Verso la carta d’identità elettronica: a Bergamo 17mila ancora cartacee

LA SCADENZA. Dal 3 agosto il vecchio formato non avrà più valore, si deve passare a quella elettronica.

Resta l’ufficio più frequentato del Comune, con oltre 200mila accessi l’anno, nonostante le pratiche online stiano soppiantando quelle cartacee. «Almeno una volta nella vita il cittadino deve accedere agli uffici dell’Anagrafe», rileva Giacomo Angeloni, assessore con delega (anche) ai Servizi demografici e Innovazione e Semplificazione, mentre fa un bilancio delle pratiche del 2025.

E programma il lavoro del 2026, un anno particolarmente impegnativo, perché dal prossimo 3 agosto, la carta d’identità cartacea non avrà più valore (non solo per l’espatrio, ma anche per l’identificazione) indipendentemente dalla data di scadenza e sarà necessario sostituirla con la «Cie», la carta d’identità elettronica.

A Bergamo ancora 17mila le vecchie carte d’identità

In città tra le 15mila e le 17mila persone sono in possesso ancora di una carta d’identità cartacea che dovrà quindi essere sostituita. Considerando che nel 2025, in linea con gli ultimi anni, l’ufficio Anagrafe ha emesso 15.158 Cie (e 676 carte d’identità cartacee), sul 2026 il numero è destinato a crescere: saranno complessivamente almeno 25mila le carte elettroniche che l’Anagrafe dovrà rilasciare. «Siamo tra i Comuni che a livello nazionale hanno erogato più Cie, abbiamo iniziato nel 2017 – premette Angeloni –. I Comuni saranno sotto pressione in tutta Italia, tutti stanno chiedendo al governo di intervenire sulla norma, pensando anche alle persone molto anziane impossibilitate a recarsi in Comune. In ogni caso faremo il possibile per rispondere alle richieste, abbiamo già avviato un lavoro di allineamento degli spazi per gli appuntamenti per poter erogare più Cie. Inoltre faremo informazione, ai cittadini che ancora hanno una carta d’identità cartacea, invieremo, con una lettera o in modalità digitale, una comunicazione per spiegare come e quando fare la Cie, per non intasare le agende». Qualcuno già si sta muovendo, «dal 30 novembre a oggi – fa il punto Angeloni –, gli uffici hanno rifatto 1.700 carte d’identità cartacee».

I numeri dell’ufficio anagrafe

Ma il lavoro dell’Anagrafe non si concentra solo sulle Cie. Nel 2025 sono stati emessi 49.446 certificati, richiesti per buona parte da enti esterni, da Inps a Inail, ma anche altri Comuni. E ancora, 2.300 «autentiche», come gli atti che autenticano le identità degli eredi di un defunto. In linea con gli altri anni le tessere elettorali, in tutto 63.779. Ci sono poi i «movimenti» dell’Anagrafe, con 4.371 nuovi iscritti, 2.650 cambi di indirizzo e 3.573 cancellazioni. E ancora, i dati sullo stato civile con 1.761 nascite (nati in città, non nuovi residenti) e 2.823 decessi (anche in questo caso non per forza persone residenti). I matrimoni registrati sono stati 1.052, solo 5 le unioni civili. Infine, i residenti che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, in tutto 1.640. Sui servizi digitali, un freno allo Spid (499), «dai primi di giugno abbiamo dovuto cambiare gestore, perché il servizio era diventato a pagamento» spiega Angeloni. Che si sofferma sulle 2.111 prestazioni di assistenza digitale effettuate anche nelle sedi decentrate, come la Social Domus o il Lazzaretto. Richiesti 13.800 certificati online, «ormai tutto avviene digitalmente» annota l’assessore.

Nel 2026 Palafrizzoni punta a potenziare le sedi decentrate, a oggi 7: «Continuiamo a immaginare un servizio che faciliti la vita al cittadino, con prestazioni nei quartieri – dice Angeloni –. Non solo confermiamo la presenza dei punti decentrati, ma lavoriamo per aprirne uno in Malpensata (al centro civico di via Furietti, i lavori sono in corso, ndr). L’utilizzo dell’online è importante, ma non vogliamo lasciare indietro nessuno, aiutando anche chi non riesce a fare le pratiche in modalità digitale, dal cambio di residenza alla compilazione dei bandi per le case Sap».

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