Siccità, l’emergenza per ora è passata
METEO. Le ultime precipitazioni hanno scongiurato i razionamenti per l’agricoltura. E addio al super caldo. Reduzzi: «Ma l’acqua va conservata, vanno fatti i bacini artificiali». Sulle Orobie i laghetti sono ancora a secco.
Lettura 3 min.Ultimo colpo di coda del maltempo e fine di un lungo mese di caldo e afa. Dopo 31 giorni di temperature roventi e umidità elevata, la Bergamasca torna finalmente a respirare.
I violenti temporali che tra la mattinata e la serata di martedì hanno attraversato la provincia, hanno messo un punto fermo all’ondata di calore che si è trascinata dal 18 giugno fino a sabato scorso, senza mai una vera rinfrescata, con temperature sempre oltre i 32 gradi e punte fino a 37. Addio, quindi, ad afa: temperature ora in netto calo, anche di 10 gradi, e valori che torneranno finalmente in linea con le medie stagionali, che per fine luglio sono pari a 29 gradi di massima.
Il maltempo di martedì
Intanto martedì, però, il maltempo ha colpito ancora con forza. Una supercella temporalesca ha attraversato la Bergamasca portando raffiche di vento anche superiori ai 60 Km/h e fenomeni anche forti e grandinate, ma di breve durata, che hanno interessato diverse zone della provincia. In mattinata, i temporali più intensi si sono verificati nell’Isola, tra Sotto il Monte, Mapello, Bonate Sopra, Treviolo e Presezzo, mentre a Schilpario, in Val di Scalve, gli accumuli di grandine hanno imbiancato strade e prati.
Le previsioni per le prossime ore
«Ora le correnti più fresche hanno preso definitivamente il sopravvento e viene meno il contrasto che ha alimentato i temporali – spiega il meteorologo di 3BMeteo, Daniele Berlusconi –. Ci aspetta una seconda parte della settimana più stabile e asciutta. Le temperature minime potranno scendere fino a 15 gradi in pianura, mentre le massime si attesteranno intorno ai 29-30 gradi. Soltanto tra la serata di sabato e la prima parte di domenica il passaggio di un nuovo fronte atlantico potrebbe riportare qualche temporale, senza però il ritorno del grande caldo».
La perturbazione ha toccato la massima intensità di primo mattino: le centraline collegate al portale www.centrometeolobardo.com hanno registrato un’intensità di pioggia pari a 430 millimetri orari a Valbondione alle 6,19 e 266 millimetri orari a Schilpario qualche minuto dopo, alle 6,38; il Comune della valle di Scalve è quello, della nostra provincia, dove si sono registrati gli accumuli maggiori: da mezzanotte alle 17,30 di ieri si sono stati registrati 45,7 millimetri di pioggia.
Pioggia anche nello scorso weekend
Ma anche nel weekend ha piovuto: venerdì, dieci centimetri a Pontida (per la precisione: 101,6 millimetri); sabato, due centimetri sul Monte Farno (21,6 millimetri); domenica, praticamente nulla; lunedì, cinque centimetri a Serina (52,3 millimetri). Sono questi i valori più alti delle precipitazioni registrati dalle centraline collegate al portale www.centrometeolobardo.com: le tre distinte e successive ondate di maltempo erano state previste nel tavolo per la gestione della risorsa idrica che si era riunito giovedì scorso a Milano.
«La scorsa settimana – ricorda Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca – eravamo riusciti a trovare il modo di garantire fino a venerdì 24 luglio gli attuali livelli di approvvigionamento idrico senza ricorrere al razionamento; le piogge di questi giorni hanno cambiato in meglio lo scenario che oggi è decisamente più positivo rispetto a giovedì scorso, pur permanendo lo stato di criticità idrica».
Le piogge del weekend scorso e di questo inizio di settimana hanno bagnato i campi, ma l’apporto idrico ai laghi è stato minimo e l’altezza dell’Iseo rimane sotto lo zero idrometrico.
La situazione nei campi
Nonostante questo «per un’altra settimana siamo a posto – aggiunge Reduzzi – e garantiremo l’acqua ai campi senza riduzioni né scelte di razionamento. Abbiamo potuto chiudere gli impianti a pioggia, proprio perché i campi sono stati bagnati dall’acqua piovana, mentre le nostre rogge hanno allontanato l’acqua in eccesso: paradossalmente, tutta quest’acqua sarebbe preziosissima da trattenere e conservare, e per questo ripetiamo da tempo che è necessario “bacinizzarla”, cioè raccoglierla in bacini artificiali quando piove trovo e usarla quando c’è bisogno. Purtroppo i nostri progetti sono ancora fermi in attesa che siano finanziati».
Nelle alte valli sono stati numerosi gli episodi legati allo formazione di temporali di calore in queste ultime settimane.Ma trattandosi di fenomeni estemporanei, non legati quindi all’arrivo di perturbazioni organizzate di provenienza atlantica, il loro contributo all’incremento della portata di torrenti e dei laghetti montani risulta quasi irrilevante.
Gli effetti legati alla cronica scarsità di precipitazioni è riscontrabile un po’ ovunque muovendosi sulle nostre montagne, dove il livello di questi ultimi è in costante calo soprattutto se la loro dimensione risulta essere medio- piccola. I laghi della Cerviera, poco a monte del rifugio Curò, ne sono l’esempio lampante dove, in caso di piogge regolari, è infatti possibile contarne fino a undici, disposti su diversi livelli. In caso contrario quelli di volume inferiore sono però i primi a prosciugarsi lasciando un desolante fondo sassoso, fenomeno che nei giorni scorsi ha già interessato otto di loro.
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