napoli 104esima.

Il commento della sindaca Elena Carnevali

«Bergamo e la sua provincia si confermano ancora una volta ai vertici: quinti su 107 capoluoghi di provincia e primi in Lombardia. Un risultato che testimonia la solidità del nostro territorio e la capacità di mantenere alta la qualità della vita in modo stabile e continuo». E aggiunge: «Questo posizionamento riconosce il valore di un impegno condiviso, che ha coinvolto istituzioni, imprese, terzo settore, mondo educativo e ospedaliero ma, soprattutto, le cittadine e i cittadini che ogni giorno contribuiscono, con il proprio lavoro e la propria partecipazione a costruire una città attenta, inclusiva e proiettata al futuro».

«È il risultato di politiche pubbliche coerenti, di amministrazioni solide e di comunità che hanno saputo affrontare le trasformazioni con responsabilità e collaborazione»

«Bergamo e la sua provincia si distinguono in alcuni indicatori della classifica della “Qualità della Vita” de “Il Sole 24 ore” per una crescita importante nell’area affari e lavoro per tasso di disoccupazione giovanile, start up innovative, attenzione all’ambiente (e un terzo posto raggiunto nella classifica Ecosistema urbano di Legambiente), qualità della vita delle donne, qualità dei servizi, confermando anche quest’anno l’inesistenza dell’emigrazione sanitaria. È il risultato di politiche pubbliche coerenti, di amministrazioni solide e di comunità che hanno saputo affrontare le trasformazioni con responsabilità e collaborazione».

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