«Baadarane» dal Libano si aggiudica il Campanile d’oro di Sacrae Scenae

FESTIVAL. Le giurie tecnica e popolare hanno premiato il corto del regista Samah El Kadi. «Campanili d’argento» per «There is only one God» della russa Alexandra Verba, «Devozioni» di Gianfranco Pannone e «Santa Crus 2024» di Giacomo Andrico.

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Ardesio

Le giurie tecnica e popolare non hanno avuto dubbi: all’edizione del 2026 del festival su devozioni e tradizioni popolari «Sacrae Scenae» di Ardesio il miglior film è stato «Baadarane» di Samah El Kadi, regista libanese. Nel corto, in 15 minuti esplora il conflitto interiore di un ragazzino che, sconvolto dalla perdita della madre, è diviso tra dolore e rabbia alla ricerca di un senso davanti al silenzio di Dio. Un racconto che si confronta sul sacro anche attraverso la sua negazione e che ha conquistato appunto il «Campanile d’oro» dell’organizzazione di Vivi Ardesio e il Premio della Giuria popolare.

Punto di riferimento internazionale

Una cosa è certa: questo festival non è internazionale soltanto nel titolo, ma nei fatti, visto che da giovedì 15 ottobre a domenica ha portato nel piccolo paese dell’alta Valle Seriana registi, produttori e addetti ai lavori da Libano, Austria e Russia, in aggiunta a quelli dall’Italia. Una bella soddisfazione per i promotori, dall’ideatore Fabrizio Zucchelli al nuovo direttore artistico Umberto Zanoletti e al conduttore Marco Carobbio. Insieme alle varie realtà coinvolte e rappresentate il 18 ottobre alla premiazione nel cineteatro dell’oratorio: Vivi Ardesio con la presidente Paola Pasini, il Comune con il sindaco Yvan Caccia, la Pro Loco con la presidente Cristiana Verzeroli, la Parrocchia con il parroco don Antonio Locatelli e tanti altri enti e partner.

Le menzioni speciali

Tre le menzioni speciali premiate con i «Campanili d’argento»: «There is only one God» della russa Alexandra Verba, «Devozioni» di Gianfranco Pannone e «Santa Crus 2024» di Giacomo Andrico, pellicola che si è imposta pure nella sezione «Territorio». Racconta la rievocazione della Passione di Cristo di Cerveno, in Valle Camonica. La sezione «Under 30» è stata vinta da Agata Brazzorotto con il corto «Il silenzio del Padre».

«Intensità universale»

Su «Baadarane», come detto, i giurati presieduti da Ramona Mismetti non hanno avuto dubbi. Nella motivazione del «Campanile d’oro» viene sottolineato che è «un racconto capace di confrontarsi con il sacro anche attraverso la sua negazione, senza offrire risposte semplici, ma lasciando aperta la domanda». E ancora: «Con uno sguardo insieme poetico, inquieto e radicale, “Baadarane” ci invita a riconoscerci nel bisogno di Karim di capire, nella sua rabbia e nella sua ostinata ricerca di una risposta». Al regista viene riconosciuta la «capacità di unire dimensione spirituale, forza cinematografica e intensità universale». La Giuria popolare, presidente Paolo Bonicelli, ha trovato «una narrazione autentica e coinvolgente», che «dà voce a interrogativi e inquietudini, mettendo in luce il contrasto tra la sofferenza personale e una religiosità vissuta dagli adulti in modo apparentemente incondizionato e privo di dubbi».

La fede della comunità

«Campanile d’argento» e Premio della Giuria popolare nella sezione «Territorio» per i 103 minuti di pellicola di Giacomo Andrico sulla Santa Crus di Cerveno. Con lui erano in concorso i bergamaschi Diego Percassi con «Luce d’incanto» dedicato alla Croce dei lumini del Venerdì Santo a Clusone e Paolo Colleoni con «Il respiro dell’anima» sulla Beata Pierina Morosini. Il premio al lavoro camuno «per aver saputo esprimere il senso più autentico della devozione popolare e della fede condivisa attraverso il coinvolgimento straordinario di un’intera comunità, che si fa protagonista nel racconto della Passione di Cristo». Un filmato che per gli esperti di «Sacrae Scenae» «coniuga con equilibrio tradizione e rinnovamento, valorizzando un patrimonio di spiritualità diffusa e partecipata con un linguaggio competente, attuale e coinvolgente».

Oltre il carcere

Il premio Speciale della giuria a «Io spero Paradiso» di Daniele Pignatelli (Italia, 68’):«Un’opera capace di restituire, dentro la dimensione del carcere, una visione profondamente umana della persona, andando oltre la condizione del detenuto per incontrarne la quotidianità, i desideri e il bisogno di dare un senso alla propria esistenza», «racconta la fede non come un’idea astratta, ma come qualcosa che prende forma nell’azione concreta, nel rendersi utili, nel recuperare ideali e nel ritrovare uno scopo condiviso». Presente Ciro D’Amora, uno dei tre detenuti nel carcere di Opera protagonisti nel film, con il loro riscatto anche attraverso il laboratorio di preparazione delle ostie che li ha portati a incontrare Papa Francesco. Il corto «Il silenzio del Padre» di Agata Brazzorotto (Italia, 10’) ha vinto negli Under 30 in quanto «la giuria ha riconosciuto nel film uno sguardo giovane capace di avvicinarsi a una dimensione spirituale complessa con rispetto, senza cercare risposte facili» e «per la sensibilità con cui affronta il rapporto tra fede, dubbio e silenzio».

Il ricordo di San Francesco

«Sacrae Scenae» 2026 verrà ricordata per le novità introdotte e che hanno riscontrato il gradimento del pubblico. Compreso lo spettacolo finale di nel pomeriggio del 18 ottobre: lo «Spazio Circo Bergamo» ha proposto «Il Giullare di Dio» con Federica Bonfanti, Kaory Castellucci, Simone Menichini e Matteo Vismara. Un po’ come il festival di quest’anno con un programma fatto di cinema e delle altre arti, ha visto intrecciarsi teatro e musica, oltre al circo, in questo caso per celebrare gli 800 anni della morte di San Francesco.

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