( foto bedolis)
I DATI. L’analisi dalle segnalazioni dell’app di Trenord dal 2 all’8 marzo: coinvolto l’8% dei viaggi in provincia. Solo giovedì scorso 62 segnalazioni. La società: «Nel 2025 più puntualità».
Ogni mattina, un pendolare esce di casa e sfida la sorte: ci sarà il suo treno? Sarà puntuale? E in caso di intoppo, avrà un’alternativa? Sono interrogativi che si pongono a cadenza regolare: spesso il problema è «appena» un ritardo di qualche minuto, altre volte s’innescano soppressioni o tempeste perfette con ritardi a catena.
Chi sul telefono ha l’app di Trenord, sente con una certa frequenza la vibrazione o il bip della notifica: è l’alert che dà conto di un disservizio sulla linea di riferimento. Monitorando per una settimana – quella da poco conclusa, dal 2 all’8 marzo – tutte le direttrici che hanno delle fermate in provincia di Bergamo, gli avvisi hanno riguardato 219 treni diversi: calcolando che erano circa 2.700 le corse complessivamente calendarizzate sulle linee analizzate, è stato inficiato attorno all’8% di quel «bouquet». Numeri alla mano, si è viaggiato a una media di circa 30 disservizi al giorno, tra ritardi e soppressioni.
In valore assoluto, la «rotta» più interessata dai problemi è stata la suburbana S5 tra Treviglio e Varese attraverso il passante di Milano (ma è anche quella con più corse programmate, oltre 500 settimanali), seguita dalla Cremona-Treviglio Milano (storicamente una delle più delicate, basta ripercorrere l’annuario dei bonus pendolari) e dalla Bergamo-Milano via Pioltello (l’unico collegamento diretto tra i due capoluoghi, in attesa della riapertura completa della Bergamo-Milano via Carnate).
Secondo Trenord, comunque, le performance sono in miglioramento: «Nel 2025 sulle linee da/per Bergamo sono circolate oltre 68mila corse – fa sapere l’azienda, contattata per un riscontro sulla puntualità delle direttrici bergamasche –. La puntualità media è cresciuta dall’81,9% nel 2024 all’87,4% nel 2025. Nel 2025 il 98,8% delle corse ha circolato per l’intero percorso (cioè senza soppressioni totali, ndr). Il dato è in crescita rispetto al 2024, quando la percentuale era del 98,7%».
Il giorno peggiore, la scorsa settimana, è stato giovedì 5 marzo, quando le notifiche dell’App di Trenord hanno riguardato 62 treni
Tornando alle 219 corse impattate la scorsa settimana, le soppressioni sono state in tutto 44 (comprese 24 «solo» parziali ma con indubbi disagi, ad esempio quando un treno parte da Verdello Dalmine anziché da Bergamo). La restante parte si divide tra ritardi di varia entità (169 in tutto), variazioni nelle fermate (in cinque casi sono stati aggiunti degli «stop», tipicamente per rimediare ad altre cancellazioni, ma con un allungamento medio dei tempi di percorrenza), autobus sostitutivi (un caso). Il giorno peggiore, la scorsa settimana, è stato giovedì 5 marzo, quando le notifiche hanno riguardato 62 treni.
Giocoforza il grosso dei guai si concentra nelle ore di punta, quando i binari della Bergamasca e della Lombardia sono a pienissimo regime, e va peggio al rientro che all’andata: i treni in partenza alle 18 (30 segnalazioni sull’intera settimana), alle 17 (22 avvisi) e alle 19 (22 avvisi) sono stati quelli maggiormente tartassati.
Nel 40,6% dei casi, stando sempre ai convogli «bergamaschi» oggetto di segnalazione la scorsa settimana, la causa del disservizio è riconducibile al traffico, cioè a treni che devono rallentare o fermarsi per far rispettare le precedenze e all’attesa dei treni corrispondenti.
Con proporzioni quasi paritarie, seguono poi le responsabilità di chi gestisce i treni o i binari. Sempre mettendo in fila le indicazioni dell’app, nel 23,3% dei casi il disagio è stato imputabile a un problema della linea, ossia a guasti agli scambi, ai passaggi a livello o agli impianti di circolazione (i più critici sono quelli che colpiscono il nodo di Milano), con necessario intervento dei tecnici di Rfi, la società del Gruppo Fs cui fa capo l’infrastruttura. In un altro 22,8% delle volte, invece, il guaio è un guasto al treno (gli inconvenienti alla chiusura delle porte sono i più tipici); e quando si guasta un treno che deve svolgere più corse, il rischio è che le cancellazioni siano a raffica.
Ma quasi una volta su dieci ha influito un fattore esterno, tra atti vandalici (è capitato anche domenica lungo la Ponte-Milano via Carnate), interventi delle forze dell’ordine o del soccorso sanitario e la presenza di persone non autorizzate lungo i binari (solo giovedì pomeriggio, una decina di corse della S5 Varese-Treviglio ne ha patito le conseguenze).
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