Serrande alzate e pulizia al palazzo dell’Inps di Bergamo. «Un segnale di decoro»

I LAVORI. La facciata sarà ripulita e i graffiti rimossi. Dal 2022 sportelli chiusi e piano terra vuoto. L’Istituto: «Consapevoli del valore di quell’immobile».

A quasi quattro anni dalla chiusura degli sportelli aperti al pubblico, qualcosa torna a muoversi al piano terra dello stabile Inps di viale Papa Giovanni XXIII. Le saracinesche abbassate dal 2022 - quando l’Istituto completò la ristrutturazione della sede di viale Vittorio Emanuele II, accorpandovi anche gli uffici che si trovavano all’angolo tra viale Papa Giovanni e via Angelo Maj - si sono di nuovo sollevate. Non si tratta di una riapertura, ma di un primo segnale visibile in un edificio che, da allora, è rimasto in gran parte vuoto.

Piano terra chiuso da anni

Lo stabile non è mai stato completamente dismesso. Al secondo e terzo piano continuano a operare alcuni uffici con funzioni istituzionali, tra cui i servizi di vigilanza ispettiva e il cosiddetto «Polo Svizzera», dedicato alle convenzioni con i lavoratori frontalieri. Ma il piano terra, quello più esposto sulla strada e sul passaggio pedonale, è rimasto chiuso per anni, contribuendo a dare un’immagine di abbandono in uno dei tratti più delicati del centro cittadino. Le vetrine, un tempo animate dal via vai degli utenti, hanno riflesso a lungo solo il passaggio dei bus e il flusso dei pendolari dietro alle pesanti inferriate abbassate. Nei prossimi giorni la facciata sarà ripulita e i graffiti rimossi, un intervento minimo ma necessario per restituire un primo segnale di cura.

«Restituire decoro a contesto di valore»

Da parte dell’Inps, al momento, non sono in programma progetti di riqualificazione complessiva né ipotesi di vendita dell’immobile. L’Istituto fa sapere che «non sono previsti assetti diversi», ma che c’è l’impegno «a dare un segnale, restituendo decoro a un contesto urbano di valore», nella consapevolezza «dell’importanza dell’immobile e della zona in cui si trova». La riapertura delle saracinesche va letta in questa direzione: non una nuova funzione già definita, ma un tentativo di attenuare l’effetto di vuoto e di abbandono che negli ultimi anni ha inciso, e non poco, anche sulla percezione di sicurezza.

Il tema del degrado

Il tratto destro di viale Papa Giovanni, guardando verso Città Alta, è storicamente meno vivace rispetto al lato opposto, più ricco di esercizi commerciali e dunque più frequentato anche dai pedoni. Negli ultimi anni quell’area è finita più volte al centro del dibattito pubblico per episodi di degrado e microcriminalità. Proprio davanti alle vetrate dell’ex sede Inps il Comune, alcuni mesi fa, ha rimosso le panchine dove si segnalavano bivacchi ricorrenti. A due passi, anche la Galleria Fanzago - che collega viale Papa Giovanni a via Angelo Mai - è stata oggetto di un lungo confronto tra l’amministrazione comunale e i residenti. Nel 2025 gli inquilini dello stabile hanno scelto la chiusura notturna del passaggio, diventato negli ultimi tempi rifugio, soprattutto la notte, per un numero crescente di persone senza fissa dimora. Una decisione maturata in un contesto già sensibile anche per la vicinanza con piazzale degli Alpini, a sua volta interessato da interventi di delimitazione con una cancellata per contenere situazioni problematiche nelle ore serali.

Un primo passo

In questo quadro, l’intervento al piano terra dell’edificio Inps assume un valore che prescinde dall’aspetto puramente funzionale. Non c’è, almeno per ora, un progetto definito per il riutilizzo degli spazi: come detto, l’Istituto mantiene la proprietà dei locali e non ha indicato una futura destinazione. Tuttavia, riaprire le saracinesche e rendere visibile un’attività, seppur limitata, rappresenta un primo passo per contrastare l’immagine di abbandono. Un gesto minimo, ma sufficiente a suggerire che la scena, forse, non resterà immobile per sempre: luci accese, qualche movimento, un accenno di presenza che rompe la continuità del silenzio e che potrebbe servire come deterrente per episodi di vandalismo che pure si sono già registrati negli anni passati.

Il tema resta quello di un equilibrio complesso tra funzioni pubbliche, presidio urbano e qualità dello spazio. Se oggi non si intravedono progetti di rilancio, il segnale inviato dall’Inps va nella direzione di una maggiore attenzione al decoro, in un’area che da tempo fatica a trovare una propria vitalità stabile.

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