Cronaca / Bergamo Città
Giovedì 22 Gennaio 2026
Settimana corta, polemica all’Agrario, gli studenti: «Difficoltà con i trasporti»
LA PROTESTA. Un referendum tra la componente studentesca ha visto prevalere (di poco) i no alla settimana corta. Il dirigente: cambiamento nato proprio da continue richieste di uscita anticipata il sabato.
C’è dissenso da parte della componente studentesca dell’Iis «Rigoni Stern» (l’agrario) dopo la recente approvazione della cosiddetta «settimana corta» a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Al centro della contestazione l’esito della consultazione online. Tra gli studenti che hanno partecipato al voto, il NO (49,16%) ha superato il SÌ (47,27%). Nonostante ciò, la decisione finale è arrivata, basandosi sui voti favorevoli di genitori e personale scolastico. Secondo gli studenti, le criticità sono numerose.
Il referendum degli studenti
La prima riguarda quello che definiscono un vero e proprio «cambio in corsa»: chi si è iscritto al Rigoni Stern lo ha fatto valutando trasporti e organizzazione familiare sulla base di un orario distribuito su sei giorni. Modificare l’assetto a percorso già avviato, sostengono, rompe il patto formativo. Alcune famiglie, raccontano, starebbero valutando il trasferimento in altri istituti. Il nuovo orario prevede due giorni a settimana con uscita alle 14.35 e «per circa un centinaio di studenti questo significherebbe perdere le coincidenze dei mezzi pubblici e rientrare a casa a orari incompatibili con lo studio e le attività sportive pomeridiane». Il nodo è soprattutto per i «pendolari delle Valli». La proposta degli studenti è applicare la settimana corta solo alle future classi prime. In assenza di un passo verso di loro, la componente studentesca annuncia la possibilità di una mobilitazione.
Le rassicurazioni del dirigente
Interpellato sulla vicenda, il dirigente scolastico Carmelo Scaffidi ha espresso «non poca delusione» per la bassa partecipazione alla consultazione e per le proteste: «In tre giorni di votazione online, su quasi 2.500 tra genitori e studenti, in 1.500 non hanno nemmeno votato, come a indicare che non sia un tema di interesse». Il dirigente ha anche ribadito che il 52% dei genitori votanti si è espresso a favore e che la decisione è stata «ponderata e molto pensata». Scaffidi ha spiegato che uno dei motivi principali del cambiamento è legato alle numerose richieste di uscita anticipata specialmente il sabato, spesso per ragioni di trasporto o attività sportive.
«Abbiamo ritenuto fosse arrivato il momento di mettere mano all’orario – ha dichiarato – eliminando il sabato e inserendo due giorni con uscita alle 14.35, mentre negli altri giorni si uscirà alle 13.40». Pur riconoscendo che «esiste una sacca di studenti che avrà difficoltà con i trasporti», il dirigente assicura che la scuola interverrà caso per caso: «Nessuno studente verrà lasciato solo». Il dirigente ha anche anticipato che a fine mese ci sarà un’ulteriore riunione del Consiglio di istituto per spiegare a studenti e famiglie l’iter che ha portato alla decisione.
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