(Foto di Amato)
IL VIAGGIO. Dopo due anni e mezzo di stop forzato la Diocesi di Bergamo ripropone il pellegrinaggio, dal 14 al 21 maggio. Don Della Giovanna: «Esperienza di fede profonda». Garini: «Itinerario sicuro». Morosini: «Vicini alle comunità».
Un viaggio che tocca il cuore e rimane nella memoria, capace di unire cultura, fede e fraternità, perché camminare là dove Gesù visse, predicò, guarì e soffrì è l’occasione più preziosa per rinnovare lo spirito e riscoprire il senso della preghiera e della comunità. Tra celebrazioni, meditazioni e silenzi carichi di significato, quello in Terra Santa è da sempre il pellegrinaggio per eccellenza: un incontro personale con la storia della Salvezza. Non solo una destinazione, ma soprattutto un’esperienza spirituale profonda che permette di riconnettersi con le radici della fede cristiana.
E ora, dopo due anni e mezzo di stop forzato a causa del conflitto israelo-palestinese, la Diocesi di Bergamo è pronta a riproporre il pellegrinaggio in Terra Santa, dal 14 al 21 maggio, tra Gerusalemme, Betlemme, Gerico e la Galilea, in quelli che non sono solo semplici siti ma vere e proprie pagine del Vangelo che si aprono davanti agli occhi e si trasformano in emozione viva. Proposto dall’Ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi e dall’agenzia Ovet Viaggi, il pellegrinaggio permetterà ai partecipanti (le iscrizioni sono aperte) di visitare i principali luoghi di fede, che sono lontani dalle aree più sensibili e quindi sicuri, e di mostrare così vicinanza alle comunità cristiane locali, da sempre votate all’accoglienza. Per la Terra Santa gli ultimi anni sono stati particolarmente complicati, segnati prima dal Covid e poi dalla guerra, con un calo dei pellegrinaggi: ancora oggi, nonostante il cessate il fuoco, diversi negozi, ristoranti e pensioni hanno le porte serrate, dal 2023, e le comunità locali lamentano grandi difficoltà.
Ma si intravede qualche barlume di speranza e qualche segno di ripresa. Ed è proprio qui che si inserisce la proposta della Diocesi di Bergamo. «Il pellegrinaggio in Terra Santa è un’esperienza di fede profonda e diventa maggiormente significativo in questo momento storico, perché dopo due anni e mezzo di sospensione forzata si sta tentando di ripartire, sollecitati anche dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il Cardinale bergamasco Pierbattista Pizzaballa, e dai frati della Custodia di Terra Santa – spiega don Luca Della Giovanna, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei pellegrinaggi –. Nei mesi scorsi è stato in Terra Santa il nostro Vescovo monsignor Francesco Beschi, con gli altri Vescovi lombardi, e successivamente anche una delegazione della Caritas. Ora ci apprestiamo a ripartire anche noi, con i pellegrinaggi organizzati, a circa due anni e mezzo dall’ultimo, nel settembre del 2023. Altri due pellegrinaggi sono in catalogo per luglio e ottobre. È un tentativo concreto di ripartenza. Nei luoghi storicamente meta dei pellegrinaggi la situazione è tranquilla.
Nell’organizzazione abbiamo ribadito l’attenzione alle comunità locali. Ci saranno vari incontri significativi. Con la nostra presenza vogliamo cercare di riportare nel nostro piccolo un po’ di normalità, aiutando le persone a lavorare: per questo tutte le strutture e i servizi, dai bus agli alloggi, sono a carico di un’agenzia cristiana palestinese e dei frati della Custodia».
Il pellegrinaggio si snoderà attraverso la Galilea - Nazareth, monte Tabor, Cana di Galilea, lago di Galilea, Magdala, Tabga, Cafarnao per poi toccare Gerico, Qumran, Mar Morto, Wadi el Kelt, Betlemme e Ain Karem, fino a culminare a Gerusalemme. «È il pellegrinaggio con la P maiuscola, siamo molto fiduciosi di riuscire a far ripartire questa destinazione, anche perché il ritorno dei pellegrini è una luce di speranza per la popolazione locale che ha sofferto e sta soffrendo molto – spiega Marco Garini, direttore dell’agenzia Ovet –. Siamo sempre stati vicini alla Terra Santa, anche in questi periodi di grande difficoltà ci siamo tenuti in stretto contatto con i nostri corrispondenti e gli enti del turismo. Tutti i viaggi che cercheremo di fare quest’anno sono sicuri, ci sono tutte le possibilità e le condizioni affinché il pellegrinaggio sia sereno e ricco di significato. È naturale che se la situazione in Terra Santa dovesse cambiare saremo i primi a prendere le dovute precauzioni, ma in questo momento siamo davvero molto fiduciosi».
Sponda Ovet, sottolinea il valore del pellegrinaggio anche Paolo Morosini, referente per i viaggi di gruppo : «Sappiamo di persone, comunità e parrocchie interessate a tornare, questo è un tentativo concreto. A seguito del miglioramento della situazione e degli appelli del Cardinale Pizzaballa e della Custodia, finalmente la Diocesi ripropone la Terra Santa nella sua programmazione dei pellegrinaggi 2026: un pellegrinaggio cristiano, ma anche di vicinanza alle comunità cristiane locale, tra fede e fraternità. Per le parrocchie è storicamente il pellegrinaggio per eccellenza.La media, prima del Covid, era di circa 40 gruppi di parrocchie bergamasche all’anno. E ora siamo pronti a ripartire».
Per maggiori informazioni: il sito dell’agenzia Ovet o nella sede di viale Papa Giovanni XXIII 110 a Bergamo (telefono 035.243723 o mail [email protected]).
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