Sos per il monumento di piazzale Alpini a Bergamo: «Sarà restaurato entro il 2029»
IL PROGETTO. Il monumento dedicato all’Alpino ha perso visibilità con la riorganizzazione del piazzale e l’allestimento dell’area feste. Sonzogni: «Ci auguriamo ritrovi dignità». Rota: «Interverremo in vista dell’adunata nazionale».
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Stretto tra lo spazio incontri di Nxt Station, la struttura coperta del bar e, in estate, il palco dei concerti, lo storico monumento all’Alpino nel piazzale lungo viale Papa Giovanni di fronte all’Istituto Vittorio Emanuele - da un paio d’anni circondato da una recinzione d’acciaio - è sempre più nascosto.
La concessione per la gestione dell’area, affidata al raggruppamento formato da Shining Production e Pinkbear, terminerà il 31 maggio 2027 (un nuovo bando è atteso nei prossimi mesi), ma per una riqualificazione del piazzale bisognerà guardare ancora più avanti. L’intervento, infatti, procederà di pari passo con lo sviluppo del maxi progetto di Porta Sud, che prevede anche la riqualificazione dell’attuale stazione delle Autolinee. Un orizzonte ancora lontano, dunque, mentre il monumento è tornato al centro dell’attenzione, anche di una lettera indirizzata di recente al Comune e arrivata in redazione: «Ne va di mezzo non solo l’identità degli Alpini - scrive Gianluigi Moioli, già capogruppo della sezione di Albino - ma anche quella della città, in quanto la memoria si forma soprattutto nei luoghi pubblici». Il tema non riguarda sol la manutenzione dello storico manufatto, ma il posto che gli viene riservato in uno spazio pubblico che, nel tempo, ha assunto funzioni e caratteristiche diverse.
La pulizia in primavera
In primavera il Comune è intervenuto con un’operazione di pulizia, per restituire un aspetto più decoroso al monumento in vista delle iniziative per il 105° anniversario della sezione cittadina dell’Associazione nazionale alpini, culminate con la sfilata dello scorso 13 settembre. Resta sulla carta l’impegno dell’amministrazione a procedere con un intervento
Giorgio Sonzogni, presidente Ana Bergamo: «Non siamo soddisfatti di questa situazione»
più profondo, che però non si preannuncia a breve. «Non siamo soddisfatti di questa situazione – sottolinea Giorgio Sonzogni, presidente della sezione di Bergamo dell’Ana –. Dopo alcuni incontri con il Comune abbiamo capito che dovremo avere ancora un po’ di pazienza. Ci auguriamo che nella prospettiva di Porta Sud il monumento possa finalmente ritrovare la dignità che merita perché, al di là dell’aspetto architettonico, rappresenta valori importanti. Purtroppo con la riqualificazione del piazzale l’architettura del monumento è stata in qualche modo snaturata».
Palazzo Frizzoni conferma la volontà di intervenire, ma il restauro resta per ora legato alla possibilità che Bergamo ospiti l’Adunata nazionale degli Alpini tra tre anni. «Abbiamo assunto l’impegno di procedere con un restauro, anche in vista dell’eventuale Adunata del 2029 – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota –. Prima, però, dobbiamo avere la certezza dell’assegnazione e poi individuare le risorse necessarie. Il fabbisogno economico non è ancora stato quantificato».
Ferruccio Rota: «Abbiamo assunto l’impegno di procedere con un restauro, anche in vista dell’eventuale Adunata del 2029»
Qualche passaggio preliminare, però, è già stato compiuto: «Siamo saliti con una piattaforma per effettuare una ricognizione e verificare le criticità. Ci siamo confrontati più volte anche con gli alpini», dice ancora Rota. L’attenzione si concentrerà in particolare sui materiali e sulle strutture che li sostengono. «Dovremo verificare il rivestimento lapideo e intervenire sulle parti metalliche che lo contengono, alcune delle quali presentano fenomeni di ruggine. Naturalmente servirà anche l’autorizzazione della Soprintendenza», conclude l’assessore.
Tempi ancora incerti
Il restauro, insomma, è nei programmi, ma non ha ancora una data né un quadro economico definito. E soprattutto non risolve il problema della collocazione del monumento in un piazzale che, in attesa di Porta Sud, continuerà a essere utilizzato per eventi e iniziative. La sfida sarà quindi non limitarsi a rimettere a nuovo l’Alpino, ma restituirgli uno spazio e una visibilità coerenti con il significato che rappresenta per la città.
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