Alla Carrara, l’installazione «Essere luminosi nel buio» prorogata fino al 27 gennaio

ARTE. La decisione per celebrare la Giornata della Memoria.

Bergamo

Christmas Design ha prorogato fino al 27 gennaio l’esposizione dell’opera «Essere luminosi nel buio!». Con l’Epifania è calato il sipario su 14 delle 15 opere dell’edizione 2025, che ha ricevuto incredibile partecipazione di pubblico e notevole interesse da parte delle aziende. L’installazione commissionata da Winter Garden Hotel in collaborazione con Accademia Carrara all’artista Emma Ciceri, invece, rimarrà esposta sulla facciata neoclassica della pinacoteca bergamasca fino alla Giornata della Memoria. Il messaggio di Ciceri invita a riflettere sul valore della libertà e sull’importanza di agire contro le ingiustizie, riconoscendo che la Shoah è un monito per tutta l’umanità.

Un’installazione dal valore universale

L’opera Essere luminosi nel buio è una dedica dell’artista Emma Ciceri alla scrittrice Etty Hillesum (1914-1943) e al contempo una libera interpretazione del suo pensiero. L’installazione prende forma attraverso una scritta di neon bianco forgiato a mano che si relaziona alla facciata dell’Accademia Carrara di Bergamo appoggiandosi alle linee orizzontali dell’architettura neoclassica.

L’artista, Emma Ciceri, spiega: «In risposta al tema di Christmas Design, Il palcoscenico dell’immaginazione, mi sono chiesta cosa sia indispensabile immaginare oggi. Interrogandomi sul piano esistenziale è stato necessario ipotizzare una risposta intima e rivoluzionaria al tempo stesso: rendere la propria vita un laboratorio per una continua sperimentazione di sé nel mondo. Etty Hillesum è una grande maestra in questo processo, ha saputo essere ’un cuore pensante’ anche dentro uno dei disastri della storia dell’umanità. Cosa c’è di più urgente oggi se non ristudiare la storia e la biografia di chi è stato luminoso nelle pagine più buie?», afferma. «La frase Essere luminosi nel buio l’avevo annotata anni fa su un quaderno dopo le letture di “Diario 1941-1943” e di “Lettere 1941-1943” di Etty Hillesum, per me un riferimento importante nel processo di pensare la vita mentre la si vive. Il pensiero e la vita di Etty Hillesum hanno la capacità di saper accogliere e contenere i movimenti esistenziali e universali accompagnandoli in una coralità umana.

Gli scritti di Hillesum riportano al cuore la memoria della Shoah, ma insieme al ricordo di questo orrore dell’umanità si genera anche l’intenzione di provare a essere rivoluzionari partendo dal proprio agire quotidiano. Nelle sue lettere leggiamo: ’Se in un mondo impoverito e reduce da una guerra non avremo altro da offrire che i nostri corpi tratti in salvo a ogni costo, e non un nuovo significato attinto dai pozzi più profondi dei nostri affanni e della nostra disperazione, allora sarà troppo poco’.

La frase che compare sulla facciata della Accademia Carrara è scritta a mano da mio figlio Matteo, perciò ricalca la calligrafia di un bambino che da poco pratica la scrittura in corsivo. Le parole e il senso di cui sono portatrici arrivano così al mondo adulto dalle mani di un bambino», conclude Ciceri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA