Tariffe del Consorzio di bonifica, nuovo rialzo del 3%. «Aumentati i costi di manutenzione»
IL TRIBUTO. Il ritocco alle «bollette» arrivate ai cittadini. Il presidente Gatti: «Siamo al lavoro per 15 vasche di laminazione, il territorio deve contribuire».
I lavori di manutenzione ordinaria, così come le «pulizie di primavera» delle rogge, sono ormai in dirittura d’arrivo. Interventi importanti effettuati dal Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, che si affiancano «all’aumento delle opere eseguite o in programma su tutto il territorio della provincia», a quelle «in fase di appalto» o «in progettazione».
Lievitati i costi
Già di per sé, osserva il presidente dell’ente consortile Franco Gatti, realizzare tutto questo richiede molte risorse. In più, «sulle manutenzioni abbiamo avuto un forte aumento dei costi. Si tratta – sottolinea Gatti – di opere necessarie, che non possono essere tagliate, motivo per cui abbiamo dovuto effettuare un ritocco alle tariffe». Ritocco all’insù che, mediamente, è del 3%.
«Sulle manutenzioni abbiamo avuto un forte aumento dei costi»
Non si tratta del primo aumento registrato negli ultimi anni. Quello di quest’anno si aggiunge – per citare l’ultimo in ordine cronologico – ai rialzi in «bolletta» del 2025, quando era arrivato un ritocco del 3-4% medio, con rincari superiori per i cittadini dei quartieri che, nel settembre 2024, erano stati colpiti dall’esondazione dei torrenti Morla e Tremana.
«Anche il territorio deve contribuire»
«Oltre ai costi maggiori nelle manutenzioni, il rialzo è dovuto all’aumento delle opere – precisa il presidente del Consorzio di bonifica –. Penso alle vasche di laminazione: pur partecipando la Regione ai costi di realizzazione, una parte la deve mettere il territorio».
Interventi che, soprattutto nelle giornate di pesante maltempo a cui ormai anche il territorio bergamasco è sempre più abituato, permettono di tutelare il territorio dal rischio di esondazioni.
Al lavoro per 15 vasche di laminazione
A tal proposito, il presidente Gatti illustra alcuni interventi in prospettiva: «Tra qualche anno, in tutta la provincia saranno pronte 15 nuove vasche di laminazione, che poi dovranno anche essere mantenute efficienti. Quest’anno, come Consorzio, abbiamo in appalto una vasca sul torrente Quisa a Paladina e un’altra ad Albano Sant’Alessandro. E poi c’è una terza vasca in programma a Telgate», aggiunge Gatti.
«Tra qualche anno, in tutta la provincia saranno pronte 15 nuove vasche di laminazione»
Altre vasche sono in fase di progettazione per contenere le piene del torrente Morletta, che nasce a Bergamo ma attraversa diversi Comuni della provincia fino ad arrivare a Verdello e Verdellino: «Occorre trovare risorse – dice Gatti –, sono opere che servono per “sgravare” la Gronda Sud, in parte già finanziate ma mancano altri fondi. Ed è anche da qui che deriva la “ricaduta” sul territorio in termini di costi. È necessario che contribuisca anche il territorio. Altrimenti, se non facciamo la nostra parte, il rischio idrogeologico di anno in anno diventerà sempre più rilevante».
La manutenzione ordinaria
Ma quanto costano le opere di manutenzione sul territorio di competenza del Consorzio? «Si parla di almeno 5 milioni di euro all’anno – risponde il presidente –. E, tra le altre cose, spesso dobbiamo aiutare dei Comuni che sono in difficoltà sulle manutenzioni del proprio reticolo. C’è tanto da fare, la città è attraversata da tutte le rogge derivate dal Serio. Non le vediamo, ma passano sotto i nostri piedi e sotto le strade. Comunque sia, in città stiamo finendo tutte le manutenzioni previste».
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