Cronaca / Bergamo Città
Venerdì 20 Febbraio 2026
Vigili del fuoco, nuovo stato di agitazione: «Niente mensa a Orio, comando a pezzi»
L’ALLARME. I sindacati minacciano lo sciopero: «Nulla è cambiato dopo 10 mesi, la sede centrale è insicura e insalubre, all’aeroporto lavora personale senza requisiti, disattesa ogni promessa».
Dall’aprile 2025 ad oggi nulla è cambiato. Sono passati dieci mesi da quando, per la prima volta nella nostra provincia, i Vigili del fuoco avevano proclamato lo stato di agitazione. Rientrato poi il mese successivo dopo una procedura di conciliazione che si era conclusa con promesse di collaborazione. Che però, a detta dei sindacati, sono rimaste disattese, e i problemi ancora tutti da risolvere. Nel mezzo c’è stato anche, a settembre, un topo nella mensa al comando di via Codussi, oltre a condizioni igieniche malsane a livello generale, che avevano comportato una richiesta di intervento di Ats e la chiusura della cucina.
Le criticità
Una situazione che ha portato i sindacati (Fns-Cisl, Uil-Fp, Conapo e Federdistat) a proclamare un nuovo stato di agitazione, minacciando uno sciopero provinciale. Le criticità vanno dal servizio aeroportuale, «espletato con personale talvolta senza requisiti formativi, come da ordine del giorno dello stesso comando non rispettata», «spostamento ripetuto delle stesse unità per sostituzione verso il distaccamento aeroportuale, con conseguente destabilizzazione del personale, obbligo a variazione di orario lavorativo e di straordinario, molteplici movimentazioni da sedi lontane contrariamente a qualsiasi economicità di gestione», la mensa al distaccamento aeroportuale «assente in orario serale da diversi mesi. Nessuna concreta soluzione a tutela del servizio, dubbi sulla conservazione degli alimenti», già oggetto di esposti all’Ats. C’è anche il capitolo della Sala operativa, con «continue richieste di giustificazione in merito ad attivazioni e scelte operative da parte di alcuni contingenti volontari, perlopiù a presenza non costante», la sede centrale «in evidente stato di incuranza e vetustà, con situazioni impiantistiche e strutturali pericolose, locali non idonei alla corretta gestione dell’igienizzazione e della decontaminazione. Importanti barriere architettoniche, accatastamenti di vario genere (anche bottiglie di gpl), non conformità impiantistiche in spazi in uso anche al pubblico esterno», «precarie e talvolta assenti misure anti-intrusione».
«Queste azioni sono rappresentative del malcontento del personale per dinamiche irrisolte e reiterate che inevitabilmente si ripercuotono su tutto il dispositivo di soccorso – spiega Matteo Cavalletti, segretario provinciale Fns-Cisl –. Sulle condizioni della sede di servizio ormai è la triste realtà a parlare. E infatti stiamo dando voce proprio alla realtà, alle figure cardine dell’operatività, a chi davvero conosce la storia dei Vigili del fuoco bergamaschi permanenti e volontari, a chi nonostante tutto crede davvero nel soccorso. Dopo un anno dalla precedente agitazione, volutamente conciliata per lasciare modo di portare soluzioni, avremmo voluto apprezzare dei cambiamenti. Intraprenderemo qualsiasi possibile azione volta anche ad informare la collettività, a tendere una mano alla politica, ad interfacciarsi per competenza con enti e amministrazioni come già avvenuto».
La trattativa
Nel luglio scorso infatti i sindacati avevano avuto un incontro con il prefetto Luca Rotondi sui temi dell’ex Reggiani e della gravissima carenza di organico. Sono pronti a chiederne un altro. «Il mondo del lavoro e non meno il mestiere del Vigile del fuoco nel 2026 è diventato estremamente dinamico nei suoi cambiamenti per tecniche e conoscenze: non possiamo permetterci di stare a guardare – sottolinea Gabriele Di Marzo, segretario aggiunto della Uil-Fp –. Ne consegue che la struttura del comando rimane totalmente inadeguata sia per chi vi lavora, sia per il personale civile che a vario titolo entra in caserma. Numerose sono le normative non applicate: decontaminazione dei Dpi, requisiti igienico-sanitari della caserma e accessibilità disabili, solo per fare un esempio. Ma la lista è lunga. Dall’ormai abbandono da parte del servizio mensa serale al distaccamento di Orio, al rischio crollo del “castello di manovra” della centrale, dalle non chiare movimentazioni del personale tra le sedi di servizio, al disattendimento delle Disposizioni da parte della stessa dirigenza che le emana». «Ci sono gravi criticità nella gestione del servizio al distaccamento aeroportuale – sottolinea Enzo Sinaguglia, segretario provinciale Conapo –. Nonostante disposizioni interne vigenti, il servizio risulta talvolta svolto da personale privo dei requisiti formativi previsti, con spostamenti ripetuti delle stesse unità e variazioni forzate dell’orario. Si chiede un intervento immediato e un confronto formale».
«Lo stato di agitazione è uno strumento sindacale previsto dalla vigente normativa alla quale il comando presta la massima attenzione e disponibilità al dialogo – risponde il comandante provinciale Vincenzo Giordano –. Il comando lavora nel rispetto delle vigenti normative volte a garantire la sicurezza dei dipendenti assicurando, grazie al prezioso lavoro di tutto il personale, il servizio di soccorso ai cittadini della provincia bergamasca».
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