(Foto di Bedolis)
CITTÀ ALTA. Lavori sulle pavimentazioni ammalorate per 200mila euro. E il sentiero del Lavanderio verso la riapertura: «Ma non quest’estate».
Lettura 2 min.Pietre frantumate dal passaggio delle auto, rappezzi di asfalto, acciottolato sconnesso, situazioni «precarie» che il Comune andrà a sanare con lavori mirati, nel «classico» pacchetto di interventi estivi per la conservazione e la tutela dei percorsi di Città Alta e Colli. Parliamo di via al Castello, via San Vigilio e via Borgo Canale, percorsi utilizzati dai turisti e dai cittadini per fare due passi e godere del panorama.
I tre «mini» cantieri, di tipo conservativo, cubano oltre 200mila euro, operazioni che prenderanno il via a breve, sfruttando la stagione estiva. «Sono necessari perché la pavimentazione si presenta ammalorata – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota –. L’impresa è già stata individuata, lavorerà su tre punti specifici. Tra le strade interessate c’è anche via al Castello che costeggia la funicolare di San Vigilio e conduce al parco e al castello, un percorso particolarmente utilizzato dai turisti che viene così messo in sicurezza, la situazione al momento non è agevole».
Le criticità sulla pavimentazione di via al Castello erano state segnalate anche in Consiglio comunale (con un’interrogazione a firma di Alessandro Carrara, Lega), una serie di interventi posticci realizzati nei mesi scorsi per mettere in sicurezza la zona, molto utilizzata per l’accesso alla storica funicolare e per raggiungere il castello e il punto panoramico (proprio in quel tratto di strada un turista era caduto, denunciando l’accaduto all’amministrazione comunale). Nella zona di San Vigilio gli uffici hanno messo a punto due interventi. Il primo, si diceva, in via Castello, con il rifacimento completo della strada, dalla chiesa di San Vigilio e fino al parcheggio del parco.
E ancora la via San Vigilio, a partire dal parcheggio accanto alla chiesa e fino all’incrocio con via Sudorno (poco dopo, c’è Porta Sant’Alessandro). L’ultimo intervento in via Borgo Canale, dall’incrocio con via Tre Armi (superata Porta Sant’Alessandro) e fino al civico 41, dove la vecchia strada incontra via Costituzione, a pochi passi dalle piscine Italcementi. Spiegano gli uffici: «È prevista la messa in sicurezza di percorsi pedonali e dei rilevati stradali, i camminamenti laterali costituiti da file di pietre presentano pietre sconnesse, sollevate o mancanti. La carreggiata stradale rivestita in acciottolato, presenta una situazione molto precaria con zone ammalorate e ampie superfici con materiale mancante che creano irregolarità e potenziali pericoli per i veicoli e i pedoni. L’intervento garantirà il ripristino della pavimentazione storica in acciottolato e del passaggio pedonale in pietra, preservandone il valore estetico e funzionale, e migliorando la sicurezza». Le tre strade si trovano nel tessuto «della città antica consolidato e urbanizzato da tempo». Per le vie San Vigilio e al Castello è stato necessario ottenere il placet della Commissione Paesaggio del Comune e del Parco dei Colli di Bergamo, nonché il via libera della Soprintendenza.
Sempre sui Colli si sta sbloccando una situazione ferma da anni, con la riapertura, nei prossimi mesi, del sentiero del Lavanderio. Una vicenda articolata, con una prima chiusura a causa di uno smottamento, circa dieci anni fa. Nel frattempo il Comune era intervenuto sistemando un primo tratto di 270 metri di strada (che collegano via generale Marieni a via Lavanderio, così denominata per la presenza di un vecchio lavatoio all’incrocio con via Astino). Poi, a settembre 2024, con l’alluvione, una seconda frana. Ora, pare che il Comune abbia trovato l’accordo con i proprietari dei terreni dissestati. «Il primo privato è già intervenuto sistemando il suo muretto – fa il punto l’assessore Rota –. Il secondo privato ha ritirato la settimana scorsa l’autorizzazione del Parco dei Colli per poter procedere, ora deve presentare richiesta al Comune. Per quanto ci riguarda, abbiamo già mandato dei tecnici a fare alcune prove geologiche nel punto di nostra competenza, contiamo di intervenire nel giro di un mese. Mi sarebbe piaciuto riaprire il sentiero per l’estate, ma credo si andrà oltre».
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