Si è spento Carlo Bianchi: «Un fuoriclasse nell’etica»
IL LUTTO. In oltre 60 anni d’attività ha dato lavoro a centinaia di dipendenti. È morto mercoledì 20 maggio il titolare dell’azienda di fornitura di apparecchi elettromedicali. Sabato alle 11 i funerali.
Lettura 1 min.In oltre 60 anni d’attività ha dato lavoro a centinaia di dipendenti. Prima di tutto però li ha sospinti nella crescita come persone, fino a creare attorno a sé e all’azienda quella che tanti definiscono «una seconda famiglia». L’eredità di Carlo Bianchi, titolare dell’omonima società di fornitura di apparecchiature elettromedicali del settore ospedaliero, è nei sorrisi di chi in questi giorni è passato a dargli l’ultimo saluto nell’azienda in largo Gemelli 8, a Redona.
Lì riposa Bianchi, che mercoledì si è spento all’età di 81 anni, circondato dall’amore della sua famiglia. «Ne era orgoglioso. Diceva sempre di essere fortunato perché aveva una bella famiglia. Di fronte a tutti i traguardi lavorativi ripeteva che il suo successo più grande era questo», dice la moglie Ornella Lavelli, che lo ricorda insieme ai figli Costantino e Beatrice e al genero Giulio Gargano. Insieme, oggi, portano avanti la «Carlo Bianchi» con i suoi circa 60 lavoratori.
«Un fuoriclasse nell’etica e nel rispetto delle persone, principi che metteva davanti a tutto – spiega Gargano, marito di Beatrice e ad della società –. È stato un grande maestro e un grande uomo, dall’immensa generosità»
«Un fuoriclasse nell’etica e nel rispetto delle persone, principi che metteva davanti a tutto – spiega Gargano, marito di Beatrice e ad della società –. È stato un grande maestro e un grande uomo, dall’immensa generosità. Un punto di riferimento non solo per i dipendenti ma anche per clienti e fornitori. Per me era un secondo papà». Uomo «umile, capace di relazionarsi con tutti, sapevi di poterti sempre rivolgere a lui nei momenti di sconforto e confusione. Sapeva rimetterti sul giusto binario», lo descrive la figlia Beatrice.
Partita dalla bottega del padre Luigi in via Masone, da negozio di ortopedia l’attività si è espansa fino a rifornire non solo l’ospedale cittadino ma anche le principali strutture sanitarie sul territorio nazionale. «Da 15 anni non era più operativo, ma veniva comunque tutti i giorni in azienda. Era un gran condottiero. Ma era sereno, vedeva un gran futuro per la società – aggiunge Gargano –. La prossima settimana ci sarà un importante congresso nazionale di chirurgia, durante il quale faranno un minuto di silenzio in suo ricordo».
Segno, insomma, di quel che di buono ha seminato. «È grazie a lui se oggi ho una mia attività. Mi ha pagato alberghi e scuola perché potessi prendere il diploma di tecnico ortopedico», conclude Angelo, un ex dipendente, a nome dei tanti che hanno lavorato con Carlo Bianchi. Sabato 23 maggio alle 11 i funerali nella parrocchiale di Sant’Alessandro della Croce in via Pignolo.
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